“Le scarpe strette fanno male, gli amici stetti fanno bene.”
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Perché fidarsi delle persone quando creano solo problemi?
Perché dare fiducia se tutto quello che ti danno è solo dolore?
"Perché dovrei ascoltati?" dissi alzandomi pian piano dal letto.
Era passata esattamente mezz'ora da quando i ragazzi avevano lasciato la stanza dopo avermi chiesto come stavo, che Harry mi supplicava di ascoltarlo, ma ero stanca e sicuramente la febbre non era passata.
"Perché non volevo crearti ulteriori problemi! Non te l'ho detto perché mia sorella mi ha pregato di non dirlo a nessuno. E cavolo non volevo che pensassi ad un millesimo problema!" urlò.
"Non urlare ti prego." sussurai toccandomi le tempie.
"Cristo, come faccio? È da mezz'ora che stiamo discutendo e sapevo che al mio ritorno ti avrei trovata arrabbiata, ma quando sono corso qui perché mi hanno detto che non stavi bene l'unica cosa che volevo fare era quella di stringerti tra mie braccia." continuò.
"Il tuo comportamento ha una conseguenza." risposi aprendo la porta della stanza.
"Stiamo parlando." ringhiò Harry chiudendola con una mano.
Chiusi gli occhi al forte rumore e mi girai nella sua direzione con gli occhi lucidi e un forte dolore alla testa.
"Tu stai parlando, io sto subendo e non sono in vena. Quindi Harry, vai via e lasciami del tempo per favore, almeno fino a quando sarò in forma per poter rispondere alle tue stronzate." dissi tranquillamente.
Lo vidi aggrontare la fronte e alzare le sopracciglia guardomi come se fosse sorpreso dalle mie parole, in effetti lo ero anche io, ma non stavo bene e potergli tenere testa era un compito che si poteva svolgere solo nel pieno delle forze.
"Dimmi che non..non mi stai lasciando!" rise nervosamente.
"No, ma ho bisogno di tempo." gli aprì la porta per poterlo far uscire. Lo volevo lontano da me il più possibile.
"Non..non cercarmi per favore." dissi chiudendo gli occhi pronta a fermare le lacrime.
"Zoe. Lo so che hai capito che sono solo una maschera, ma ti ricordi quel ragazzo che alla festa di Noah ti chiese scusa per esserti finito addosso?" mi chiese, non ricevendo nessuna mia risposta.
"Sono sempre io, il vero me. Quello che ti ama immensamente e che non smette di pensare che è la persona più fortunata ad averti al suo fianco. Quel ragazzo buono e gentile che fai uscire fuori. Quello che sarei tanto voluto diventare. Ti prego, non mollare proprio adesso, io ho bisogno di te."
Aprì gli occhi incrociando i suoi lucidi almeno quanto i miei. Mi sarebbe mancato terribilmente, ma avevo capito che avevo solo bisogno di tempo per capire, capire se vivere la mia vita provando e riprovando con Harry, o rinunciare, darmi per vinta e dimenticarlo. In uno dei due casi, c'era la felicità o la mia rovina.
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"Vuoi parlarne?" mi chiese ancora Niall.
Eravamo seduti da più di un'ora sul divano del suo salotto e stavano guardando un programma TV davvero scemo, ma non ci facevo più di tanto caso, più che altro rimurginavo su quello che avevo chiesto ad Harry, del tempo. Erano passati non più di 90 minuti e già mi mancava terribilmente, ma perdonarlo per non avermi reso partecipe non era una cosa che avrei fatto subito. In una coppia si è in due, ma nella nostra sembrava che ci fossi solo io e andando avanti così di certo non saremmo duranti a lungo.
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Disaster || Harry Styles
Fanfiction[COMPLETA] Volevo restare lì fra le sue braccia perché lui ci sarebbe sempre stato. ⚠️ È stata la mia prima storia, vi prego di essere benevoli e scusate se a tratti risulta superficiale ⚠️ | #13 in fanfiction | © Tutti i diritti sono riservati
