Capitolo 37

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"A volte piango, ma non sento niente."

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Amavo gli abbracci. Ricco di sensazioni vere e emozioni e sentimenti che non si possono raccontare con semplici parole. Un abbraccio è la cosa più preziosa per una persona, ma per me era il gesto più bello in assoluto soprattutto se era un abbraccio di mio fratello. Amavo quando Amber mi punzecchiava le guance, amavo i baci intensi di Harry e amavo con tutto il mio cuore gli abbracci di mio fratello. Abbracci che mi donava la sera, abbracci che mi donava solo perché gli andava e abbracci che mi donava quando voleva semplicemente dire che mi amava con tutto il suo cuore. Ma in ogni cosa bella c'è sempre un lato triste, negativo, che mi faceva sentire sola, vuota e malinconica ogni volta che mi lasciava un abbraccio prima di partire, prima di separarsi da ma per km. Pensavo che con il tempo ci avrei fatto l'abitudine, ma mi sbagliavo. Anche in quel momento quando Luke mi stava abbracciando in aeroporto sentivo che quel senso di vuoto sarebbe ricomparso dopo giorni che mi aveva abbandonato. Avrei voluto sempre addormentarmi nelle sue braccia o con un suo semplice bacio della buonanotte, ma non potevo. Mio fratello era un uomo di carriera e aveva i suoi doveri e non poteva sempre occuparsi di me per tutta la sua vita. Era arrivato il suo momento e io di certo non lo avrei fermato.

"Zoe, lo sai io ci sono sempre. Mi fai stare male ogni volta che parto di nuovo..ci sentiremo su skype, tramite cellulare." disse tenendomi ancora fra le sue braccia.

Avevo gli occhi lucidi e da un momento all'altro sarei scoppiata. Un singhiozzo fu il primo avvertimento.

"Ehi..lo sai io ci sono sempre."

"Sempre" ripetei guardandolo.

"Ora sarà diverso. Lo so..ora c'è Harry con te" disse guardando il riccio dietro di me.

"Mi hanno detto tante cose su di lui, ma ho visto come ti guarda, ho visto come parla con te, ho visto l'amore nei suoi occhi e sono così felice di sapere che c'è qualcun altro che ti ama almeno quanto ti amo io." mi sussurrò per farlo sentire solo a me.

Mi staccai dal suo abbracciò e mi asciugai una lacrima.

"Vai o ora comincio" dissi sorridendo.

"Ti voglio bene." disse baciandomi la fronte. "La lascio nelle tue mani" salutò Harry con un saluto strano.

"Puoi fidarti." rispose Harry guardandomi.

Mio fratello annuì e si allontanò sorridendo quando Harry mi abbracciò da dietro. Sorrisi anche io e appoggiai la testa sulla sua spalla, lasciandomi andare.

Ci avviammo verso la grande vetrata e dopo minuti di silenzio un mio sospiro lo ruppe. L'aereo era partito e con sé anche mio fratello.

"Ti va di andare a casa mia? Ormai abbiamo saltato le lezioni."

"Mi dispiace non posso..Ho letteratura inglese alla prossima ora e non vorrei saltarla.." dissi girandomi per gaurdarlo.

"Okay ti accompagno. Vedrò se andarci anche io a lezione.."

"Grazie!" dissi baciandolo velocemente.

Fece intrecciare le nostre mani e mi sorrise ritornando subito con lo sguardo serio quando iniziammo a camminare. Era come se Harry creasse un muro intorno a sé, per proteggersi, per tenere tutto fuori e non far capire mai alla gente cosa pensava o come stava realmente, ma quel muro veniva giù almeno a metà quando mi guardava, quando i miei occhi azzurri incontravano i suoi verdi, ma la presenza di quell'altro pezzo mi faceva tristezza perché capivo che non si fidava completamente di me, partendo da quel stupido incubo che non aveva voluto raccontarmi.

"Ci vediamo dopo allora? Pranziamo insieme se ti va..a casa mia." disse immettendosi sulla strada verso l'Università.

"Okay ci sto. Cucini tu?" dissi sorridendo.

Disaster || Harry StylesDove le storie prendono vita. Scoprilo ora