Capitolo 49

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"Quando i tuoi preziosi umani muoiono, almeno la loro anima va in un altro posto. Quando un Dio muore, non arriva la morte... ma soltanto l'assenza. Il nulla! E l'oblio."

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Non c'è cosa più brutta che vedere la persona che ami, soffrire. Pensi di poterla aiutare, ma nel momento in cui li sei vicino non sai che fare, ti senti impotente ed insignificante. Era quello che mi sentivo io in quei giorni: piccolo, insignificante e fastidioso. Vederla lì rannicchiata nel letto, con gli occhi aperti, ma vuoti, mi faceva sentire impotente. Avrei voluto abbracciarla, baciarla, confortarla, ma neanche tutto il mio cuore avrebbe ricucito il vuoto che si era creato in lei.

Erano due fottutissimi giorni che non parlava, che non mangiava o si lavava, era come se la mia Zoe fosse morta internamente, forse lo era, ed io non potevo fare niente.
Sapere che una delle persone più importanti della tua vita, anzi, forse la più importante non c'era più, che non avrebbe più potuto abbracciarti, parlarti, ridere e piangere con te, era un trauma e vederla lì vuota, priva di emozioni, stava facendo crollare me.

Non aveva pianto, non aveva urlato. Nulla. Si era solo rintanta nella nostra camera e non era uscita più.

I ragazzi ed Amber, distrutti tanto quanto me, erano venuti ogni giorno a trovarla, ma il massimo che ricevevano era uno sguardo che durava pochi secondi e poi..più nulla.

L'avevo costretta a mangiare, ad alzarsi, a parlarmi, anche a picchiarmi, ma niente, era come se non riuscisse a sentire più.

Sapere che la vita era una maledetta stronza che un attimo prima ti fa essere serena e la persona più felice del mondo ed un attimo dopo vuota, triste e priva di emozioni, mi faceva infuriare. Zoe era la persona più delicata del fottutissimo mondo ed una persona così buona non si meritava tutto quel dolore. Un padre assente, un tradimento e un fratello morto.

Sarebbe dovuto andare tutto diversamente, noi dovevamo essere nel nostro letto e fare l'amore per ore, godendoci la casa, che sarebbe dovuta diventare nostra e non più mia. Quella sera, di due giorni prima, sarebbe dovuta essere felice, rispondere di sì al nostro fidanzamento, e non venire a sapere che suo fratello aveva perso la vita.

Non si alzava da giorni e pure vederla in quel momento in piedi, con le occhiaie sotto gli occhi, la carnagione più chiara, il viso più magro ed un abito nero, mi faceva capire che lei non era la mia Zoe, ma un morto vivente. Non parlava da giorni e pure doveva parlare al funerale in memoria di Luke.

"Zoe..dovremmo..andare" dissi avvicinandomi cauto e stanco.

Cercai anche un minimo segno, un piccolo 'Sì' anche sussurato, ma solo uno sguardo con quegli occhi ormai spenti e morti.

Luke era morto e Zoe stava morendo insieme a lui.

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Il cielo era grigio, come solito, una pioggia era sul punto di cadere su Londra e noi eravamo riuniti intorno ad una bara piena di fiori bianchi.
Ero vicino a Zoe, ma lei guardava la bara di legno quasi come se volesse traforarla. Al suo fianco la madre ed il padre disperati. Poco prima, quando gli aveva visti, gli aveva rivolto un semplice sguardo e si era nascosta nelle mie braccia, quasi a proteggersi.

"..forse sua sorella vorrebbe dire due parole in sua memoria.." parlò il prete facendomi risvegliare dai miei pensieri.

Tutti erano girati verso la sua parte, io, i suoi genitori, Amber e i ragazzi.
La vidi rivolgermi uno sguardo e stringermi la mano che era attorcigliata alla mia. Il primo segno dopo giorni.

La vidi allontanarsi e avvicinarsi all'altarino, difronte alla bara. Come se si fosse risvegliata dal suo stato, mise una mano sulla bocca e poi partì un singhiozzo.

"Io..." iniziò ma un altro singhiozzo uscì dalla sua bocca.

"Ehi fratellino.." si fermò ancora. I suoi occhi erano ancora più rossi del solito.

"..non era quello che avevamo progettato..non era quello che volevo. Parlarti in questo modo, senza che tu potessi..rispondermi. Volevamo viaggiare, realizzare i nostri sogni, volevi una moglie, dei bambini e sarei stata immensamente felice nel diventare zia. Magari avere un bimbo in giro per casa mia che mi avesse chiamato 'zia Zoe'. Ma sei andato via..lasciandomi qui. La sola a poter ricordare quello che abbiamo passato insieme. I nostri bagni insieme.."

Si fermò e asciugò le lacrime che ormai scendevano a fontana dai suoi occhi.

"..le nostre gite al mare con la mamma, la prima volta in bici, a scuola, il mio cavaliere del ballo..non sei stato solo un fratello per me, un migliore amico, ma soprattutto un padre..il padre migliore che avessi mai potuto desiderare. Mi hai insegnato a vivere, a cogliere l'attimo e non farmi sfuggire mai niente. Mi hai protetto, confortato e fatto ridere. Ti ricordi quando a cinque anni ti dicevo che volevo essere come te? Lo voglio ancora. Diventare una persona fantastica come te. Eri la persona più importante che avevo, lo sei e lo sarai sempre Luke.."

E per la prima volta dopo giorni aveva uscito tutto il dolore che la stava lacerando pian piano.

Avevo fatto una promessa a Luke e l'avrei mantenuta fino alla fine.
Zoe era sotto la mia protezione e lo sarebbe sempre stata.

ZOE'S POV.

Era possibile non provare nulla? Nessuna emozione, nessuna sensazione, nessun dolore. Niente. Il vuoto totale. Paura, rabbia, tristezza, dolore, tutti sentimenti che provandoli insieme ti laceravano, quasi completamente. Non avevo pianto, non avevo urlato, parlato, fino a quel momento. Forse però quei sentimenti quando li provi a livelli così alti, non ti fanno provare più nulla. Mio fratello era andato via dalla mia vita, ma mai sarebbe andato via dal mio cuore. Avrei dimenticato con il tempo il suo odore, la sua voce, i suoi abbracci, ma mai avrei dimenticato il suo viso, il suo amore. Mai avrei dimenticato lui.

"Ehi.."

Mi girai e vidi Harry sedersi al mio fianco. Eravamo sull'erba, seduti dietro un grande albero che faceva ombra. Era il posto segreto di Zayn. Ma avevo chiesto ad Harry di portarmici e lui era stato così gentile da farlo.

Eravamo in un certo senso scappati dopo il funerale, ma vedere tutte quelle persone piangere, con un fazzoletto bianco in mano, ed un vestito nero, mi faceva ribrezzo. Stavano soffrendo, ma mai quanto me.
Non erano loro che avevano perso un fratello perché un ubriaco non aveva rispettato i limiti di velocità. Non erano loro che avevano perso un pezzo di vita. Un fratello che era stato come un migliore amico e un padre allo stesso tempo. Nessuno di loro mai avrebbe ricordato Luke come lo avrei fatto io, perché nessuno di loro era stato così fortunato ad averlo come fratello.

"Tu non mi lascerai mai vero?" Sussurai appoggiandomi sulla sua spalla.

"No, se non lo fai tu."

"Non lo farò mai."

"Allora resteremo per sempre insieme, angelo.." disse, circondandomi con le sue braccia.

Fore Luke sapeva che non sarei rimasta comunque sola. Aveva ragione che per me ci sarebbe stato Harry a proteggermi ed amarmi ogni qualvolta lui non ci sarebbe stato. Luke non era più fisicamente al mio fianco, ma da lassù mi avrebbe sempre protetta, avrebbe sempre vegliato su Harry e sui nostri genitori.
Era andato via, ma nessuno mai lo avrebbe dimenticato.

* * *

Ehii, eccomi...
Con molto dispiacere vi annuncio che questo è l'ULTIMO CAPITOLO.

Già...Disaster è giunto al termine, forse era anche ora..le cose sono belle finché durano poco..

Sinceramente non so ancora se fare un sequel o una nuova storia, sicuramente farò un epilogo e dipende sicuramente tutto da esso se sopo ci sarà un continuo o meno di questa storia..

Vorrei solo che chi mi segue ora, dopo non mi abbandoni perché sono affezzionata a voi tanto quanto questa storia, perché è grazie a voi che tutto è stato possibile. So..a massive, massive thank you!

Un bacio A.♡

Disaster || Harry StylesDove le storie prendono vita. Scoprilo ora