Acqua

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Capitolo 27

"Se fino a qui sei arrivato, di certo un premio ti sei meritato. "

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Atterrammo con un saltello in quello che aveva tutta l'aria di essere un tunnel sotterraneo, dove la puzza di sporco e di acqua stantia ci avvolse in una nube soffocante. Sotto i piedi il suolo umido e terroso appariva come una fanghiglia maleodorante e vischiosa nella quale le scarpe slittavano con troppa facilità. La scarsa illuminazione celava i dettagli, ma la presenza di alcune luci di emergenza rendeva possibile scorgere la struttura della galleria.

Elia scese per ultimo, mentre io cercavo di togliere i segni arancio-rossastri che il metallo arrugginito della scaletta aveva trasferito sulla mia pelle.

Parve chiaro a tutti, nel giro di qualche istante, che questa volta nessun giochino avrebbe potuto aiutarci a uscire da quelle fogne.

"Lelè, dimmi che da piccola ti hanno portata a giocare anche qua giù e che sai come uscirne..." La nota divertita nella voce di Giulio camuffava con malcelata convinzione lo sconforto che gli aveva fiaccato le spalle.

Lasciai perdere il tentativo di ripulirmi le mani, arricciando il naso a causa del forte odore ferroso che emanavano. "Vuoi che te lo dica davvero? Perché non ho mai visto questo posto in vita mia."

"Seria? Avevo già iniziato ad immaginarti sfrecciare in bicicletta tra una ragnatela e l'altra." Si passò con forza una mano sul viso scacciando via la ragnatela più lunga che avessi mai visto. "Dio, che schifo."

"Fino ad ora ne ignoravo l'esistenza." Cercai di avanzare di qualche passo per capire dove fossimo, ben attenta a non scivolare a causa della melma fangosa.

"Quindi, facendo un veloce riepilogo: la famiglia Russo conosce questo posto, tu entri da un condotto dell'aria in un labirinto di specchi nel quale sai come muoverti ma non come uscirne, ne usciamo, scendiamo per svariati metri lungo una scaletta di ferro, che, tra parentesi, a malapena regge il nostro peso e sembra risalire alla Grande Guerra, in un cazzo di tunnel dove la puzza di morte è più forte della mia fedeltà alla Roma, e ora tu mi dici che non conoscevi l'esistenza di queste fogne." Annuì con convinzione, "sì, potrebbe avere senso."

Ridacchiai guardandolo di sottecchi mentre scuoteva la testa rassegnato e si lamentava con il fratello su come avessero fatto a finire in un posto del genere, quando potevano essere entrambi prendere il sole in riva al mare.

Mateo mi affiancò pizzicandomi un fianco. "Si no conoces este lugar tù, algo me dice que no querían que lo encontraran. ¿Tienes idea de lo que están tratando de ocultar?" Il suo sospetto era naturale. Se io non avessi mai saputo di qual tunnel, era perché volevano che così fosse, e ciò allora voleva dire che ci stavamo avvicinando al nostro modo per uscire dal Mistery, forse senza grosse conseguenze.

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⏰ Ultimo aggiornamento: May 30, 2025 ⏰

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