"Sei come la neve..."
Sospirò piano mentre ripensava a quella frase, così lontana dal presente quanto vicina. Distrattamente fece uscire una quantità informe di fumo dalle labbra che si andò a mescolare nell'aria. Faceva freddo, il tempo risultava gelido, nuvoloso, grigio e senza emozioni.
Non ci mise molto a finire quella sigaretta. Nel frattempo, il suo sguardo assente si andò a posare sulla corrente del fiume Han, dove l'acqua scorreva tranquillamente davanti a sé.
Se ne stava lì a fumare già da un po'. Quella era la quinta sigaretta della giornata. La teneva fra il pollice e l'indice, pensando a quanto noioso fosse trovarsi in quel luogo. Spostò lo sguardo verso il cielo e si accorse di alcuni fiocchi di neve scadere lenti. Stava iniziando a nevicare e si ritrovò a rabbrividire sul posto.
Si trovava lì per un motivo. Sostava a qualche isolato di distanza dell'università che frequentava, ma non aveva più partecipato alle lezioni.
Era un periodo strano, un po' particolare. Invece di entrare all'interno dell'edificio se ne stava al di fuori a fumare e a pensare, passando così le proprie giornate. Bloccato.
Rimuginando all'infinito sul passato.
Proprio non ci riusciva a stare in mezzo alle persone con quel caos che si portava dentro.
Aveva sempre avuto il desiderio di studiare sociologia ma anche quell'ambizione e quella passione, che inizialmente lo stavano accompagnando nel suo percorso universitario, si stava affievolendo. Non era lo studio a non dargli più soddisfazione, o gli esami che svolgeva regolarmente a fine mese con il massimo dei voti, ma le persone con il quale si frequentava quotidianamente.
Tutte uguali e noiose, a detta sua.
Tra l'università che lo riempiva di studio e i suoi conoscenti che per divertirsi dovevano per forza fare casino e comportarsi in modi frivoli, aveva perso quella voglia di staccare la spina.
Si sentiva un po' perso.
Come se non fosse sulla stessa linea d'onda degli altri. Come se avesse sbagliato strada nel corso degli anni e si fosse perso anche fisicamente, oltre che mentalmente.
Pensava che, prima o poi, la voglia di divertirsi come una volta sarebbe tornata di nuovo ma i mesi trascorrevano veloci e Hyunjin non si sentì più quello di una volta.
Era come se il vuoto che provava dentro di sé avesse una fame insaziabile e lo stesse mangiando perennemente con mille aspettative e tante delusioni.
Calciò un sassolino a terra mentre imprecava a bassa voce. Buttò il mozzicone della sigaretta e la calpestò con le scarpe, fino a ridurlo in brandelli.
Dopo la rottura con la sua ultima relazione, si era ripromesso di non concedere mai più tutto se stesso a nessuno. Era disposto persino a restare da solo, pur di proteggere la propria fiducia, evitando che si frantumasse di nuovo come polvere sparsa.
Aveva capito che tutte le persone erano straordinarie all'inizio. Facevano promesse in momenti felici e giuravano il "per sempre".
Tutte cazzate.
Preferiva marcire nel proprio letto piuttosto che legarsi di nuovo a qualcuno e credere ancora a quelle parole dal valore immenso, ma vuote se provenivano da loro.
Era convinto che rimanere da solo potesse aiutarlo ad alleviare quel grosso macigno che gli giaceva dentro al petto, ma ahimé, la solitudine si faceva più marcata giorno dopo giorno ed era diventato asfissiante persino tornare a casa. Dopo una giornata piena di impegni, tornare nell'appartamento vuoto, senza nessuno che lo aspettasse con un sorriso di ben tornato, lo rattristava.
«Fanculo.» sussurrò frustrato, alzando lo sguardo verso il cielo, ricoperto da nuvoloni grigi.
Ripensò in soli pochi secondi a tutte quelle cose, non che volesse, però era come se alla sua mente piacesse riproporre quei tristi scenari della propria vita, ricordare e marcare costantemente quanto fallimentare fosse. E inconsapevolmente, nel bel mezzo della strada, si fece venire gli occhi lucidi.
A distrarlo fu un microscopico fiocco di neve che gli si posò proprio sulla punta del suo naso, facendolo starnutire sonoramente. Senza nemmeno farlo di proposito, attirò l'attenzione anche di alcuni passanti.
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Meow🐾 -hyunlix-
FanfictionCandidi fiocchi di neve scendevano lenti dal cielo, ricoprendo di bianco le strade sempre affollate di Seoul. In quella gelida sera, l'unico suono a rompere la quiete fu un flebile miagolio: un gattino, piccolo e infreddolito. Era quasi sommerso da...
