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- 1 anno prima -

 

Il vento era tagliente quella sera, come delle lame invisibili che gli tagliuzzavano il viso.

Hyunjin camminava lento, teneva le mani in tasca, la giacca era aperta nonostante il freddo. I suoi passi rimbombavano lungo il ponte, come se il mondo si fosse zittito per lasciargli spazio. Si fermò sovrappensiero e guardò l'acqua sottostante che scorreva nera, indifferente.

Non c'erano parole. Solo un silenzio assordante dentro di sé, che esplose tutto d'un tratto in un gesto secco.
Colpì con forza la ringhiera di ferro, spaccandosi appena le nocche della mano destra. Il dolore salì fino al gomito ma non bastava per sovrastare la rabbia, quella era immensa e senza limite. Un respiro tremante gli uscì dalle labbra mentre andò a frugare disperatamente nella tasca del giubbotto, aveva bisogno di qualche appiglio che lo distraesse e finalmente trovò ciò che cercava. Prese il pacchetto di sigarette, che non si faceva mai mancare, e tirò fuori una sigaretta, la accese e inspirò a fondo.

Lo faceva ogni volta che si sentiva sconvolto, quando la mente viaggiava troppo e l'unico modo era farsi del male, lentamente, in modo silenzioso. Non gli importava di nulla, in quel frangente, ogni cosa aveva perso senso.

«Ti ho dato tutto... e che cos'hai fatto? Mi hai mentito, tradito, riso di me alle mie spalle..» sbuffò una risata mischiata a del fumo grigio e denso, con lo sguardo rivolto sull'anello di fidanzamento che portava ancora al dito. «Mi guardavi negli occhi mentre te la facevi con qualcun altro, e io, come un cretino... pensavo sarebbe bastato restare per riparare tutto..» si bloccò sentendo un groppo pesante in gola mentre pronunciava a vuoto quelle parole. «Che amarti sarebbe bastato per far andare tutto bene.. ma l'amore non basta e io sono un coglione.» concluse digrignando i denti per trattenere le emozioni.

La voce era roca, piena di risentimento. Parlava come se davanti a sé ci fosse ancora lei. La persona che più lo aveva deluso dopo i suoi genitori. Gli faceva ancora più male il pensiero di aver sperato in un "per sempre" proprio con colei che doveva proteggerlo, assicurarsi di stargli accanto nei momenti difficili e di farlo sentire amato. Si dava la colpa, per tutto. Per essere stato così cieco davanti all'evidenza, perché l'amore che provava nei suoi confronti era stato come un altissimo muro, dietro il quale non poteva vedere i suoi imbroglioni. Ogni bugia accumulata era stata scoperta e fu proprio questo a creare delle crepe irreversibili nel loro rapporto. Un rapporto che Hyunjin sperava con tutto sé stesso di preservare, curare e rimarginare.. ma come poteva?

Gli veniva la nausea al solo pensiero di Jimin. Era come se nella propria testa ci fosse solamente l'immagine di lei a letto con un altro e stavolta, non sarebbe bastato far finta di niente come le altre volte, era troppo grave. Capì proprio in quell'attimo quanto l'odio potesse essere più forte dell'amore.

Senza alcun rimpianto, si tolse l'anello e lo gettò via, il più lontano possibile nelle acque scure del fiume.

Ormai era finita.

Si passò una mano fra i capelli, in procinto di fare retromarcia e tornare a casa, il telefono però non gli diede tregua. Vibrò nella tasca della giacca e tra le dita del corvino che andarono ad afferrarlo. Il nome di Jimin illuminò lo schermo e per un attimo l'idea di frantumare il telefono al suolo gli parve l'unica opzione per liberarsi di lei. Strinse i bordi con le dita, facendoli diventare biancastri, poi fece un gran sospiro, nel tentativo di non dare in escandescenze.

Ci pensò qualche secondo, se rispondere o meno, poi lo fece, senza dire nulla.

«Hyunjin..» lo chiamò con una voce dolce, un po' forzata. «Ti prego, possiamo solo... parlare?» chiese sembrando sofferente e bisognosa, al contrario di quello che in realtà era. Sapeva fingere bene, le bastava davvero poco per farsi credere da chiunque. In fondo, nessuno dubiterebbe mai di una bella ragazza dall'aria innocente.

Meow🐾 -hyunlix-La tua prossima ossessione. Scoprilo ora