«Mi senti?» quella domanda ovattata e lontana risuonava nelle proprie orecchie, come un eco distante e freddo. Tutto intorno a sé era nero, quindi da dove proveniva?
Si domandò con i battiti sempre più calmi, come se si stessero spegnendo da un momento all'altro.
«Ti prego rispondimi..» quella voce così familiare e nostalgica, calda e agitata, tremante e instabile. La riconosceva, l'aveva già sentita ma chi era?
Non sapeva chi avesse pronunciato quelle parole, quindi a chi apparteneva quel bel timbro?
«Felix!» questa volta il tono divenne più duro e due braccia nettamente più forti delle proprie lo abbracciarono stretto. In quell'attimo di calore mise a fuoco chi lo stesse stringendo, il suo profumo gli diede la conferma.
Come se avesse appena ripreso una boccata d'aria, come dopo aver trattenuto il respiro per troppo tempo, sgranò gli occhi irrequieto, sorreggendosi alla sua stretta atterrita per non cadere.
«Stai bene?» chiese il corvino mettendogli una mano dietro alla testa, spaventato da ciò che stava succedendo.
Il minore non si ricordava minimamente di come fosse finito nella sua camera da letto, abbracciato a lui vicino al letto. L'altro gli prese il viso con entrambe le mani per farsi guardare negli occhi, insistendo sul farlo parlare. «Quindi? Stai bene? Perché non mi rispondi più?» domandò nuovamente.
Hyunjin lo aveva osservato per tutto il giorno, sembrava stranito e spaesato, ed infatti ora non gli rispondeva nemmeno più. Era rimasto incantato, con uno sguardo neutro puntato fuori dalla finestra dove si intravedeva il panorama pomeridiano di Seoul. Per ore e ore. All'inizio pensava avesse bisogno di un po' di spazio ma la faccenda si fece più seria quando nel poggiare le labbra sulla sua tempia si era spostato, come infastidito.
Si stava preoccupando sempre di più, gli stava dando l'impressione di non saper riconoscere chi avesse davanti. Provò ad accarezzargli il viso ma si scostò di nuovo.
«Ho fame, dammi da mangiare.» disse neutro, con un tono molto basso di voce. Fece poi un passo indietro e lo superò senza esitazione. In quel frangente si tolse persino il braccialetto datogli dalla signora Lee, strattonando vigorosamente il polso per buttarlo a terra, proprio come se improvvisamente lo odiasse.
Hyunjin rimase pietrificato nel riconoscere le sue pupille strette e sottili, proprio come quelle di un felino. Quello non era il Felix che conosceva, nemmeno il suo tono corrispondeva al dolce ragazzo che amava. Raccolse il braccialetto e capì all'istante che qualcosa non tornava, sì comportava così da quella mattina.
Gli sembrava un'estraneo.
Strinse la mano in un pugno stretto, infilandosi il braccialetto per non perderlo e prese il telefono. Chiuse la porta a chiave e cercò il nome di Jisung nella rubrica un po' in preda alle emozioni. Il telefono squillò a vuoto, per secondi infiniti. Quell'attesa sembrava durare un'eternità, finché all'ultimo squillo non rispose una voce diversa da quella del moro.
«Minho?» mormorò Hyunjin nel riconoscerla. «Perché hai risposto tu?» chiese quasi infastidito dalla cosa.
«Jisung è uscito, ha lasciato il telefono qui.» dall'altra parte della chiamata si udì un lungo sospiro, pesante e irrequieto. Corrugò le sopracciglia stranito in risposta.
«È successo qualcosa?» chiese subito avendo un brutto presentimento al riguardo.
«Abbiamo discusso.» la sua risposta lo lasciò a bocca aperta, mai si sarebbe aspettato di sentire una frase del genere, soprattutto da loro due. Non avevano mai litigato seriamente e ora aveva la sensazione che fosse successo qualcosa di davvero grave per farlo andare via da casa senza portarsi dietro il telefono.Voleva saperlo, gli interessava sapere come stava Jisung e anche Minho, dalla voce sembrava distrutto. «Tanto sta venendo da te quindi avrai tutto il tempo del mondo per parlare con lui.» concluse riattaccando la chiamata in faccia al corvino.
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Meow🐾 -hyunlix-
FanfictionCandidi fiocchi di neve scendevano lenti dal cielo, ricoprendo di bianco le strade sempre affollate di Seoul. In quella gelida sera, l'unico suono a rompere la quiete fu un flebile miagolio: un gattino, piccolo e infreddolito. Era quasi sommerso da...
