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Quando arrivarono, la macchina si fermò con un lieve sussulto. Minho spense il motore e si girò verso Hyunjin, con lo sguardo, per una volta, privo di sarcasmo.

«Te la senti di entrare?» chiese semplicemente, facendo cenno con lo sguardo al palazzo del loro appartamento. «Dai, fatti forza. Mh?» si raccomandò con voce ferma.

Il corvino annuì, ma non si mosse subito. Qualcosa, nel modo in cui aveva pronunciato quelle parole, gli aveva fatto stringere lo stomaco. Lo riteneva davvero un buon amico per quanta pazienza e attenzione gli stesse offrendo, spesso sentiva di non meritarla abbastanza.

Appena se la sentì, uscì dall'auto con una lentezza voluta, seguendolo verso l'ingresso con la mente altrove. Una volta arrivati dinanzi la porta, il castano inserì il codice per sbloccarla e prima ancora che potessero sbattere le palpebre, sì aprì, rivelando il suo migliore amico che li stava aspettando pazientemente all'ingresso. Ci avevano messo un po', e per come era fatto il moro, si stava già preoccupando.

«Vi stavamo aspettando.» mormorò Jisung con le mani in mano, guardando direttamente Hyunjin negli occhi con apprensione. Lo vedeva spento, un po' sottotono anche senza parlargli direttamente. Non serviva chiedergli come stesse, traspariva da ogni angolo del suo corpo.

Il cuore di quest’ultimo sorrise: sapeva di avere qualcuno su cui contare, ma il peso di ciò che stava per dire ai suoi amici gravava su di lui come un’ombra invisibile.
Con quale coraggio avrebbe potuto raccontare loro ciò che aveva scoperto? E non era nemmeno tutto.
Aveva sempre condiviso momenti belli e brutti con i suoi due migliori amici, eppure dirlo anche a loro avrebbe reso ancora più pesante la realtà in cui viveva: una realtà talmente finta da fargli credere che tutto andasse bene, quando in verità era solo una misera illusione.

Un brivido di felicità percorse il suo corpo nel momento in cui lo sguardo si posava in modo lento su Felix. Se ne stava in disparte, voltato di spalle, solo.

Sentì il battito del cuore accelerare. Senza pensarci due volte, sorpassò i due e lo raggiunse per avvicinarsi a lui. Il biondino sentendolo arrivare non si voltò. Era seduto sul divano con una coperta calda sulle spalle. In viso aveva un'espressione neutra e guardava fuori dalla finestra il buio della notte.

Percepì la presenza del maggiore, a pochi centimetri dietro di sé, e si decise a guardarlo negli occhi. Si alzò in piedi, incrociando le braccia al petto ma gli tirò un'occhiataccia prima di aprire bocca.
«Sei tornato.» constatò con fare indispettito, almeno fin quando non notò i suoi occhi accumularsi di lacrime e diventare rossi.

Schiuse le labbra, un po' spiazzato. Vederlo così non era il massimo, anche per chi lo aveva aspettato senza sosta, per ore e ore, prima di tornare. Un po' ce l'aveva con lui, ma guardarlo gli lacerava una grande parte dentro di sé a cui non era totalmente connesso. Qualcun altro in una parte più remota e buia dentro di sé, scalciava, invitandolo ad asciugargli le guance infreddolite dal vento che c'era fuori.

Hyunjin si morse l'interno della guancia, cercando di soffocare l'ondata di emozioni che lo stava travolgendo. Ma era inutile. Più lo guardava, più i sensi di colpa risuonavano nel petto e si facevano insopportabili. Le dita si serrarono a pugno, le unghie scavarono nei palmi mentre cercava di trattenersi.

Non poteva.

Rimase immobile per qualche secondo, con gli occhi fissi sul più piccolo, come se il tempo si fosse fermato. Il battito del proprio cuore accelerò di più, rivelando tutta la tensione che aveva accumulato nel corso delle ore. Lo sguardo si fece più intenso, non solo di preoccupazione, ma anche colmo di desiderio. Voleva stringerlo a sé, sembrava fragile, più vulnerabile che mai.

Poi, senza pensarci, fece un passo deciso verso di lui, come se fosse l’unico posto dove potesse appartenere in quel frangente soffocante. La distanza tra loro si accorciò in un batter d'occhio. Quando si trovò a pochi centimetri, non resistette: lo afferrò per la vita con fermezza, assieme alle braccia che si chiudevano intorno a lui, come se volessero tenerlo al sicuro da tutto, per sempre. Il calore del suo corpo si diffuse rapidamente e, nonostante le lamentele di Felix, Hyunjin lo stringeva ancora più forte, come se avesse bisogno di sentire che lui c’era davvero e non era solo una visione.

Meow🐾 -hyunlix-La tua prossima ossessione. Scoprilo ora