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Il sole stava calando dietro l'orizzonte, tingendo di arancione e viola il cielo sopra il ponte. Le luci della città cominciavano a brillare, riflesse sulle acque calme del fiume Han. Hyunjin camminava accanto alla ragazza misteriosa, il silenzio tra loro era carico di domande non dette. Lei non aveva ancora rivelato il suo nome e ogni passo sembrava avvicinarli a una rivelazione inevitabile.

«Non ti ho mai visto qui.. stai bene?» chiese lei, rompendo il silenzio con una voce bassa ma decisa.

Hyunjin si fermò per un istante, scrutando il suo volto nella luce soffusa.«Mmh credo di sì..» rispose un po' pensieroso. «Ci vengo spesso qui, eppure non ho mai visto nulla riguardante...» Fece una pausa prima di continuare. Il vento portava l'odore dell'acqua e della città mescolandosi con i suoi pensieri. «È tuo fratello minore, vero?» arrivò subito al punto.

Si voltò verso di lui, sorpresa e con gli occhi velati dalle emozioni che stava cercando di nascondere. «Non hai mai trovato nulla perché era da un po' che non andavo a mettere qualche fiore.» ammise facendo un lungo sospiro, annuendo poi con la testa alla sua domanda. «Da cosa te ne sei accorto?» chiese guardando verso il basso con un accenno di un sorriso consapevole.

Anche Hyunjin abbassò lo sguardo ed infilò le mani nelle tasche per scaldarle. «I tuoi occhi..gli somigliano.» spiegò ricordando anche un altro dettaglio fondamentale. «E le lentiggini.» concluse timidamente facendola sorridere di più.

«Comunque, sono Hana, mi sembrava giusto presentarmi e dirti il mio nome.» mormorò continuando a camminare accanto al corvino che annuì.

Camminarono in silenzio per qualche minuto, assieme al rumore delle macchine che passavano sul ponte. Hyunjin poteva percepire la tensione che lei cercava di mascherare, ma non insistette. Ogni cosa sarebbe venuta fuori al momento giusto.

Quando finalmente giunsero davanti alla casa dei Lee, Hyunjin si fermò, osservando la struttura davanti a lui. Era una casa semplice, con muri di mattoni chiari e un giardino trascurato. Eppure, c'era qualcosa di inquietante in quel luogo. Un nodo si formò nel suo stomaco, come se l'aria stessa fosse più densa e carica di tensione rispetto a prima.

Hana aprì il cancello arrugginito e si voltò verso di lui. «Siamo arrivati.» lo avvisò.

Il diretto interessato esitò un istante, guardando il cielo che si era ormai fatto scuro. Una parte di lui voleva scappare, ma sapeva che non poteva tornare indietro. Non ora.

Avanzò con discrezione e si fermò davanti ai tre scalini che conducevano alla porta d'ingresso. Il cancello si era chiuso dietro le sue spalle con un cigolio metallico, lasciandolo da solo con i suoi pensieri e con l'ombra della ragazza al suo fianco.

Appoggiò il piede sul primo gradino ed il cuore iniziò a battere nel petto come se stesse salendo verso un destino sconosciuto. Era affascinato da ogni dettaglio della casa d'infanzia di Felix, dal crepitio delle foglie secche sotto le scarpe al silenzio innaturale che sembrava avvolgere tutto. Ma al tempo stesso, una paura strisciante lo paralizzava per un istante. Ogni scalino sembrava un ostacolo che doveva superare.

E se la verità fosse stata troppo grande da sopportare?

Sul secondo gradino, una strana sensazione di felicità lo sorprese, mescolata ad una nostalgia pungente. Il pensiero di Felix gli attraversò la mente nuovamente. Non conosceva la sua vita quanto avrebbe voluto, ma sapeva che dietro il suo sorriso si nascondeva qualcosa di profondo. Entrare in quella casa era come entrare nei frammenti di una vita spezzata e l'idea lo colpiva al petto come una pugnalata desiderata. La felicità di scoprire qualcosa in più su di lui era una lama a doppio taglio: portava con sé il peso di ciò che era andato perduto.

Meow🐾 -hyunlix-La tua prossima ossessione. Scoprilo ora