𝙸𝙻 𝙶𝙸𝙾𝚁𝙽𝙾 𝚂𝙴𝙶𝚄𝙴𝙽𝚃𝙴
𝙰𝙽𝙳𝚁𝙴̀𝚂 𝙿𝙾𝚅'𝚂
"Buongiorno."
Scrivo ad Alicia appena mi sveglio: finalmente ha deciso di sbloccarmi su whatsapp.
Dopo il nostro fantastico bacio da film americano sotto la pioggia di ieri notte, sentiamo entrambi di volerci provare.
Rivogliamo in mano la sensazione di provare sentimenti per qualcuno, cosa che lei non ha quasi più con Germàn ed io proprio non ho più con Tatiana.
Quando ci siamo salutati, il mio cuore si è un po' spezzato: sarei voluto rimanere lì con lei per sempre, era bellissimo.
Non ho neppure dormito molto; come si potrebbe dopo un evento del genere, suvvìa!
Tatiana è tornata questa mattina presto, difatti è stata lei a svegliarmi, erano circa le 7:30 se non sbaglio.
Da quel momento non ho più chiuso occhio, non che nelle ore precedenti l'avessi fatto.
"Buongiorno."
Mi risponde Alicia qualche minuto dopo.
Sorrido come un bambino davanti al cellulare, ma senza risponderle.
Mi alzo dal letto successivamente e vado a farmi una doccia.
Mentre lascio che l'acqua percorra il mio corpo, mi arriva un messaggio.
Ho poggiato il telefono sul lavandino, non molto distante da impedirmi di guardare il mittente: ovviamente si tratta di Alicia.
Fortunatamente l'anteprima mi dà modo di leggerlo senza dover prendere in mano il cellulare.
"Oggi pomeriggio ti va di uscire?"
Questo messaggio necessita di una risposta immediata, ed è ovvio che sarà positiva.
Mi asciugo le mani e rispondo.
"Certo! Per che ora? Ti passo a prendere alle 15:00, per te va bene?"
Subito risponde.
"Va benissimo! Ti porterò in un posto magnifico!"
Sono già eccitato all'idea di passare un pomeriggio con lei, non vedo l'ora di scoprire dove mi porterà.
Esco dalla doccia avvolgendomi in un asciugamano bianco la vita.
Vado in camera a vestirmi, mi vesto già con il completo con cui decido di uscire: giacca e pantaloni beige e cravatta nera.
Tatiana sta già preparando il pranzo, oggi é domenica e ci tiene ad imbandire la tavola di cibo per questo giorno della settimana, lo faceva sua mamma e ancor prima sua nonna.
Pur non invitando nessuno, porta comunque avanti questa "tradizione di famiglia".
Mi avvicino ai fornelli e trovo delle melanzane fritte, del pollo arrosto ancora da cuocere, e il sugo per la pasta, che conoscendola farà sicuramente al forno.
E dopo una lunga attesa, pranziamo.
Questo é l'unico momento della giornata in cui siamo insieme e ci comportiamo come una coppia sposata.
𝙰𝙻𝙸𝙲𝙸𝙰 𝙿𝙾𝚅'𝚂
"Dove vai così bella?"
Mi domanda Germàn avvolgendomi la vita mentre sono davanti allo specchio a mettermi gli orecchini.
Indosso una camicetta bianca con sopra una giacca nera molto elegante, una gonna a tubino del medesimo colore della giacca e i tacchi a spillo bianchi.
Mi sono persino truccata più del solito, con tanto di rossetto rosso.
Ho raccolto i miei capelli rossi in una coda, in modo tale che non mi diano fastidio.
"A prendere un gelato, voglio stare un po' da sola all'aria aperta."
Mi limito a dire a Germàn.
"Portamene una vaschetta: nocciola e vaniglia."
"Lo so, lo so."
Sono gli unici due gusti che mangia, dopotutto; li avrò imparati, no?
Esco di casa alle 14:50, aspettando Andrès fuori dal portone.
Quanti ricordi mi arreca questo posto adesso: quel bacio è stato magico, non provavo cose del genere da molto tempo.
Dopo neanche cinque minuti, Andrès arriva con un po' di anticipo, ma non fa nulla.
"Ciao."
Non so se baciarlo o meno per salutarlo, nel dubbio non lo faccio, sono un po' tesa, spero mi passi in fretta.
"Ciao."
Ricambia il saluto sorridendomi.
"Dov'è che mi porta, signorina?"
"Nella migliore gelateria di Madrid."
Gli faccio l'occhiolino, ma lui sembra perplesso, credo non la conosca.
"Non sai dove andare, vero?"
Nega con la testa visibilmente imbarazzato.
Mi scappa una piccola risatina: com'è possibile che non conosca 𝑞𝑢𝑒𝑙𝑙𝑎 gelateria?
"Posso guidare? So perfettamente la strada."
"Va bene, oggi sono nelle sue mani."
Le alza all'altezza della testa e mi guarda ridendo.
Scende dall'auto, viene ad aprirmi e ci scambiamo il posto.
Non è neppure troppo lontano da qui.
"É questa?"
Chiede Andrès indicando il grande negozio di fronte a noi.
"Direi che se ha un'insegna gigantesca sopra con un cono gelato...è questa."
Lo prendo in giro io.
Scendiamo dalla macchina ed entriamo;
è davvero ampio questo posto, e non vende soltanto gelati: ha anche torte, pasticcini, bevande.
È il mio posto preferito in assoluto.
"Cosa posso darvi?"
Ci chiede la ragazza dietro al bancone.
"Per me un cono con Fragola, cioccolato e liquirizia, grazie."
Dico.
Andrès non sembra apprezzare i gusti che elenco, voglio proprio vedere cosa prende lui.
"Per me invece, un cono con limone, stracciatella e nocciola."
Poi guarda male me!
"Perfetto, panna?"
"Si."
Diciamo entrambi, nello stesso momento, di nuovo.
Ci guardiamo e ci tratteniamo dallo scoppiare a ridere davanti a tutti.
"Ecco a voi."
Ce li porge ed io pago per entrambi.
"Offro io."
Dico ad Andrès prima che possa discuterne.
"Oh, quasi dimenticavo! Signorina, mi scusi, potrebbe farmi una vaschetta con nocciola e vaniglia? E potrebbe tenerla in frigo? Passerò a prenderla tra qualche ora."
"Certo!"
"Grazie mille."
Usciamo da quel posto, e porto Andrès nel giardino che c'è subito dietro.
"Mi sta piacendo questo pomeriggio, sai?"
Mi rivela mentre passeggiano mano nella mano mangiando il nostro gelato.
"È meno noioso di quello che passi con tua moglie?"
Ironizzo io.
Scoppiamo a ridere dopo ciò che ho detto.
"Senti, ma per chi era la vaschetta?"
Mi chiede poco dopo.
"Per mio marito."
"E quando gliela porterai?"
"Quando tornerò a casa."
Non capisco dove vuole arrivare.
"E se io volessi stare con te fino a domattina?"
"Gliela porterò domatti-"
Mi blocco riflettendo su quello che mi ha appena detto.
"Aspetta...domattina?"
Ci fermiamo e ci sediamo su una panchina.
Andrès mi prende nuovamente per mano e mi guarda negli occhi.
"Alicia, io voglio fare sul serio con te."
"Proprio non ci arrivo, scusami."
"Vorrei andare più oltre."
Ora capisco.
"Vorresti...fare l'amore con me?"
Annuisce, non distogliendo mai lo sguardo dai miei occhi.
Anche a me piacerebbe fare sul serio con lui, ma procedendo per gradi.
"Andrès...non corriamo ancor prima di aver imparato a camminare."
"Quanto tempo ti serve?"
"Ma non lo so! Peró non possiamo bruciare le tappe in questo modo."
Distoglie lo sguardo, quasi sembra voglia maledirsi per avermi chiesto una cosa del genere.
"Scusa...hai ragione, serve tempo, io non so perché te l'ho chiesto, non ho fretta, è solo che mi piaci davvero, io non-"
Lo guardo mentre parla: è così sexy, mio Dio!
Non resisto, così lo interrompo baciandolo, mischiando i nostri sapori e quelli dei gelati.
Intensifica il bacio aggiungendoci la lingua, mettendomi una mano intorno al collo.
Non riesco a staccarmi da lui, è impossibile.
Il suo sapore dentro la mia bocca è come droga, è qualcosa di incredibile.
Ci stacchiamo poi, per mancanza di fiato, e ci guardiamo negli occhi.
"E questo?"
Mi chiede stupito.
"Questo era un bacio, non hai visto?"
"E me ne daresti un altro?"
"Ne vuoi un altro?"
Annuisce famelico.
Così lo accontento, facendo unire nuovamente le nostre labbra.
Di nuovo la sua mano si posa intorno al mio collo, ma io gliela sposto, invitandolo a stringermi un seno.
Non appena lo fa, gli mordo il labbro inferiore, gemo un po'.
I gelati si stanno pian piano sciogliendo, ma questo che importa?
"Mi fai impazzire."
Mi sussurra con il respiro affannato.
E mi bacia per la terza volta, non riusciamo a terminare tutto questo, e forse è meglio così.
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buondì✨
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𝑁𝑜 𝑡𝑒 𝑣𝑜𝑦 𝑎 𝑑𝑒𝑗𝑎𝑟 𝑐𝑎𝑒𝑟- 𝙱𝚎𝚛𝚕𝚒𝚌𝚒𝚊
FanfictionUna donna che non ama mostrare le proprie debolezze, che ama il suo lavoro, vendicativa al massimo se le fai un torto. Un uomo furbo, astuto, che crede nel sentimento dell'amore con tutto se stesso, ladro professionista con la passione per la pittur...
