Giocammo per più di un ora.
"Ehi, cos'è quella faccia? Non sarà mica perché ti sto battendo?"
Mi chiese Andrea.
"Ma se siamo 5 a 4 per me."
Gli risposi mentre vinsi un'altra partita.
"E allora cos'hai?"
"È che domani me ne andrò e noi stiamo qui a giocare."
Gli risposi con un filo di tristezza nella voce.
"Ehi, tranquillo. Non ci lasceremo mai."
Mi disse mentre si avvicinò a me.
"Lo so."
Gli risposi prima di baciarlo.
Ci guardammo negli occhi e con voce tremolante, ma piena di piacere dissi.
"Voglio farlo."
"Non vedevo l'ora."
Mi rispose Andrea prima di ricominciare a baciarci. Andammo in camera sua e piano piano iniziammo a spogliarci l'un l'altro.
Iniziai a ricoprire il suo corpo di baci.
Era fantastico. Sentivo il calore del suo corpo sotto le mie mani, sotto ogni bacio.
Durante tutto il tempo continuava a chiedere 'tutto?' e io continuavo a rispondergli 'niente'.
Lo facemmo più e più e ancora più volte. Nessuno dei due voleva scordarselo.
"Ti amo."
Fu l'ultima cosa che ricordo di aver sentito dalla bocca di Andrea quella sera.
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Ricordi
RomanceSTORIA A TEMATICA GAY. *"Allora non ho un figlio." Cosa ci può essere di peggio di sentirsi dire dalla persona che ti ha cresciuto che non vai bene così come sei?* Questa è la storia di un ragazzo, un po' timido, riservato, amante della lettura, all...
