Preparammo un po' di pasta e dei panini.
"A che ora parti?"
Mi chiese Andrea.
"C'è ancora tutto il tempo che vuoi, parto alle 2 e mezza."
Gli risposi.
"E tu lo chiami 'tutto il tempo che vuoi'? Manca mezz'ora."
"Si, ma non vuoi aspettare che i tuoi genitori ritornino?"
"E per cosa?"
"Ma per salutarli, non penserai veramente che me ne vada senza salutarli."
"Uh, è vero. Non ci avevo pensato."
"Mica siamo tutti così intelligenti."
Gli dissi ridendo.
"Ed anche modesti a quanto pare."
Mi disse Andrea ridendo.
"Intelligente e modesto. Dove lo trovi un ragazzo del genere?"
Gli risposi ridendo.
"Ehi, ciao Luca. Dimmi si è comportato bene Andrea?"
Mi chiese la madre di Andrea mentre rientrava in casa.
"Tranquilla, ci ho già pensato io a metterlo in riga."
Gli risposi ridendo a crepapelle.
"Ma smettetela voi due. Se sono un santo."
Disse Andrea imbronciato.
"Si, senza aureola però."
Gli rispose la madre.
"Ok. Adesso però dobbiamo andare, ciao mamma."
Disse Andrea prima di dirigersi alla porta.
"Arrivederci Tania."
Dissi alla madre di Andrea porgendole la mano.
"A presto piccolino. E stai bene."
Mi disse abbracciandomi.
Uscimmo ed andammo a casa mia.››»
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Ricordi
RomansaSTORIA A TEMATICA GAY. *"Allora non ho un figlio." Cosa ci può essere di peggio di sentirsi dire dalla persona che ti ha cresciuto che non vai bene così come sei?* Questa è la storia di un ragazzo, un po' timido, riservato, amante della lettura, all...
