Mentre aspettavo che Andrea chiudesse la casa a chiave mandai un messaggio alla madre.
"Allora, andiamo?"
Chiesi ad Andrea per incitarlo a sbrigarsi.
"Si si, eccomi."
Mi rispose.
Ci dirigemmo verso la spiaggia.
"Mi vuoi dire dove stiamo andando?"
Mi chiese, per l'ennesima volta, Andrea.
"Fammici pensare. No, non voglio."
"Sei proprio simpatico, lo sai?"
Mi disse ironicamente.
"Si. Me lo dicono spesso."
Gli dissi prima di scoppiare a ridere.
Dopo qualche minuto mi arrivò un messaggio.
"Eccoci."
Gli dissi quando arrivammo davanti ad una casa sul lungomare.
"Cosa ci facciamo qui?"
Mi chiese Andrea.
"Lo vedrai."
Gli risposi.
Entrammo e trovammo dei cuori di carta sul pavimento, messi in fila indiana come a volerci guidare.
Arrivammo alle scale dove i cuori comparvero anche sui muri.
Andrea continuava a sorprendersi ogni passo che faceva ed io continuavo a spronarlo ad andare avanti. Si fermava sempre ad ammirare i cuori e quando ne vedeva uno con una lettera sopra lo prendeva.
Arrivammo in una stanza. Lì Andrea trovò una scatola rossa sul pavimento.
"Ehi, perché non provi a mettere in fila le lettere trovate? Chissà cosa può uscire."
Gli consigliai.
"Questo è per ricordare a te di me e a me di te."
Dissi mentre Andrea seguiva il mio consiglio.
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Ricordi
RomanceSTORIA A TEMATICA GAY. *"Allora non ho un figlio." Cosa ci può essere di peggio di sentirsi dire dalla persona che ti ha cresciuto che non vai bene così come sei?* Questa è la storia di un ragazzo, un po' timido, riservato, amante della lettura, all...
