"I-io...n-no, niente. P-posso restare da sola, non c'è alcun problema" tentò di dire.
"Ma mi avete detto che non volete rimanere da sola con il camino acceso".
"N-non vi preoccupate..." iniziò a dire, ma William la interruppe.
"Ditemi di cosa avete paura" ordinò.
Catherine abbassò lo sguardo, non ce la faceva a guardarlo negli occhi.
"Parlate con me. Spiegatemi, per favore. Andava tutto bene finché non vi ho detto che Gre..." ma capì. "È lui il problema" affermò.
Non glielo stava nemmeno chiedendo, aveva capito che era esattamente lui il problema.
La ragazza annuì. William le tenne ancora la mano e la strinse leggermente.
"Vi prego, raccontatemi cosa è successo questa mattina. So di aver detto che non volevo mettervi fretta, ma credo che sia diventato importante che io sappia tutto. Nessuno vi farà del male, dovete fidarvi di me per una volta".
Catherine alzò finalmente lo sguardo e incrociò i suoi occhi color ghiaccio. Si morse il labbro inferiore perché non sapeva cosa fare. Non si fidava di lui, lo conosceva soltanto da due settimane, ma le aveva salvato la vita. Aveva fatto molto di più lui in quelle due settimane, che tutte le persone che conosceva da una vita. Forse, in fondo, poteva fidarsi.
"Q-questa mattina presto mi sono svegliata e...ho trovato la guardia reale nella mia stanza. L-lui s-stava salendo sul mio letto e...nel momento in cui me ne sono accorta, sono scappata via. Ha provato a prendermi, ma sono riuscita a sfuggirgli. Ho continuato a correre e, stavo per uscire dal palazzo, quando mi sono resa conto che ero scalza. Mi sono ricordata che avevo lasciato i miei stivaletti nelle scuderie perché erano sporchi e non volevo sporcare anche il castello, così sono corsa lì e li ho messi. Ho iniziato a correre nel bosco e sentivo la guardia che ancora mi seguiva. Non mi sono resa conto del burrone e sono caduta giù, probabilmente è stato in quel momento che mi sono ferita il ginocchio, poi non ricordo più niente fino a ora".
William l'aveva ascoltata senza interromperla. Non poteva credere che Gregor avesse fatto una cosa del genere. Lo conosceva da una vita e si fidava, ma sapeva che molte volte suo padre lo aveva protetto da qualche problema che aveva causato. Si rese conto di aver stretto i pugni per la rabbia. Il respiro era diventato affannato e sapeva esattamente cosa doveva fare.
"La pagherà. La pagherà cara" disse William in un sussurro.
La mascella era serrata e gli occhi determinati. Catherine si rese conto della rabbia che stava travolgendo il principe.
"Aspettate, che cosa significa?" chiese lei allarmata.
"La pagherà per aver tentato di farvi del male".
"Non penserete mica di...non potete fargli del male. È un essere umano, non mi piace che le persone si feriscano a vicenda".
"My lady, lo capite che non posso fare finta di niente? E se voi non foste riuscita a fuggire? E se non fossi stato io il primo a trovarvi, ma lui? E se dovesse provarci di nuovo? Non posso permetterlo. Non posso permettere che la passi liscia così".
"Per favore, promettetemi che non farete del male a nessuno, nemmeno a lui".
"Va bene" rispose rassegnato William. "Ora però dormite. Avete bisogno di riposare. Non preoccupatevi, resterò qui con voi".
Catherine annuì e si lasciò di nuovo andare contro il cuscino, crollando quasi subito in un sonno profondo e tranquillo.
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My lady
RomanceFin da quando era bambina Catherine si chiedeva se mai avrebbe incontrato il principe azzurro, se mai sarebbe arrivato un bellissimo ragazzo su un possente cavallo bianco che l'avrebbe portata nel suo maestoso castello. Da bambina amava la sua vita...