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«Dicono che sono pericoloso.
Che se ti avvicini, ti rovino.
Forse è vero.
Ma tu sei già troppo vicina.»
Rares conosce solo il buio. Il mondo per lui è fatto di ombre, di sopravvivenza, d...
«Posso sapere come ti chiami o deve restare un segreto?»
La sua voce mi arriva come una puntura, troppo dolce per non nascondere veleno. È seduta sul muretto accanto a me, le gambe accavallate, la gonna che le sfiora le cosce. Mi guarda come se potesse smontarmi e capire come funziono.
«Meglio che resti un segreto.»
Il tono mi esce piatto, come il rumore del vento tra le lamiere.
Lei inarca un sopracciglio. «Wow. Misterioso. Quindi devo chiamarti tipo... Batman?»
Le rivolgo un'occhiata lenta. «Se serve a farti stare zitta, sì.»
Ride. «Non funzionerà.»
Ovviamente no.
Chanel è quel tipo di ragazza che non sa riconoscere quando uno le sta dicendo di smetterla. O forse lo sa e le piace il rischio. C'è qualcosa nel modo in cui mi guarda, nel modo in cui si avvicina sempre un po' troppo, come se sapesse che sto lottando per non muovermi.
«Non sembri uno che parla molto.»
«Hai ragione.»
«Eppure mi hai detto più di quanto pensassi.»
Le do un'occhiata di taglio. «Davvero? Non ho detto niente.»
«Appunto. È il silenzio che parla.»
Sbuffo, ma dentro mi scappa una risata amara. «Ti piace sentire la tua voce, vero?»
«Mi piace capire le persone. E tu sembri tutto tranne che semplice.»
«Non sono un progetto di ricerca.»
«Ah no? Perché ti comporti come un enigma risolvibile.»
Stringo la mascella. Sta scavando, e non le piace fermarsi.
«Sei sempre così insistente o solo con gli sconosciuti armati?»
«Solo con quelli interessanti.»
Le sue parole mi colpiscono dritte allo stomaco. Non perché siano romantiche — ma perché sono vere.
La fisso, e lei non abbassa lo sguardo. I suoi occhi sono verdi come vetro frantumato, e per un attimo dimentico che dovrei andarmene.
Ma non lo faccio.
«Tu non sei di qui, vero?»
Scuoto la testa. «No.»
«Da dove vieni?»
«Da lontano.»
«Lontano tipo dove si nascondono i cattivi o dove scappano gli eroi?»
Le lancio un'occhiata lenta, fredda. «Dipende da chi scrive la storia.»