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«Dicono che sono pericoloso.
Che se ti avvicini, ti rovino.
Forse è vero.
Ma tu sei già troppo vicina.»
Rares conosce solo il buio. Il mondo per lui è fatto di ombre, di sopravvivenza, d...
Chanel si siede sul bordo del letto come se fosse il posto più naturale del mondo da occupare, e il materasso cede sotto il suo peso, inclinando il mio corpo verso di lei.
Un dolore sordo mi attraversa il fianco, affilato e profondo come una lama, ma stringo i denti e fingo di niente. L'ultima cosa che voglio è che si accorga di quanto faccia male.
Lei, però, si accorge sempre di tutto.
«Ti fa male?» chiede con quella voce dolce e ostinata che non lascia scampo.
«Sto bene,» mento, chiudendo gli occhi per non guardarla.
Quando li riapro, è ancora lì. Non si è mossa di un millimetro.
Indossa una t-shirt color ciliegia piena di minuscole stelle ricamate e una gonna a pieghe giallo senape. Perfino le sue mollette nei capelli sembrano sorridere.
È un colpo negli occhi.
Troppo colore, troppo rumore, troppa vita.
«Quindi...» dice, incrociando le gambe sul materasso, «hai intenzione di restare in silenzio tutto il giorno o alla fine parlerai?»
«Il silenzio mi sembra una buona opzione.»
«Perfetto. Allora parlo io.»
Sospiro.
L'avevo capito che sarebbe finita così.
«Hai fratelli?» chiede con disinvoltura. «O sei figlio unico? Ti piace la pizza? Il mare o la montagna? Ti piacciono gli animali? O sei uno di quelli che odiano pure i criceti?»
Le rivolgo un'occhiata di puro disappunto. «Ti pagano per parlare?»
«No, è un talento naturale,» ribatte, sfoggiando un sorriso che riesce a essere sia irritante che... contagioso.
«Seriamente, Chanel, non ti stanchi mai?»
«Mai. Soprattutto quando ho davanti qualcuno che risponde a monosillabi. È come una sfida personale: vedere quanto ci metto a farti parlare per davvero.»
«Non vincerai.»
«Non lo dico per vantarmi, ma vinco quasi sempre.»
Scrolla le spalle e si piega un po' più verso di me, accorciando la distanza già pericolosamente piccola.
Il suo profumo invade l'aria — dolce, di frutti rossi e zucchero — e sento i muscoli del collo tendersi per la voglia istintiva di allontanarmi.