DALL'11 MARZO SU AMAZON E KU IN VERSIONE CARTACEA E DIGITALE
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«Dicono che sono pericoloso.
Che se ti avvicini, ti rovino.
Forse è vero.
Ma tu sei già troppo vicina.»
Rares conosce solo il buio. Il mondo per lui è fatto di ombre, di sopravvivenza, d...
Ciaooooooo 𐙚 Dio, mi siete mancati tantissimo. Come state? È un sacco che non ritaglio un pezzetto di capitolo per noi. Vi sta piacendo la storia? Personaggio preferito? Personaggio che odiate? Mi mancate, ho voglia di parlare con voi ❥
Detto questo, vi lascio a un pov insolito 𓆈
Fatemi sapere cosa ne pensate, io ci sono sempre. O qui, oppure su Instagram (@marthatstories).
Vostra, Martha ✝
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La prima cosa che vedo quando apro gli occhi è un triangolo di luce che entra attraverso la tenda semitrasparente color pesca. La seconda è la coda di Piombo che mi finisce sulla faccia come un colpo di frusta. Il mio gatto decide che è ora di svegliarmi solo quando ha fame, e oggi deve avere una fame cosmica, perché mi sta leccando la guancia con insistenza.
«Piombo, basta...» mugolo, tirandomi giù la coperta fino al naso.
Non serve a niente.
Mi sale sul petto, pianta le zampe morbide sopra il mio cuore e mi guarda con quell'espressione giudicante che solo i gatti padrone del mondo sanno fare.
Alla fine cedo. «Ok, ok! Mi alzo!»
Mi siedo sul letto e mi guardo attorno.
La mia camera è come sempre un'esplosione di colori. Le pareti sono di un lilla tenue, ma ogni spazio libero è occupato da poster, fotografie, disegni che ho fatto io, frasi sottolineate e ritagli incollati alla meglio. Il copriletto è giallo pastello con fiori giganteschi. Sul tappeto ci sono le mie scarpe buttate a caso, e sul comodino due barrette di cioccolato avanzate da ieri sera.
Il mio angolo preferito è però la finestra, circondata da piante che non riesco mai a mantenere vive, ma che continuo a comprare perché ci provo sempre.
Mi stropiccio gli occhi e Piombo balza giù dal letto, pronto a guidarmi come una guardia del corpo affamata.
Attraverso il corridoio della villa, camminando scalza sul parquet caldo.
La casa è grande ma non lussuosa: è stata costruita da mio nonno quando i miei genitori si sono sposati, e ogni stanza profuma di famiglia, di biscotti, di caffè al mattino.
Il salotto è pieno di cuscini colorati, libri ovunque, foto di noi tre sorridenti in vacanza.
La cucina ha le piastrelle verdi e un tavolo in legno massiccio che papà lucida ancora ogni domenica.
La mia vita è luminosa. È normale. È protetta.
La sua no. Lo so. E per qualche motivo mi fa venire un peso sul petto che non riesco a spiegare.
Mi chino per riempire la ciotola di Piombo, mentre lui gira attorno alle mie caviglie come un satellite. Dopo averlo sistemato, salgo al piano di sopra per prepararmi.