CAPITOLO DICIOTTO

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Ciaooooooo 𐙚
Dio, mi siete mancati tantissimo. Come state? È un sacco che non ritaglio un pezzetto di capitolo per noi. Vi sta piacendo la storia? Personaggio preferito? Personaggio che odiate? Mi mancate, ho voglia di parlare con voi

Detto questo, vi lascio a un pov insolito 𓆈

Fatemi sapere cosa ne pensate, io ci sono sempre. O qui, oppure su Instagram (@marthatstories).

Vostra, Martha



La prima cosa che vedo quando apro gli occhi è un triangolo di luce che entra attraverso la tenda semitrasparente color pesca

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La prima cosa che vedo quando apro gli occhi è un triangolo di luce che entra attraverso la tenda semitrasparente color pesca. La seconda è la coda di Piombo che mi finisce sulla faccia come un colpo di frusta. Il mio gatto decide che è ora di svegliarmi solo quando ha fame, e oggi deve avere una fame cosmica, perché mi sta leccando la guancia con insistenza.

«Piombo, basta...» mugolo, tirandomi giù la coperta fino al naso.

Non serve a niente.

Mi sale sul petto, pianta le zampe morbide sopra il mio cuore e mi guarda con quell'espressione giudicante che solo i gatti padrone del mondo sanno fare.

Alla fine cedo. «Ok, ok! Mi alzo!»

Mi siedo sul letto e mi guardo attorno.

La mia camera è come sempre un'esplosione di colori. Le pareti sono di un lilla tenue, ma ogni spazio libero è occupato da poster, fotografie, disegni che ho fatto io, frasi sottolineate e ritagli incollati alla meglio. Il copriletto è giallo pastello con fiori giganteschi. Sul tappeto ci sono le mie scarpe buttate a caso, e sul comodino due barrette di cioccolato avanzate da ieri sera.

Il mio angolo preferito è però la finestra, circondata da piante che non riesco mai a mantenere vive, ma che continuo a comprare perché ci provo sempre.

Mi stropiccio gli occhi e Piombo balza giù dal letto, pronto a guidarmi come una guardia del corpo affamata.

Attraverso il corridoio della villa, camminando scalza sul parquet caldo.

La casa è grande ma non lussuosa: è stata costruita da mio nonno quando i miei genitori si sono sposati, e ogni stanza profuma di famiglia, di biscotti, di caffè al mattino.

Il salotto è pieno di cuscini colorati, libri ovunque, foto di noi tre sorridenti in vacanza.

La cucina ha le piastrelle verdi e un tavolo in legno massiccio che papà lucida ancora ogni domenica.

La mia vita è luminosa. È normale. È protetta.

La sua no. Lo so. E per qualche motivo mi fa venire un peso sul petto che non riesco a spiegare.

Mi chino per riempire la ciotola di Piombo, mentre lui gira attorno alle mie caviglie come un satellite. Dopo averlo sistemato, salgo al piano di sopra per prepararmi.

𝘽𝙖𝙡𝙖𝙘𝙡𝙖𝙫𝙖Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora