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«Dicono che sono pericoloso.
Che se ti avvicini, ti rovino.
Forse è vero.
Ma tu sei già troppo vicina.»
Rares conosce solo il buio. Il mondo per lui è fatto di ombre, di sopravvivenza, d...
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"𝑪𝒐𝒓𝒗𝒖𝒔 𝒐𝒄𝒖𝒍𝒖𝒎 𝒄𝒐𝒓𝒗𝒊 𝒏𝒐𝒏 𝒆𝒓𝒖𝒊𝒕." ("Il corvo non cava l'occhio a un altro corvo.") — Proverbio medievale latino
«Stai bene, Rares?»
Non lo dice come uno che è preoccupato.
Lo dice come uno che ti prende il dito rotto e te lo stringe, giusto per vedere se reagisci.
Eduard sposta il peso sulla gamba destra e con un calcio secco manda un sasso a schiantarsi nel fango. Il sasso rotola, rimbalza tra le pozze, finché non colpisce il tronco marcio di un albero caduto.
«Oh,» fa, con quella sua voce graffiata. «Ti ho parlato.»
«Ho sentito.»
La mia esce piatta.
Non ho voglia di parlare.
Non ho voglia di niente.
Continuo a camminare, gli stivali che affondano nel terreno molle a ogni passo. Il fango risucchia, si attacca, non ti lasciaandare. Un po' come quel posto. Come quella vita.
La pioggia non cade: picchia.
Gocce grosse, fredde, che ti arrivano in faccia in diagonale. Mi tagliano le guance, mi infilano rivoli gelati dietro il collo, lungo la schiena, giù fino ai reni. La giacca di pelle è talmente zuppa che pesa il doppio.
Il campo è un concerto di rumori: lamiere dei camper martellate dalla pioggia, porte che sbattono al vento, un cane che abbaia da qualche parte, spazientito anche lui, il cielo che borbotta, preparandosi al prossimo tuono.
«Stai facendo il pesce morto,» dice Eduard, allungando il passo per raggiungermi. «E lo sai che non lo sopporto.»
«Non sto facendo niente.»
«Appunto. È quello il problema.»
Lo ignoro.
Mi scosto i capelli dagli occhi, ma si riappiccicano subito alla pelle. Sono bagnato fino all'anima.
Eduard sospira plateale. Poi rallenta all'improvviso, come se avesse deciso qualcosa, e si lascia cadere sulla grossa roccia scura che spunta dal terreno, liscia di pioggia.
Quella roccia. La nostra.
Quella dove ci fermavamo da ragazzini a fare a gara a chi lanciava più lontano. A chi si bagnava di più. A chi rideva più forte nonostante il freddo.
«Siediti,» ordina.
«Sto bene in piedi.»
«Siediti, cazzo.»
Gli lancio un'occhiata di lato.
È una di quelle in cui di solito l'altra persona indietreggia, ma lui no.