Ritorno a LA

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Accese il telefono dopo una settimana, rispose a tutti i messaggi, tranne a quelli di Kelsy, cui avrebbe risposto qualche minuto prima di entrare in aereo così non poteva sapere la sua risposta, e non avrebbe risposto subito.

Rifece le valigie e tornò in aeroporto. Si mise in aereo, e tornò a Los Angeles.

Secondo me, l'ultima fase non era l'accettazione, ma l'incontro.

Quando Meredith tornò in hotel, e chiese una camera singola lontano dagli altri, vide Scarlett, Chris ed Anthony, che non appena capirono fosse veramente lei, la abbracciarono forte.

Lei ricambiò, e sorrise. Era un pochino felice, e per lei erano passi avanti, dopo quella brutale settimana.

"Ci sei mancata così tanto, non immagini come siamo stati in pensiero per te. Speriamo tutti che tu abbia passato questa settimana diversamente da noi, tristi per la vostra "rottura"."

"Sebastian è..."

"Scusate, ma non voglio parlare di lui."

"Certo, immaginiamo. Non torni in camera con lui?"

"No. No. Non voglio vederlo ancora. Anche se so che lo rivedrò oggi pomeriggio. Un po' sono pronta, ma non molto. Insomma, non so."

"Lo perdonerai?"

"Sì."

"Davvero?" Tutti quanti erano contentissimi.

Finalmente Sebastian poteva tornare sé stesso.

"Sebastian sembra un morto. Non parla con nessuno, è rimasto sul divano a guardare il nulla per tutta la settimana. Non muoveva un dito, neanche gli occhi, sembrava che non stesse neanche respirando."

"Sì, emh. Lo perdono, ma non tornerò con lui. Non torneremo amici. Saremo solo dei conoscenti, che hanno fatto un film dove si baciano, e sono felici, innamorati. Tutto qui, okay?"

"Sì... Va bene."

"Ora scusatemi, devo disfare le valigie."

"Sì, ci vediamo dopo."

Si mise in ascensore e salutò con un gesto di mano gli altri.

Non appena le porte si chiusero, fece dei lunghi respiri profondi cercando di non piangere.

Quello che gli avevano detto di Sebastian la fecero stare peggio.

Non era pronta, per nulla.

Non voleva vederlo ancora. Ma allo stesso tempo voleva vederlo, voleva dargli una mano ad affrontare la cosa.

Ma non doveva essere lei a farlo, ma gli altri. Che, a quanto pare, erano stati inutili per quella settimana.

Così ascoltò il suo istinto. Lasciò la valigia e salì all'ultimo piano.

Bussò alla porta.

Era in ansia, non sapeva se fosse la cosa giusta da fare.

Lo voleva fare, ma allo stesso tempo no.

Voleva piangere, quella era l'unica cosa che voleva fare.

I battiti del suo cuore accelerarono, incominciò a sudare. Stava per andare praticamente in iperventilazione.

"è aperta." Disse l'uomo, con un filo di voce.

Cercò di controllare la sua ansia, facendo dei calmi respiri.

La tranquillità prese il sopravvento.

Aprì la porta, e vide l'uomo di spalle. I capelli erano raccolti.

Circle - Sebastian StanLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora