Fra tutti quelli che ero riuscito ad interrogare, in mezzo a mille e forse più bapu sottoposti al breve esame, solo undici, undici sole anime ricoprivano pienamente o almeno in parte i requisiti che stavo cercando. Attesi il loro arrivo al covo segreto. Una partecipazione non firmata con tanto di indicazioni per raggiungermi l’avevo lasciata ad ognuno di loro. Una semplice freccia in rilievo. Un biglietto piegato e ben mimetizzato che non poteva essere scoperto da soggetti indiscreti, ma che correva il rischio non fosse rinvenuto manco da chi volevo. In verità era possibile anche che venisse accartocciato e lanciato tra i rifiuti. Potevo aspettarmi tutto.
Il primo ad arrivare fu Sefonte, poco dopo seguì Blanco. Uno per uno li vedevo aggregarsi nel mio terroso alveolo. Con fare circospetto si scambiavano dubbi e considerazioni.
Restai fermo finché non giunse anche l’ultimo degli invitati: Plaus.
«O ma che succede? Che ci facciamo tutti qua?» domandò.
E allora io parlai:
«Se vi ho voluti qui stamane è perché c’è qualcosa che vi lega e che ci lega l’un l’altro. La passione per la vita. Per una vita giusta. Ed ognuno di voi sa bene che lo Jouthermen è il nostro riscatto. È il trampolino per non ricadere. Io lo so. Voi lo sapete. Chi non lo sa, chi vuole ignorarlo è il nostro re. Il piano che Fenrir ha in mente è vile e meschino. Derubare le donne della loro Violet è da infami. E non posso permetterlo. Preferisco farmi schiacciare nella rete dai polpi che sguazzare nell’inchiostro che infetterà la pace. Non voglio più sbagliare. Né complice, né testimone corrotto. Sarò uno sgambetto, una transenna sulla via, la sabbia negli occhi, il sassolino nella scarpa, farò tutto ciò che mi è possibile per arrestare la sua corsa».
«Ed io che centro qui, hai sbagliato se pensi che tradirei il mio re!» esclamò Plaus, riconobbi la sua voce gracchiante.
«Ho fatto le mie considerazioni. Se vuoi andare sei libero di farlo bapu rospo ma tradiresti te stesso a non restare», spalancai la tenda dietro cui ero nascosto fino a quel momento e mi mostrai nella mia limpida determinazione.
«Skìnrir?!»
«Sì Tyr, sono io. Ma prima di essere Skìnrir ero e sono ancora Matt. Un ragazzo che è nato in un mondo diverso. Un mondo dove le donne hanno voglia ancora di ridere ma c’è chi tappa loro la bocca. Dove il buono è di chi è cattivo. E il cattivo è di chi è buono. Ed è un tempo in cui non voglio più tornare. Mi batterò senza riserve perché questo non accada. Sarà una guerra senza remore. Da solo non è un’impresa facile. Il nefasto cammino da affrontare è lungo, faticoso e tappezzato di ostacoli. Perché la spinta ad intraprenderlo sia netta e fiduciosa non basta l’audacia di uno. Non so quanti, forse nessuno, magari dieci. Spero in migliaia… È stata un’indagine impegnativa quella in cui mi sono imbattuto, e alla fine ne siete voi il risultato. Ho bisogno di alleati fidati e temerari che non mi facciano più sentire il solitario cacciatore che armato di impietoso coraggio sfida il branco di lupi… ma il membro di una squadra affiatata. Di un esercito la cui bandiera da far sventolare è uno straccio di cotone viola innalzato in nome dell’Era migliore. …Ditemi adesso, siete voi quei cavalieri?».
Nessuna parola. L’orgoglio ne teneva dritte le teste sui colli. Il loro mento bucava l’aria. Gli eroi non hanno voce, è nel silenzio che gridano l’immortalità. Avevo fatto la scelta giusta.
Il leale Tyr, dall’aspetto inconfondibile e dall’anima delicata,
Il giovane Milo, nessuno tanto grande quanto lui nello spirito,
Il burbero Sefonte, mai una risata sul volto suo seppur gioisce di ogni riso altrui,
Il generoso Tusco, ti dà ogni cosa senza rinfacciarti mai niente,
Il forte Plaus, una roccia fuori e terra umida nel petto,
L’intraprendente Ginyk che “fa” prima di pensare e menomale che agisce bene,
Il sagace Fernando, il professore dello Jouthermen che sa tutto forché il futuro,
Il ribelle Blanco, niente lo ferma se sa di aver ragione,
L’illuminante Cameso, trova la strada da fare nel peggiore dei labirinti,
Il rivoluzionario Hermes, che nel cambiamento trova sempre l’equilibrio di sè,
L’impareggiabile Astralide, ha tecnica persino nel respirare,
E poi ci sono anche io, l’inarrestabile Skìnrir.
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UPSIDE DOWN Vol 2
FantasiaApri gli occhi tutti i giorni e rivedi la stessa identica violenta realtà, nonostante i tuoi sforzi, nonostante ti affatichi, sudi, t'ammali, ti impegni per far sì che qualcosa cambi e poi ti accorgi che niente cambia, niente può cambiare perchè nie...
