Ogni traguardo assume particolare rilevanza quando non sei il solo a tagliarlo. Quando spezzi l’infido nastro del regresso con chi ha creduto in te fin in fondo, la vittoria dà tutto un altro sapore. La gioia condita. Ed io, e noi... c'eravamo riusciti. Insieme ai miei compagni riportammo le inviolate sulla loro amata terra. Stretti nei cunicoli. Ci arrampicammo... ci infilammo. Ci spingemmo fino al portale. Fino alla resurrezione.
Brezza di lavanda e gelsomino sulle facce, pallide distese di prato sotto i piedi, silenziosi monti s’abbracciavano alle spalle lasciando scappare tiepidi stralci di sole che terminavano la loro fuga tuffandosi in acqua. Dinanzi agli sguardi gioviali di tutte le donne splendeva un mare cristallino, brillante di sale e bucato in superficie qua e là da sirene e delfini uniti in salti gioiosi. Una sciarpa di farfalle variopinte, grandi quanto una mano aperta, danzava nel vento; una di esse, quella rosa, sfumata di viola e schizzata di nero, andò a posarsi sul mio naso. Al mio spalancato sorriso l’elegante insetto riprese nuovamente il volo. Il Paradiso? No. È semplicemente, meravigliosamente, unicamente Violet!
«Restate con noi!» propose la mia dolce Roberta, «...Violet avrà il piacere di ospitarvi» continuò luminosa quanto una stella.
«Sì, sarà un piacere anche per noi avervi qui!» aggiunse Elena.
Tutte le donne ci guardavano complici e grate.
Il desiderio tanto ambito, il sogno irraggiungibile stava per divenire realtà. C’eravamo dentro in quel sogno ed il bello era che ci potevamo anche restare.
Il male è geloso, troppo invidioso del bene e quando meno te lo aspetti… proprio quando la felicità ti rende più vulnerabile, ecco che s’insidia sul tuo cammino e piomba ad intralciarti ogni aspettativa.
Qualcosa sbucò alle nostre spalle. Divenimmo in un attimo birilli balzati in aria dal cupo terrore. Stritolati dalla lunga coda come chicchi d’uva in un pugno. Era Jourmungandr. Ci aveva seguiti. Il sibillìo freddo e atroce della fine di un sogno. I miei amici schizzati qua e là come chicchi di mais. Non poteva finire così. Quando la stretta divenne soffocante, i polmoni respirarono coraggio. Uno sguardo simultaneo tra di noi, ultimi eredi del mondo sotterraneo trascrisse la svolta. Se la clessidra ti annuncia che il tuo tempo è finito, capovolgila e ti dirà tutt’altro. Capovolgi sempre la situazione. Riuscii a bloccare ogni sua mossa con una potenza che non credevo esistesse anche in me. La testa del viscido intrappolata in mezzo alle mie zampe. Lo schifo della sua saliva scorrermi sulla pelle. Con la lingua biforcuta si intrufolava tra le falangi per liberarsi dalla presa. Non glielo permisi. E non so nemmeno come ci riuscii. È incredibile quanto puoi sorprenderti di te stesso. Di peso lo trascinammo fino alle acque. Tutti. Insieme. Affannati, sudati ed esasusti, lo lanciammo nell’oceano. Lasciammo che il gelo del suo cuore sprofondasse nei freddi abissi.
C’eravamo liberati di Jormungandr, ma il miserabile ci aveva lasciato per eredità l’acida certezza che il pericolo non era perito con esso. Era ancora imponente e minaccioso. Non ci servì parlare. Sapevo già che il mio esercito avrebbe condiviso a pieno la decisione.
«Jormungandr l’abbiamo tolto dalla circolazione, ma chi ci dice che non ci abbia seguiti qualcun altro? Non possiamo rischiare che provi un secondo bapu a ledere la vostra felicità!!!». Non potevamo permettere questo.
«E che intenzioni avete?» domandò Olly.
Che intenzioni avete? L’unica possibile. Tutto perché nessuna ombra cali sul sole di Violet. Tutto purché nessuno spillo sigilli il sorriso delle inviolate.
«Vigileremo in modo che nessuno di loro trovi mai la strada per Violet. Ci assicureremo ogni giorno che nessuno interferisca con la vostra libertà!». Era l'unica cosa da fare.
Un bacio di dolcezza, di tenerezza per la mia forte e fragile sorella.
Un bacio nostalgico e colmo di gioia per la mia insostituibile madre.
Un bacio d’eccezione, di gratitudine, di amore per la più bella tra le belle, per Roberta.
Gli voltai le spalle lasciando il cuore lì. Per la prima volta sentii dentro il fuoco della giustizia. Le fiamme indomabili di chi ha capito, di chi ha compreso che in qualunque modo vadano le cose, se lo vuoi, solo se lo vuoi... tu sei capace di riportarle nel verso giusto. Per la prima volta provai qualcosa di simile a ciò che deve sentire un uomo. Tu lo sai quel che prova un uomo? Tu lo sai cos’è un uomo? Te lo sto chiedendo seriamente. Guardami in faccia. Sono serio! Non azzardare la risposta, non è tanto scontata quanto credi. Sì, lo so. È il sesso forte. Il rude. Quello sempre schietto. Trascendente dalla mente al cuore. L’amico di tutti. Quello che annuisce senza neppure ascoltare. Quello che è capace di farti una battuta persino a un funerale. Sì, ma cos’altro? Cos’è davvero un uomo? È la mano del mondo. È quella che non impugna, sorregge. Quella che non batte, accarezza. Quella che non distrugge, compone. È il tappeto sulle spine. Il ramo piegato sulle rive del ruscello. Il materasso che attutisce la caduta. Io non sono un uomo. Non sono così presuntuoso da rivestirmi di un tale titolo onorario. Ma mi sto impegnando affinché magari un giorno io possa diventarlo. E poi comunque adesso non sono io il problema. Una corsa per sfuggire ai ripensamenti, e un salto giù. Di nuovo giù. Fino al ventre nero dello Jouthermen.
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UPSIDE DOWN Vol 2
FantasyApri gli occhi tutti i giorni e rivedi la stessa identica violenta realtà, nonostante i tuoi sforzi, nonostante ti affatichi, sudi, t'ammali, ti impegni per far sì che qualcosa cambi e poi ti accorgi che niente cambia, niente può cambiare perchè nie...
