13. Lavoro di squadra

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Giovedì, 20 aprile 2023.
Ore: 06:15

Mi gira la testa e il mio stomaco continua a implorarmi di mettere qualcosa di commestibile tra i denti, tuttavia non c'è nulla che io possa fare per accontentare le sue comprensibili richieste.

Non mangio e bevo da troppo tempo, sento che le forze stanno per cedere. Darei qualsiasi cosa pur di mangiare anche solo una fetta di pane, magari bere anche un goccio d'acqua.

Avevo sempre sottovalutato il privilegio di avere cibo e bevande a disposizione ogni volta che ne avevo bisogno. Il mio frigo è sempre stato pieno e lo stesso vale anche per le dispense, senza contare tutte le scorte presenti nel ripostiglio.

Pensandoci, la mia famiglia biologica sta probabilmente vivendo la mia stessa situazione in questo esatto momento. L'unica differenza è che loro sono abituati a questo stile di vita da quando sono nati, io invece sono riuscita a scampare quel destino e ottenere l'esatto opposto.

A volte mi sento quasi come un'intrusa a trovarmi qui, in America, e ad aver abbandonato i miei veri genitori dall'altra parte del mondo. Ma in fondo ero solo una bambina e non avevo molta libertà di scelta.

Mio padre mi ha sempre raccontato che la mia madre biologica mi voleva un mondo di bene, arrivando a dare sua figlia tra le mani di un uomo che non conosceva pur di farle avere una vita migliore. Mi piacerebbe conoscerla, un giorno.

L'unica domanda a cui non ho ancora avuto risposte è perché mio padre ha deciso di adottarmi. In fondo, sua moglie è morta quando io ero già presente nella sua vita da ormai cinque anni. Ogni volta che glielo chiedevo, lui mi ignorava o cambiava argomento.

Lascio stare questi pensieri e mi guardo intorno, notando che il resto dell'equipaggio si trova nella mia stessa situazione. Dal modo in cui si sono accasciati attorno al tavolo, capisco che si sentono poco carichi anche loro. In che situazione ci siamo cacciati?

"Quanto tempo possiamo restare senza bere né mangiare?" domanda Samantha, spostando lo sguardo verso Wesley.

"In genere, gli esseri umani possono restare digiuno per tre settimane." spiega lui per poi fare un respiro profondo e dire la parte peggiore "Ma non possono restare più di tre giorni senza bere."

"E noi non sappiamo neanche da quanto tempo ci troviamo su questa fottuta navicella." afferma Harry, massaggiandosi le palpebre stanche e facendo di tutto per non farle chiudere.

"Non riesco a credere che non riusciamo più a trovare il cibo che avevamo portato prima di partire. Deve pur trovarsi da qualche parte, non può essere scomparso nel nulla!" ribatte Melanie, alzando gradualmente il tono della voce.

"Non urlare, per favore, ho un'emicrania terribile." la rimprovera Kevin, massaggiandosi le tempie doloranti "Comunque abbiamo cercato dappertutto, non c'è traccia di cibo né bevande. L'unica cosa che possiamo fare è cercare di resistere."

"Non possiamo resistere per tutto il tempo che ci pare, abbiamo bisogno di nutrirci. Hai sentito che cosa ha detto Rosso, no? Se non beviamo per tre giorni di fila moriremo."

"Lo so, dannazione, ho sentito. Sto solo cercando di dirti che è tutto inutile, il cibo non c'è! Quindi faresti meglio a risparmiare le energie per quando ne avrai bisogno."

Melanie non ribatte e cala un silenzio tombale, in mensa. D'un tratto, Wes si mette in piedi e cammina via: "Vado in infermeria, devo occuparmi di Rosa."

"Non so voi ma io non voglio morire di fame. Forse non abbiamo cercato abbastanza bene." afferma Harry, alzandosi anche lui e uscendo dalla stanza. Kevin sbuffa, decidendo di seguirlo e così fa anche Melanie.

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