28.Bilancia

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Abigail

Premetto forte gli incisivi sul labbro inferiore spingendo le feritine che si trovavano lì e causando un dolore non molto leggero ma comunque superabile.

Avevo il cuore pesante, come se si fosse appena poggiato su di esso un macigno.

"quanto pesi?" due fottutissime parole, quattro maledettissime sillabe che mi stavano completamente mandando in tilt. Il mio cervello me le faceva rimbombare nelle orecchie così forte da costringermi a coprirle con i palmi aperti delle mani.

Un'ansia assurda mi stava totalmente risucchiando via, era così forte da farmi sentire i piedi pesanti e infatti in quel momento anche solo il riuscire ad arrivare al bagno sembrava un compito davvero impossibile.

Spinsi nuovamente gli incisivi sul labbro inferiore per trattenenere le lacrime.

Non ora Abigail, non ora.

Ripensai nuovamente alle parole di Noah, parole che ormai erano tatuate su di me, come il resto delle critiche e delle domande scomode che ormai da troppi mesi le persone mi rivolgevano.

Sentii la mia gola farsi arida siccome una nuova preoccupazione mi spuntò in testa

E se scoprissi che lui pesa quasi quanto me?
Appoggiai una mano sulla maniglia della porta del bagno e solo in quel momento di accorsi di star tremando.

Senza bussare aprii la porta e in un nanosecondo la richiusi dietro di me per poi successivamente serrarla con la chiave.

Davanti a me so allungava un grosso specchio che si estendeva in orizzontale.
Intravidi per un secondo la patina lucida composta da lacrime che mi oscurata le iridi.
Non passai molto tempo a specchiarmi, non ne avevo minimamente il coraggio, mi sarei rovinata tutta la giornata, mo conoscevo, infatti chiusi velocemente gli occhi in maniera così stretta da far scivolare via dai miei occhi ogni lacrima che prima era stesa su di essi.

Una vocina fece capolino nella mia testa.

quanto pesi?

Sapevo perfettamente quanti kg conteneva l'ammasso di grasso che mi ritrovavo al posto del corpo ma quella vocina mi costrinze ad aprire immediatamente gli occhi e a farli viaggiare veloci per tutto il bagno, dal wc di un bianco candido alla doccia dai vetri trasparenti, fino a posarsi sull'armadietto in cui avevo precedentemente sistemato gli asciugamani.

Abbassai lo sguardo.

Era lì.

Misi la mano su quel pezzo di vetro quadrato trasparente con sopra un mini schermo elettronico.

La bilancia.

La posizionai davanti a me.
Una sensazione di terrore mi provocò un brivido che mi percorse tutta la schiena.

Strizzati forte gli occhi e mi feci coraggio. Appoggiai un piede sulla bilancia. Il rumore scricchiolante che proveniente da questa mi frantumò il cuore.

Ero davvero così grassa da far scricchiolare la bilancia?

Ancora con gli occhi sbarrati posizionai l'altro piede, ma ci misi diverti minuti per riuscire ad acquisire la forza di riaprire gli occhi.
Cercavo conforto stringendo i pugni dandomi forza.

Aprii prima un'occhio e poi l'altro.

Sentii il mio cuore frantumarsi in mille pezzettini appena notai il numero comparire sullo schermo e lampeggiare come per farmi capire quanto fossi grassa.

Un numero altissimo, o per lo meno un numero altissimo per il mio fisico, madre natura non mi aveva concesso di essere alta e in quel caso magari sarei riuscita a bilanciare quel grasso un po'su tutti il corpo, e invece no, si stabiliva tutto sulla pancia, sulle braccia e sulle cosce.

Ripensai al fisico di Emy, poi a quello di Margaret, poi... a quello di Mellany, e solo alla fine ripensai al mio.

quanto vorrei essere come lei...essere come loro.

Un sapore amaro mi impastò la bocca. Era in sapore del fallimento miscelato a quello della delusione che stavo riservando a me stessa.

Riposizionai la bilancia al suo posto, poi presi il cellulare per distrarmi e per pensare ad altro ma in meno di due secondi una ragazza di un video dal fisico perfetto mi comparve davanti agli occhi. Stava solo pubblicizzando un top di Zara, ma il mio cervello riusciva solo a vedere la pancia perfettamente piatta, le braccia magre e sottili e lo spazio tra le gambe.

Invidia, invidia, invidia, questa era l'unica emozione che riuscivi a percepire in quel momento.

frasi del tipo
Vorrei essere lei o cose simili scoccavano nella mia mente come frecce incastrandosi, assieme all'immagine di perfezione della ragazza, nella mia mente.

Il mio dito, senza il mio controllo mi obbligò a visualizzare il suo profilo

Iniziai a scorrere le foto soffermandosi molto su ognuna di esse.

Gli occhi mi stavano diventando lucidi mentre si impigliavano in ogni dettaglio dei fisici perfetti di quella ragazza.

Mi guardai le gambe e le confrontai con quelle nella foto.

Ero una balena, mi sentivo esplodere, sarei potuta scoppiare da un momento all'altro e questo mi stava ribaltando lo stomaco e distruggendo la testa a colpi di martellate.

Le lacrime scendevano veloci sul mio viso rendendo fradice le mie guance e bucsndomi il petto.

Ora assieme all'invidia provavo anche una forte tristezza, o meglio, non provavo nulla, perchè quando parlo di tristezza mi riferisco alla sensazione di vuoto che mi distrugge.

Forse è troppo difficile per una ragazza di diciotto anni riuscire a descrivere questa sensazione, infondo come si descrive il nulla?
Se volessi fingermi una poetessa paragonarei questa sensazione ad un buco nero che continua piano piano ad allargarsi nel cuore, ma anche in quel mondo non sarei precisa.
Il punto è che non si più spiegare qualcosa di simile, o la provi o non capisci.

Sentivo tanto ansia, vedevo nero, mi sentivo morire, ma l'ultima delle cose che volevo fare era chiedere aiuto.

Dopo cinque minuti ripresi il controllo, ma continuavo ad avere ansia, non forte come prima ma mi scoppiava la testa.

Le mani continuavano a tremare imperterrite costringendomi ad abbassare i pantaloni e l'elastico delle mutande per lasciarmi scoprire la mia pelle bianca come la neve.
Un segno rosso si distese su di essa mentre tratteneva il respiro.

Espirai buttando la testa indietro e chiudendo gli occhi esausta.

Era tutto finito.

Mi ero calmata.

Appena smisi di piangere lacrime dagli occhi iniziai a piangere sangue dal fianco destro.

Toch toch

<<Signoriana, hai fatto? scusa ma mi scappa>>

Cazzo!

<<Si un attimo>> risposi.

In velocità piegai un fazzoletto e lo misi tra i segni e i boxer prestati da Noah per non sporcarli, in velocità rimisi apposto la cover e infilai il cellulare in questa, poi rimisi apposto la bilancia e aprii la porta.

<<Signorina stai bene? hai gli occhi lucidi>>

Porci due! Non me ne ero accorta

<<Si mi era solo finito una ciglia nell'occhio>>

<<Va bene>> poi Max entrò in bagno.

andai dopo verso la camera di Noah.

Ogni passo era fastidioso, il fianco mi bruciava, ma il sollievo che provavo adesso ne valeva completamente la pena.

 Love of the NightLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora