39. Fratelli

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Travis

Finalmente a casa, zuppi da testa a piedi, ma comunque a casa.

Sentii dei passi veloci scendere le scale.

<<Traviss!>> mi corse in contro il mio fratellino con le braccia aperte per abbracciarmi.

<<Norman, ciao!>> mi scansai però perchè non volevo si bagnasse, eppure lui ci rimase male.

<<Ehy, Norman, prima di abbracciarmi è meglio se mi cambio perché non vorrei bagnarti!>>

Norman guardava con occhi curiosi Abigail.

<<Chi sei?>> gli chiese.

Lei gli rivolse un sorriso meraviglioso: dolce e premuroso allo stesso tempo.

<<Sono Abigail, una carissima amica di Travis>> gli disse con voce gentile.

Amica...

Lui ricambiò il sorriso.

<<Sei tu la ragazza di cui Travis mi parla a cena?>> le Domandò con spontaneità mentre le mie guance si erano appena tinte di rosso.

Aby si girò verso di me guardandomi un po' imbarazzata.

<<Va bene, ora è meglio se io e Abigail ci andiamo a cambiare sennò ci prendiamo un raffreddore!>> esclamai prendendo Aby per il polso destro e trascinandola sulle scale.

<<Dopo però giochiamo?>> mi chiese Norman.

Che coglioni, a me piace giocare con Lui, ma oggi c'è Abigail in casa e io voglio restare con lei, non giocare col mio fratellino.

<<Dopo vediamo>>

Norman mise il broncio siccome è consapevole del fatto che la maggior parte delle volte che pronuncio questa frase in realtà il no è sottinteso.

<<Devi perdonarlo, è un bambino, non sa quello che dice>> mi scusai con Abigail una volta nella mia camera.

<<Ma non preoccuparti! Io amo I bambini, in oltre tuo fratello ha un sorriso stupendo>> mi rispose.

Se era bella.

Anche se gli era calato un po' il mascara e i suoi capelli, prima lisci spaghetto, erano tornati mossi come sempre.

Il suo nasino un po' all'insù, le labbra carnose e tinte di un rosso abbastanza naturale e quel bellissimo sorriso mi facevano perdere la testa; per non parlare dei suoi occhi grandi e luminosi che lei definiva anonimi e nogliosi per colpa del colore piuttosto comune senza rendersi conto di quanto però stessero bene sul suo viso così armonioso.

Mi avvicinai all'armadio.

<<Aby, ti presto un cambio se vuoi>>

<<te ne sarei grata>>

Aprii il primo cassetto tirando fuori una mia maglietta che ormai a me stava piccola ma che ad Aby poteva andare bene, poi presi dal secondo cassetto dei pantaloncini corti, anche questi ormai troppo piccoli per me, poi le consegnai il tutto.

<<Io mi cambio in stanza, ti mostro dov'è il bagno così ti cambi lì?>>

<<Tranquillo me lo ricordo, ci avevi fatto la festa di compleanno di Mason qui, non ricordi?>>

oh giusto!

<<Oh hai ragione mi ero dimenticato!>

poi lei assunse un aria pensierosa
<<Adesso che ci rifletto, quanti anni aveva compiuto Mason?>>

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