46. Buchi

154 7 0
                                        

Abigail

Era l'una e mezza di notte.

Alzai gli occhi dal mio quaderno ricoperto di appunti, schemi e riassunti.

Mi strusciai gli occhi sulla mano. La stanchezza mi stava divorando.

Avevo appena terminato tutti i compiti per una settimana, per tenerrr la mente occupata ed evitare che i sensi di colpa dopo il pranzo prendessero il sopravvento.

Mi alzai dalla sedia su cui mi trovavo dalle due del pomeriggio con gli occhi sfiniti sperando di riuscire a dormire una volta nel letto.

Accesi la lampada sul mio comodino e spensi il lampadario.

Ero pronta ad azionare la musica nelle cuffiette per riuscire a riposare meglio quando sentii un fruscio provenire da fuori.

Sentii ogni centimetro della mia palle paralizzarsi ed ogni mio pele mettersi sull'attenti. Avevo gli occhi spalancati e il viso immobile rivolto verso la portafinestra del mio balcone coperta dalla tenda bianca.

Ci misi alcuni minuti prima di tranquillizzarmi, poi tirai un sospiro di solievo e mi adagiai tra le lenzuola. Nonappena le mie palpebre si unirono le mie orecchie captarono un'altro rumore.

Qualcuno stava bussando alla mia finestra.

Il contatto della mano dello sconosciuto col vetro creava un suono degno dei migliori horror dei tempi di mia madre.

Se c'era una cosa che però avevo capito da questi film era di farsi gli affari propri e rimanere in disparte, così, fa fifona quale sono, mi infilai le cuffiette e serrai gli occhi girando la testa verso il muro.

<<Se è un ladro fingerò di star dormendo e quando si accorgerò che non ho un soldo bucato se ne andrà indisturbato, ma se è un serial killer? Ho visto troppi True Crime! Non è nessuno, sarà solo il vento,>> ci riflettei meglio <<il vento però non bussa, oh Cristo dovrei chiamare la polizia, Travis, mia madre o Noah>>pensai tra me e me.
L'idea di aver inserito quel cretino di Davis nell'elenco dei miei presunti salvatori mi fece riflettere quasi distraendomi dalla creatura a un passo da me. Questo dovuto forse alla mia memoria da pesce rosso che Dori, spostati proprio.

Sentii un contatto con qualcosa.

Qualcuno. Mi. Aveva. Appena. Toccato. La. Spalla.

Probabilmente con il rumore della musica non sono riuscita nemmeno ad accorgermi che un tizio mi stava scassinando la casa!

Di istinto mi girai e con gli occhi ancora chiusi direzionai un pugno verso il coso che avevo davanti.

<<Cazzo, il mio naso!>> un urlo ovattato.

Spalancai gli occhi al suono familiare fi quella voce che aveva appena trapassato il limite.

<<Noah Davis! Che cazzo ci fai qui d->> il mio respiro venne bloccato da una grande mano appoggiata sulle mie labbra.

<<Shh! Sei impazzita piccola scema? Vuoi farmi denunciare da tua madre!?>>
Il tanfo di tabacco mischiato a canna era una combo micidiale per bruciarmi i peli del naso.

L'altra mano era poggiata sul naso probabilmente gonfio.

<<Da mia madre? Sappi che in tribunale ti ci portò io, maniaco!>> strillai sottovoce dopo aver spostato con la forza la mano di Davis.

<<E lavati le mani! Puzzano di tutto quello che ti fumi!>> continuai a lamentarmi e finalmente guardai o faccia quello psicopatico dal cervello andato.

Un paglio di spessi occhiali da sole non mi concedeva un contatto diretto con i suoi occhi cielo.

<<Cosa sono quei cosi? Sembrano gli occhiali che mia madre indossa al mare>> Cercai di ironizzare.

 Love of the NightLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora