43.Gemelli

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Kayle

Quasi tutti si considerano i protagonisti della propria vita, il che è estremamente ovvio e normale, no?

Eppure io no.

Non mi sono mai considerato il protagonista principale di una storia, anche se la storia è la mia.

Il nascere con un fratello gemello in oltre è una palla al piede che sono costretto a portare da una vita, non perchè mi stia sul cazzo mio fratello, ma siccome, essendo Jack quello più estroverso, io sono solo il fratello di Jack.

Questo è il motivo per cui mi sento costantemente un personaggio secondario, uno di quelli che fanno solo scena, utili solo per far vedere quanti amici ha il protagonista.

Camminavo da solo per le vie della città cercando di allontanarmi dalla discoteca in cui si trovavano tutti i miei amici anche se sapevo che la scelta migliore era di sicuro quella di legare un po' con gli altri in modo da poter far parte del gruppo come mio fratello, il gemello simpatico, quello divertente che tutti adorano.

Però stare da solo per me era necessario per andare avanti, infondo nessuno descrive la storia di una comparsa quando è sola.

Il silenzio.

La mia melodia preferita, capace di fare di tutto, guarire e squarciare persone senza muovere un dito.
Il niente e il tutto, ed è in oltre la prova che un posto è desolato e nessuno può infrangerlo.

Osservai l'ora sul mio cellulare.

01:43 am

Nessuno si trovava nel parco a quell'ora, apparte spacciatori così furtivi da rendere la loro presenza invisibile.

Mo sedetti nella panchina di legno davanti ad un lampione e sbarrai gli occhi, poi sospirai in maniera liberatoria, come se passare qualche ora in presenza dei miei amici fosse un compito estenuante.

L'atmosfera del parco era perfetta.
Un leggero venticello rinfrescava l'aria e mi pizzicata il naso rendendo ancor più confortevole il calduccio del mio giubbetto, rivolsi lo sguardo al cielo pieno di stelle.

Quella in cui vivevo non era una città industriale, ma più che altro una di campagna e questo permetteva di notare meglio ogni corpo celeste che illuminava la notte.

Sprofondai sulla panchina mentre l'odore della pioggia mi inondata le narici mandandomi in estasi.

Il parco vuoto era come il giardino dell'edem, a dir poco meraviglioso.

Un rumore interruppe però la mia serenità facendomi drizzare le orecchie, pareva che qualcuno stesse sfogliando della carta.

Subito balzai in piedi pronto per dirigermi verso la fonte di questo suono.

Camminare attraversando tutto il parco che sembrava essersi quadruplicato di dimensioni a causa della scarza luce.

Di nuovo quel rumore.

Era lieve, dolce ed impercettibile ma restando in silenzio il mio udito si era allenato a notare ogni suono.

Solo dopo aver fatto un giro completo del parco mi ritrovai a pochi passi dal punto di partenza.

Sulla panchina dietro a quella su cui ero seduto si era sistemata una ragazza che non avevo notato a causa della mancanza di luce.

Capire chi fosse era impossibile siccome non si vedeva niente e mi chiedevo anche come facesse a leggere con così poca luce data solo dai corpi celesti a miliardi di anni luce sopra le nostre teste infatti che fosse femmina lo avevo dedotto solo dai lunghi capelli scuri che aveva dietro le orecchie.

 Love of the NightLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora