44. Suole profumate

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Abigail

Doversi alzare dal letto la mattina è una cosa che non augurerei nemmeno al mio peggior nemico, soprattutto se il letto sembra essere diventato una nuvola e il sonno ti costringe a chiudere le palpebre anche da impiedi.

<<Cazzo Abigail! devi smetterla di andare a dormire così tardi! Prenditi un sonnifero la prossima volta che non riesci a dormire>> mi sgridò il mio buon senso.

Però qual giorno era iniziato col piede giusto siccome il mio primo pensiero fu Travis, il secondo che nell'enemies to lover che stavo leggendo i protagonisti stavano diventando "lover" e il terzo che alla prima ora avevo letteratura, la materia migliore che l'essere umano avesse mai creato.

Col sorriso sulle labbra diedi le spalle allo specchio, e mi infilai l'uniforme, poi mi infilai la giacca a vento e, dopo aver dato il buon giorno a mia madre che stava terminando la colazione andai verso scuola.

Anche il tempo sembrava essere a mio favore oggi. Tutto intorno a me era illuminato dal sole, ma l'aria rimase freschetta, pronta per pizzicarmi la punta del naso e arrossarmela.

Forse può sembrare strano il fatto che io sia amante del sole che non riscalda, ma in realtà è più che sensato il motivo, se ci sono delle cose che odio sono di sicuro puzzare e il sudore, beh, non mi fa profumare di lavanda, ecco, in oltre rende tutto appiccicaticcio e sporco il che mi fa schifo. Il freddo non fa quest'effetto e il calduccio del giubbetto rende il tutto confortevole e non fastidioso.

Mi concessi anche di ascoltare la musica con una cuffietta mentre andavo a scuola.

Oggi sarebbe stata una bella giornata, me lo sentivo, anche perchè nel mio tragitto non avevo intravisto nessun teppistello dagli occhi celesti cielo e la scia di ragazzine arrapate dietro, così pensai addirittura che in quel giorno Davis fosse assente.

Si può essere così fortunati? No.
E infatti a pochi passi dalla scuola vidi una macchina sfrecciare davanti.

Maledetta bocca mia, vi prego tiratemi un ceffone la prossima volta che dico una cosa del genere.

La macchina, inutile dirlo, era di Noah, ma non serviva vederla per capirlo, bastava ascoltare, perchè? Perché la macchina di quello lì era una discoteca con le ruote, le canzoni di Eminem uscivano dai finestrini in modo invadente.

Nonostante non mi dispiacesse affatto Eminem come artista la musica così forte di prima mattina era un grande no e il mio sorriso si capovolse istantaneamente.

Dai Aby, pensa al lato positivo, almeno sai che nonostante sia un delinquente ha dei buono gusti musicali.

Vedere quel cretino di mattina era come incontrare un gatto nero che attraversa la strada. Come mai? Perchè ogni volta che c'era lui succedeva qualche casino e anche perchè avevo appena pestato una cacca.

Ma dico, chi è che porta il proprio cane a fare i bisogni nel giardino di una scuola privata?

<<Aby>> mi venne in contro Emilie sorridendo. La notai poi allargare le narici e guardarmi con aria incuriosita e schifata.

<<Cazzo Aby che hai mangiato ieri a cena? Che puzza!>> commentò sottovoce ma non abbastanza da evitare che lo sentisse Noah che si trovava a pochi passi da noi.

Una voglia assurda di sprofondare nel terreno mi pervase, poi però mi ricordai che tra l'erba avrei potuto trovare altri escrementi.

<<Non ti facevo fan dei fagioli, Brown>> una voce irritante si avvicinò a me e a Emy, fulminai la mia amica con lo sguardo poi mi rivolsi a quel maleducato con l'umorismo di un dodicenne.

 Love of the NightLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora