Capitolo 1

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Ciao a tutti, questa è la prima storia che scrivo, spero vi piaccia...



Sono le tre di notte e domani inizia la scuola. Mi rigiro nel letto per l'ennesima volta prima di alzarmi di corsa e correre sul water a rigettare la cena.

Mitico, è la terza volta in una settimana. Mi pulisco la bocca e torno a letto.

Per mia fortuna abitiamo in una villa a due piani, anche se è striminzita, e io sono al secondo, mentre mia madre e mia sorella più piccola di sotto. Di Leonardo non mi preoccupo. Ha diciannove anni e ormai passa più tempo a casa della sua ragazza che da noi, quindi non mi preoccupo se mi sente vomitare.

Prendo il cellulare e guardo il cellulare. Io e Andrea ultimamente non ci sentiamo quasi mai, abbiamo passato tutto agosto a parlare al cellulare, ma da settembre iniziamo a sentirci sempre meno spesso. Non credo che una relazione a distanza funzioni, anche se lui vive a solo un'ora e mezzo di macchina da qui.

Faccio un respiro profondo e chiudo gli occhi, per poi essere svegliata quattro ore dopo dalla sveglia. Fottuta sveglia.

" Amore, alzati!" è la voce di mia madre, che sta continuando a bussare alla porta in modo insistente.

" Sono sveglia" sbiascico alzandomi e andando ad aprire.

Mia madre è davanti a me, ancora in camicia da notte e ciabatte, il sorriso in volto e gli occhi stanchi. " Oggi ti accompagna tuo padre. Ho un appuntamento tra un'ora e devo essere in consultorio in tempo"

" Ok" sbadiglio. Torno in stanza e mi infilo il mio ennesimo monotono paio di jeans e una canottiera leggermente larga. Vado in bagno per lavarmi la faccia e domare i capelli, che durante la notte lego sempre in una treccia. Dovrei tagliarli, sono cresciuti e ora mi arrivano a metà schiena.

Mi guardo nello specchio, il volto pallido e le occhiaie sotto gli occhi. Che bello, inizio la scuola come un cadavere. Scendo di sotto e vado nel bagno di mamma e cerco di coprirmi le occhiaie con del fondotinta.

" Caterina" chiama mia madre dalla cucina.

Io esco e vado verso di lei, mentre l'odore di caffè e uova ( mio padre) mi assale ricordandomi che ho fame, ma allo stesso tempo mi fa venire la nausea.

Chiara, l'ultima arrivata della famiglia, è sul seggiolino e mangia i suoi Plasmon. Ne prendo uno e inizio a sgranocchiarlo, facendo arrabbiare la piccola.

" Ehi" sbadiglia Leonardo entrando. Ha i capelli castani ancora scompigliati ed è ancora mezzo addormentato.

" A che ora sei rientrato?" chiede mia madre

Leo alza le spalle. " Bho, non lo so. Quando ha suonato la vostra sveglia?"

" Alle sette"

" Io sono rientrato mezz'ora prima" risponde semplicemente Leonardo, facendo sospirare mia madre. Ormai gli ha fatto talmente tante ramanzine che ci ha rinunciato.

" Dove hai passato la notte?"

" In una discoteca a drogarmi dietro il cassonetto dei rifiuti!" risponde sarcastico. " Dove vuoi che sia stato? Ho passato la notte da Erika, i suoi erano fuori"

" Buongiorno famiglia" saluta papà entrando in cucina tutto vestito e pronto per il suo lavoro da dentista.

" 'Giorno pa' " salutiamo.

" Cate oggi non hai fame?"

" No, passo"

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