Mi ci volle un po ad abituarmi al mio "nuovo stile di vita".
Usciti dall'aeroporto ero riuscita a scampare ad una mattina di festeggiamenti a casa di Calum, perché in realtà non ero proprio in vena di festeggiare.... che cosa poi?
No, non c'era proprio nulla da festeggiare.
In più Jessica si era subito messa a toccare e a provarci con Luke, e non mi andava di avere davanti agli occhi quella scena per tutto il tempo.
Così ero andata nella mia "nuova casa" con Marie, dove avrei dormito nella stanza degli ospiti accanto alla sua.
La situazione mi mise un po a disagio all'inizio, ma dopotutto conoscevo Marie e la sua famiglia da una vita. In pochi giorni furono sbrigati i documenti necessari a completare il mio "trasferimento", visto che si trattava di una vera e propria adozione, ma io non avrei mai potuto vederla in questo modo.
Per alcuni giorni non andai a scuola, perché ero ancora piuttosto scossa dal trauma che avevo subito.
Quando il venerdì seguente tornai a scuola mi sembrava fosse passata un'eternità dall'ultima volta che ci avevo messo piede.
Entrai come se fosse il mio primo giorno, e a quanto pare ero già lo zimbello dell'intero sistema scolastico.
Avevo lasciato il nomignolo di "troia" di turno per essere la "sfigata orfanella" della scuola.
Abbassai la testa cercando di nascondermi il viso con i capelli ma così facendo non mi accorsi di essere andata a sbattere contro qualcuno. Ancora. Solo che questa volta chi mi ritrovai davanti non era Luke, bensì Jessica.
No, cazzo.
-Scusa- biascicai, ma ovviamente i miei tentativi di filarmela furono vani.
-Ehy, troietta, guarda un po dove cammini.- mi disse con la sua voce petulante girandosi verso di me.
Troietta? Detto da lei proprio non lo accettevo.
Non so da che parte di me uscì il coraggio che mi fece pronunciare le parole successive, quasi involontariamente.
-Ma senti da che pulpito...-
Lei mi guardò spalancando gli occhi e sbattendo le lunghe ciglia come se no avesse capito bene. Non se l'aspettava. Già, neanch'io, pensai. Ma ero decisa a farmi valere per una volta, senza badare al capannello di gente che poco a poco ci stava giá accerchiando.
-Scusa, cosa hai detto?- domandò retoricamente.
Sbuffai, e lei mi guardò ancora più male. -Non azzardarti a sbuffare in quel modo davanti a me!-
-Altrimenti che fai?- la sfidai facendo un passo avanti -mi chiami di nuovo troietta? Certo tu sei esperta in questo no? È la cosa che ti riesce meglio, essere troia. Apparte sparare cazzate, con quella tua vocetta da gallina- le dissi, cercando di fissarla negli occhi.
La vidi accigliarsi e poi, proprio quando pensavo che avevo vinto io, mi si scagliò contro.
Fui presa totalmente di sprovvista quando mi spinse all' indietro tirandomi per i capelli.
-Troia sarà tua madre, sfigata. Peccato che è morta giusto? E come è morta? Troppo lavoro di notte le ha fatto male? O si drogava anche lei insieme a tuo padre? Scommetto che è così, vero?-
Quelle parole furono un colpo basso. Una coltellata al petto, un pugno nello stomaco.
Quello faceva davvero male. Non mi resi bene conto di quando la mia mano atterró sulla guancia di Jessica, ma lo fece. E poi ancora un'altra volta, e ancora.
Ero infuriata, e avrei continuato a prenderla a schiaffi se due braccia non mi avessero afferrato da dietro e trattenuta.
Era Ash
-Basta, Soph, smettila ora- disse bloccandomi i movimenti delle braccia. Jessica mi guardava con una faccia allibita e si teneva la guancia con la mano.
-Jess? Cosa succede?- sentii poi una voce femminile da dietro Jessica, la quale si voltò e strepitó come una gallina in fin di vita: - È tutta colpa di questa stronza, ragazze... mi ha... picchiata!!- urlò. La voce apparteneva ad un aragazza alta e mora, con la caenagione scura e grandi occhi color nocciola, affiancata da una bionda più bassa e piccola. Le avevo già viste in giro, quasi sempre in compagnia di Jessica, e credevo fossero le sue migliori amiche. -Fecero un passo avanti guardandomi sprezzante, mentre lei si ricomponeva. -Andiamo, Jess, perché continui a perdere tempo con questa sfigata?- disse la mora, e se non fosse stato per Ash probabilmente sarei saltata addosso pure a lei.
Jessica si lisciò i capelli sulle spalle, dopodiché, senza neppure guardarmi, lanciò un'occhiata alle due amiche, e se ne andò a testa alta.
In quel momento tutte le energie di poco prima mi abbandonarono il corpo, e sentii la voragine ancora aperta nel mio petto allargarsi al ripensare delle parole di Jessica.
Mi pietrificai quando vidi Luke, che se ne stava lì in piedi a fissare la scena con uno strano sguardo divertito.
Rimasi ferma per un po, semipiegata tra le mani forti di Ash. Quando mi resi conto che ancora mi stava stringendo le braccia mi divincolai e lui mi lasciò fare.
Presi lo zaino e mi diressi a grandi passi verso l'entrata.
Mi fiondai in bagno e mi chiusi la porta di un gabinetto alle spalle, per poi accasciarmici contro.
Cominciai a singhiozzare, all'inizio silenziosamente poi sempre più violentemente, senza curarmi minimamente del suono della campanella che segnava l'inizio delle lezioni. Era la seconda volta che mi succedeva, pensai. Quello non era proprio il modo migliore per il mio rientro.
-Che giornata di merda. Che giornata di merda!- urlai, ma senza farmi sentire, sbattendo un pugno sulla porta del bagno. In realtà la giornata non era ancora finita, anzi era appena iniziata, e già volevo tornare a casa. A casa di Marie, cioè.
Stranamente, ma fortunatamente, nessuno venne a cercarmi. Meglio così.
Quando finalmente suonò la campanella della ricreazione decisi di uscire dal bagno, prima che i gabinetti cominciassero a riempirsi.
Mentre andavo nel giardino della scuola mi guardai intorno alla ricerca di Alicia, ma quando non la trovai lasciai perdere e andai a sedermi sotto un piccolo albero, abbastanza isolato dagli altri.
Cacciai la mia merenda dallo zaino ma rimasi interi minuti a fissarla senza toccarla, perché non avevo per niente fame.
Ad un certo punto vidi qualcuno venire a sedersi sull'erba davanti a me.
-Come mai tutta sola, piccola? -
Quella voce. Mi faceva venire le farfalle nello stomaco ogni volta, e stavo cominciando ad abituarmi piacevolmente al fatto che mi chiamasse piccola.
Alzai le spalle abbozzando un sorriso timido guardando per un secondo Luke, che mi fissava con le sopracciglia bionde alzate. Era terribilmente bello, dovevo ammetterlo, e fu dura non incantarmi a fissarlo come un'idiota
Mi strinsi tra le braccia e abbassai il capo, muovendomi a disagio sull'erba. Sentivo i suoi occhi puntati su di me, ma cercai di far finta di niente.
-Vieni qua- disse ad un certo punto, sorprendendomi. Cosa??
-C-cosa?-
-Vieni qui dai. Ti faccio compagnia io- sorrise sornione.
-N-no... posso restare anche qui.- balbettai, ma sapevo che era inutile tentare di riufiutare Luke, infatti nel momento stesso in cui pronunciai quelle parole lo vidi alzarsi e venire verso di me.
Lo guardai interdetta e preoccupata di quello che stava per fare.
-Cosa fai?-
Per tutta risposta Luke si sedette dietro di me, con la schiena appoggiata al tronco dell'albero, e mi attirò da dietro tra le sue gambe. Ebbi un sussulto quando il mio corpo si scontró con il suo e sperai con tutte le mie forze che lui non se ne fosse accorto.
Ovviamente però sí, se ne accorse perché avvolse le braccia intorno alla mi vita e si avvicinò ancora di più, con la testa appoggiata alla mia spalla.
-Problemi se sto un po qui con te?- sussurrò, e potei sentire il suo alito caldo sul mio collo.
-N- no, bhe... no- farfugliai super imbarazzata.
-E allora perché stai tremando?-
Abbassai lo sguardo e mi accorsi che in effetti stavo tremando, e avevo anche la pelle d'oca.
Mi ricordai di quando mi aveva fatto la stessa domanda la seconda volta che ero andata a casa sua, e pensai che forse lo aveva fatto apposta a domandarmelo di nuovo. Perché sapeva fin troppo bene qual era la ragione.
-Non sto tremando- cercai di dissimulare.
-Ok, allora è la terra sotto di noi che sta... vibrando?-
Non potei non ridere a quella affermazione, ma mi fermai subito.
-Hai freddo? - continò, e a quel punto mi sembrò chiaro che stesse ripetendo la stessa scenetta di qualche giorno prima. In effetti faceva un po freddo, ma non era certamente per quello che stavo tremando.
-No... sto bene- azzardai. Adesso credevo di stare anche sudando.
-Quindi sono io?- sussurrò, e mi vennero i brividi al contatto delle sue labbra sul mio orecchio.
Mi immobilizzai e non seppi cosa rispondere, ma "fortunatamente" in quel momento passò un gruppo di ragazze del primo anno, che vedendoci cominciarono a ridacchiare e ammicare verso Luke, che però non le calcoló molto, apparte una breve occhiata al loro fondo schiena. Che schifo, pensai.
-Devo ammettere che non conoscevo questo tuo lato aggressivo- disse poi Luke, riferendosi alla mia lite con Jessica, e da un lato fui sollevata dal fatto che aveva cambiato argomento. Eppure solo a pensare allo spettacolo che avevamo dato in cortile questa mattina mi venne voglia di sotterrarmi. Probabilmente il mio corpo rispose ai miei pensieri, perché mi spinsi in giù scivolando più in basso tra le gambe di Luke, trovandomi così con la testa appoggiata al suo ventre.
Dio com'era bello stare in quella posizione con lui. Avrei voluto che quel momento non potesse mai finire.
Luke non fece commenti maliziosi o cose del genere e lo ringraziai mentalmente di questo. Già era abbastanza imbarazzante farmi vedere in quella posizione con lui da tutti gli studenti che passavano davanti a noi, ma era anche così piacevole che non ebbi la forza di allontanarmi da lui.
-Mi sono perso la scena però- commentò.
-Potrei sempre rifarlo- borbottai io, pensando a quanto odiosa era Jessica.
Luke rise sopra di me e io alzai la testa per guardarlo. Non l'avessi mai fatto. Mi incantai a guardare i suoi occhi azzurri cristallini su quel volto così perfetto, e mi persi completamente nel suo sorriso.
-Mmm... in teoria sarebbe maleducato fissare- disse ad un certo punto mordicchiandosi il percieng nero.
Spalancai gli occhi e poi abbassai di scatto la testa stringendo le palpebre. -scusa- dissi in un soffio.
Rise di nuovo ma non rispose.
-Non capisco perché la odi tanto- commentò a bassa voce. Rimasi esterrefatta da quell'affermazione. -Sei serio?- domandai incredula.
-Sì, sono serio. Cosa ti ha fatto di male?-
-La domanda- lo interruppi io continuando a guardare dritto davanti a me come per focalizzare il mio discorso -è come tu faccia a non odiarla. Insomma, non mi ha fatto niente di male, ma da quando ho messo piede in questa scuola sembra ce l'abbia con me per qualche strano motivo. E non so se ti ricordi che mi ha picchiato davanti a..
-Sei stata tu a picchiare lei, veramente.. - mi ricordò Luke, ma io continuai.
-Si bhe, non importa. Avevo i miei motivi. Lei è... Si crede il centro dell'universo solo perché è bella e popolare, ed è una stronza. E unl egoista, antipatica, vanitosa e..
-E brava a letto- mi interruppe di nuovo Luke. Rimasi scioccata da quelle parole. Mi alzai di colpo con la schiena da sopra di lui e lo guardai con le sopracciglia alzate e la bocca spalancata: non poteva averlo detto davvero.
Lui mi guardò per qualche secondo e poi scoppiò a ridere.
-Dai sto scherzando!- disse ridendo vedendo che continuavo a fissarlo con espressione disgustata.
Gli tirai un pugno sulla pancia, e lui per tutta risposta mi afferrò le spalle e mi fece di nuovo stendere tra le sue gambe.
Decisi di lasciar perdere il mio discorso e di cancellare l'ultima crase di Luke, sperando stesse davvero scherzando. Non c'era davvero andato a letto, vero? O sì?
In ogni caso, perché diamine avrebbe dovuto interessarmi?
-Posso sapere comunque perché vi siete picchiate? Tu e Jess?- esordì Luke.
Jess... la chiamava Jess anche lui?
Certo, è la sua fidanzata. Era vero. Era la sua fidanzata. O quello di più simile per lui ad una fidanzata.
Era per questo che la difendeva sempre e non la odiava. Ed era per questo che probabilmente sì, c'era davvero andato a letto, magari più di una volta.
Quindi... io ero seduta lì sull'erba a parlare e ridere con il ragazzo di Jessica, riflettei.
In quel momento mi resi conto di quanto tutto questo fosse sbagliato, questa specie di rapporto con quel ragazzo lunatico che prima era arrogante e il minuto dopo era dolce e mi abbracciava sotto un albero per farmi compagnia.
Improvvisamente raccolsi il mio zaino e mi alzai, sebbene a malincuore, pulendomi i jeans dell'erba.
-Cosa stai facendo? - mi chiese Luke.
-Me ne vado- risposi io, cominciando ad allontanarmi, ma in un attimo Luke mi fu accanto e mi fermò tirandomi per un polso.
-Perché te ne vai, ora?-
Cosa potevo dirgli?
-Perché... tra poco c'è lezione e devo andate in classe- dissi.
Mi lasciò il polso e sospirò.
-Stasera esci con me-
Cosa?? Ecco. Proprio quello che dicevo riguardo al suo bipolarismo.
-No!- esclamai.
-E invece sì- ribatté avvicinandosi.
Volevo contestare ma le parole mi morirono in gola a causa della sua vicinanza. E poi non ero affatto brava a contestare nulla di quello che Luke mi diceva.
-Tranquilla. Ti porto in un posto... carino - disse a bassa voce alzandomi la testa afferandomi con il pollice e l'indice il mento in modo che lo guardassi negli occhi.
Dopodiché mi diede un colpetto con il dito sul naso e se ne andò sorridendo, oltrepassandomi.
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Cure || Luke Hemmings
Casuale"Se avessi saputo che quella sera non mi avrebbe raccontato neanche la metà dell'oscura verita in cui lui e gli altri erano coinvolti, e avessi potuto immaginare cosa stava succedendo a casa, in quel preciso momento, non sarei restata. Ma non potevo...
