Mentre ci allontaniamo la tensione e il silenzio sono tangibili. Nessuno di noi fiata. Roger e Millicent precedono me e Hunter alla ricerca di un posto da cui poter guardare il film. Cerchiamo di camminare marginalmente in modo da non disturbare le altre persone. Stiamo camminando da ormai un paio di minuti quando Millicent e Roger si voltano quasi saltando verso di noi: "Oh mio Dio!" esclamano "Testa di fuoco, oh mio Dio!"
Si avvinghiano al mio collo in un abbraccio che potrebbe stritolarmi: "Sei stata magica." sentenziano guardandomi. "Non posso crederci che tu abbia parlato loro in quel modo!" esclama Millicent portandosi le mani alla bocca. "Oh mio Dio! Glie le hai cantate proprio.." scoppia a ridere con gli occhi lucidi.
"Non ho fatto niente di speciale, ma vi ringrazio." ridacchio. Fatico a condividere la loro gioia. Sentirli parlare così per me è stata una vera e propria delusione. Speravo che potessero essere diversi da ciò che tutti li hanno sempre descritti,e , più di qualsiasi altra cosa, speravo che Harry potesse essere diverso. Mi sbagliavo di grosso, ma almeno l'ho capito.
"Sei stata magnifica invece." continua Hunter stringendomi un po' di più la mia mano. Non posso fare a meno di abbassare lo sguardo verso quel punto e rialzare gli occhi sorridenti verso di lui. Questo suo gesto, e il fatto che non mi abbia mai lasciato la mano mi addolcisce e mi fa capire che non ho bisogno di forzare nessuna amicizia, perché se mi impegno a coltivare quelle che già ho qui allora non sarò sola.
"Beh, vi ringrazio." sospiro "Ma dovremmo trovare un luogo da cui vedere il film, la proiezione è appena iniziata." indico lo schermo bianco. Loro annuiscono e frettolosi trovano un punto marginale dove stendere una coperta. Prendiamo tutti posto: "Milly, posso darti la mia giacca se desideri." si offre Hunter, ma lei declina con un sorriso.
Sediamo uno accanto all'altro: Roger, Millicent, Hunter e io.
Il film proiettato è Nightmare, e non avendolo mai visto cerco di farmi prendere dalla visione. Mi risulta però molto difficile: la mia testa continua a correre a quello che è successo poco fa e non posso fare a meno di dispiacermi per la piega che le cose hanno preso. Per un attimo mi ritrovo a desiderare che Jayden non avesse aperto bocca, ma d'altro canto se non lo avesse fatto non avrei capito in mezzo a chi mi trovato. Eravamo tutti a disagio, ad eccezione di Gwen ed Harry. E poi, a sommarsi a tutto, c'è stato il suo comportamento autoritario. Con che coraggio chiedermi, anzi, impormi, di seguirlo da qualsiasi parte. Se solo l'avesse chiesto in un altro modo, se avesse modi meno bruschi e maleducati..
Serro gli occhi cercando di cancellare il pensiero di lui dalla mia mente: non ha senso che io lo pensi in continuazione, che la lingua batta su quel dente dolente in continuazione. Non riesco a tenere fede alla promessa che ho fatto a me stessa, ovvero a quella di stargli lontano. D'altro canto, però, pare che nemmeno lui sia molto propenso a smetterla di ficcare il naso nei miei affari.
Hunter avvolge le mie spalle con il braccio: gli rivolgo un sorriso. Il cuore mi batte un po' più veloce, ma non per le ragioni per cui dovrebbe. Questa sua vicinanza non mi dispiace, non del tutto, ma in questo preciso momento mi ritrovo a desiderare che non mi baci. In più, a rendere il tutto ancora più terribile c'è il fatto che mentre lui cercava un modo per farsi più vicino a me io stessi pensando a un altro.
"Hai mai visto questo film?" mi chiede.
Scuoto la testa: "Mai." rispondo e mi sembra una buona scusa per distogliere il volto dal suo e fare finta di essere presa dal film. Il suo braccio si fa più stretto attorno alle mie spalle, e capisco le sue buone intenzioni, ma in questo momento vorrei solo essere distante, non è quello che voglio. "Credo che andrò a prendere dei popcorn." sussurro poi. Noto l'espressione sorpresa sul suo volto, ma mi alzo senza dargli la possibilità di dire o fare nulla: "Volete qualcosa?" domando a Millicent e Roger. Loro annuiscono e quindi io mi alzo dirigendomi verso il baracchino dei popcorn.
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Sheol
FanfictionTra le macerie di un posto che cadeva a pezzi non ci eravamo resi conto che quelli più distrutti eravamo noi. Noi che cercavamo di salvarci dai nostri demoni, noi che tentavamo, invano, di tenere nascosti i nostri segreti, noi che ci imponevamo di n...
