"Allora? Qual è il piano Harry? Come procederemo?" Sean ammicca verso l'amico non appena scendiamo nella chiocciola.
Harry si sta allenando alla solita sbarra, solleva il suo peso, la presa ferrea delle mani sull'asta di metallo, e il suo corpo tonico che viene sollevato. Quando si accorge di noi salta allontanandosi dalla sbarra. Ci guarda, il suo petto si solleva e si abbassa, imperlato di sudore, la pelle abbronzata ricoperta di tatuaggi, i capelli selvaggi che tenta di sistemare alla meglio passandoci la mano.
Sorride in modo sghembo verso l'amico. "Ci sono tutti allora?" chiede mentre fa un cenno verso Sean e me. Io deglutisco, spero non troppo rumorosamente, e mi sposto in modo da lasciare che anche gli altri ragazzi possano scendere.
"Bene." sospira il ragazzo riccio mettendosi a sedere sulla panca.
"La squadra al completo." dichiara Jayden che continua a sgranocchiare noccioline. "Bene, Harry: ora o mai più." ridacchia mettendosi a sedere sulla sedia girevole, Ginger gli si siede in grembo, Gwen sulla scrivania, Sean si appoggia alla libreria. Io decido di camminare intorno a questa bolla di vetro, leggermente a disagio per quello che potrebbe dirci Harry.
"Sapete bene tutti che sono stato via per alcuni giorni. D'altronde avete anche dovuto coprirmi." sospira il ragazzo appoggiando i gomiti alle ginocchia ed incrociando le mani davanti a sé. Tutti lo guardando ed io guardo tutti: mi domando cosa porti Harry ad essere sempre così sicuro di sé stesso. È chiaro che è consapevole del proprio carisma, ma questo non è tutto: lui sa usarlo, sa gestire l'attenzione che gli altri gli danno. Beve da quella coppa un poco per volta di modo da non sembrare solo un arrogante ma un leader. È calmo, freddo, distaccato.
"Ho dei dubbi su quanto siamo stati bravi." sospira Gwen "È chiaro che Arthur non crede ad una parola di quello che gli diciamo." Harry la guarda ed annuisce.
"Lo so, me lo ha detto apertamente." prende una grande boccata d'aria. "Mi fido ciecamente di lui, per tutti noi è un padre ma non possiamo rischiare di mettere in pericolo né lui né noi stessi. Non dopo quello che ho scoperto."
"Che sarebbe?" domando quando tutti gli altri si zittiscono.
"Che Amedeus Snyder sta davvero mettendo in piedi un esercito di Mutati."
Sean non riesce a controllare la sua rabbia e calcia con forza una sedia vicina a lui: "Che il diavolo se lo porti!" ringhia tra i denti. "Come hai fatto a scoprirlo?" domanda subito dopo.
Osservo il volgò di Jayden, Gwen e Ginger: sono pietrificati. Nessuno di loro si aspettava una notizia del genere, è chiaro. L'idea che un pericolo simile incomba su di noi, su tutto ciò che conosciamo, mi terrorizza. Riporto gli occhi su Harry: "Questo ancora non posso dirvelo." bisbiglia.
"Al diavolo Harry!" sbraita Gwen scattando in piedi "A cosa servono tutti questi segreti? Non dobbiamo dire nulla ad Arthur, e tu non puoi dire nulla a noi. Questo è un gruppo, non comportarti come se le cose dipendessero solo da te!"
"Non farei nulla che non fosse necessario a tutti noi. Né tanto meno vi nasconderei qualcosa di essenziale. Non c'è niente che dobbiate sapere oltre al fatto che Snyder sta organizzando i suoi mutati. Gwen- la richiama con tono fermo quando lei inizia a sbuffare, lo osserva, anche se di malavoglia - ho mai fatto una mossa sbagliata?"
Lei non risponde, la tensione potrebbe tagliarsi con un coltello: "Se qualcuno di voi non è contento con l'operato basta che lo dica." continua Harry "Non mi diverto a girare nei sobborghi di York, ne in nessun altro stramaledetto buco d'Inghilterra. Credevo che fossimo tutti d'accordo con la strategia del 'si espone solo uno perché tutti gli altri sono troppo preziosi'."
"Tutti noi confidiamo in te, Harry." interviene Jayden con voce sicura. "Non m'importa come hai avuto l'informazione, m'importa che probabilmente a beve arriveremo ad aver a che fare con dei fottuti mostri." e lancia un'occhiata a Gwen, tentando di farla ragionare.
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Sheol
FanficTra le macerie di un posto che cadeva a pezzi non ci eravamo resi conto che quelli più distrutti eravamo noi. Noi che cercavamo di salvarci dai nostri demoni, noi che tentavamo, invano, di tenere nascosti i nostri segreti, noi che ci imponevamo di n...
