Chapter 22

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Da quanto annunciato da mia madre ieri sera, oggi verranno Davide, il compagno di mia madre, e Emma, la figlia.

L'incubo sta per avere inizio.

'Vivranno qui' ecco cosa mi ha detto.

Tra me e Genn le cose non vanno bene, non gli ho ancora spiegato niente, ogni volts trovo una scusa diversa, 'devo studiare' 'adesso non posso' 'devo uscire con Alice' 'aiuto mia madre' e cose del genere.

Mi vesto con un maglione nero, dei jeans con lo strappo sul ginocchio e le all star nere.

Il campanello suona.

'L'incubo sta iniziando' penso.

Scendo le scale e vedo un signore alto e magro.

Capelli marrone scuro, ed è già tanto se ne ha di capelli per la sua età, occhi verdi e un bel sorriso, devo ammettere.

Dietro il signore, c'è una bambina stupenda.

Capelli lunghi fino alle spalle, lisci e con la frangetta, occhi verdi come il padre e un sorriso insicuro.

Da quanto mi ha detto mia madre ha solamente dieci anni, quindi chissà come l'avrà presa lei.

Ma un attimo, secondo i miei calcoli se l'uomo ha tipo cinquanta anni, ha fatto quella bambina quando ne aveva quaranta, potrebbe essere mia figlia, no? Alla fine ho diciotto anni.

'Piacere, Allison' porgo la mano all'uomo con un sorriso.

'Piacere, Davide' mi stringe la mano e poi parlo alla ragazzina.

'Ciao, io sono Allison, come ti chiami?'
'Emma' sorride.

La prendo per mano e la faccio sedere sul divano.

Parliamo un po' e poi la convingo a uscire fuori per giocare.

'Noi andiamo fuori' dico a mia madre che si trovava in cucina con Davide.

'Non rompere nessuna finestra!' risponde seria mia madre, puntandomi il dito contro.

'Nemmeno tu, signorina' dice Davide, indicando Emma.

'Mai fatto!' rispondiamo contemporaneamente.

'Adesso ti faccio conoscere un po' di vicini'

Le prendo la mano e andiamo verso casa di Alessio.

Scende e mi viene incontro, abbracciandomi e dandomi un bacio sulla guancia.

'Emma, lui è Alessio il mio migliore amico, Alessio lei è Emma'

'Ciao' risponde Emma muovendo la mano, era così tenera.

Alex si inginocchia e inizia a parlarle, sono così carini.

Prendo il telefono e scatto una foto.

'Ehi cosa fai?' domanda Alex, alzandosi.

'Niente, dai andiamo'

Prendo tutti e due per mano e ritorniamo nel giardino di casa mia, dove giochiamo a calcio.

'Allis'

Mi giro e vedo Genn, non era proprio il momento.

Apre il cancello e si avvicina a me.

'Ciao Genn. Lei è Emma'

'Ciao, io sono Gennaro, ma chiamami Genn'

Gli mostra uno dei suoi sorrisi più belli.

'Ciao, vuoi giocare a calcio?' chiede la piccola in tutta tranquillità.

Alle 5:00, Davide ci richiama e ci dice di rientrare, così da farci una doccia e poi mangiare.

Saluto Alex con un bacio sulla guancia e Genn con un cenno con la testa.

*un nuovo messaggio*

Da Genn:
Sia chiaro, dobbiamo parlare.
E basta con le scuse.
Ok?

A Genn:
Va bene.
Appena posso te lo dico.

Faccio prima lavare Emma e poi mi lavo io.

Alle 7:00 scendiamo al piano di sotto e mangiamo.

Davide mi fa un po' di domande per conoscermi meglio e io faccio lo stesso.

Lavora come registra, se non ho capito male, e gli piace suonare il piano.

'Mi insegnerai a suonare il piano?' chiedo dolcemente, come una bambina quando vuole un giocattolo nuovo.

'Certamente' mi risponde con un sorriso.

A Genn:
In questi giorni penso sia difficile parlare, data la situazione in casa mia.

Da Genn:
Perchè ancora tutte queste scuse. Porca puttana, non so nemmeno cosa sta succedendo a casa tua perchè non me lo vuoi dire.

A Genn:
È tutto un casino. Tanto avrai già un passatempo.

Da Genn:
Cosa vuoi dire.

A Genn:
Non ora. Ciao.

Da Genn:
Ti aspetterò.

'Caro diario, il mese di Marzo è tutto un casino. Non ci sto capendo più niente. Non so cosa siamo io e Genn, ma so che è tutta colpa mia.'

Urban Strangers.||Genn ButchLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora