XXI - You're not alone

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CECILY/ARIANNE

- Arianne, pensavo stessi dormendo -

Mi girai di scatto. La chioma bianca di Xander spiccava nella notte buia, mentre gli occhi neri come il petrolio mi scrutavano curiosi. Non l'avevo sentito avvicinarsi, era stato silenzioso come il vento.

- E io pensavo fossi con Kara. L'hai piantata in asso fratellone? Che comportamento disdicevole - ridacchiai. Di rimando mi diede un colpetto alla spalla e subito dopo mi tirò a sé con un braccio. Mi trovai stretta in un abbraccio caldo e familiare, capace di cancellare via qualsiasi preoccupazione.

- Ah, la mia sorellina simpatica - sospirà posandomi un bacio leggero sulla fronte - Kara è crollata, la missione di oggi l'ha sfinita -

Xander cambiava totalmente quando parlava di lei: vedere mio fratello innamorato era uno spettacolo a cui non avrei mai rinunciato. Era felice, davvero. A volte l'amore che emanava era talmente palpabile da sembrare fastidioso, ma se lo meritava, dopotutto aveva una responsabilità sulle spalle non indifferente.

- Non ho sonno - mormorai rispondendo alla domanda che mi aveva fatto - è colpa di Elijah e James. Mi continuano a prendere per il culo perché non sono mai salita su una moto e io li ho pestati - cercai di rimanere seria ma era impossibile. Quei due erano tanto fastidiosi quanto simpatici e, volente o nolente, ti ci affezionavi per forza.
Xander sospirò e si sedette, trascinandomi con lui.
- Sei il loro giocattolo preferito - scherzò.
Emisi un verso strozzato e lo colpii alla spalla - Ma ti prego -
Xander scoppiò in una risata fragorosa che mi contagiò; forse era vero, quei due mi trattavano come la loro personale bambola, solo perché ero "piccola e tenera" a detta di Elijah. L'atmosfera si fece improvvisamente tesa quando mio fratello tornò serio. Gli lanciai un'occhiata e lo vidi passarsi una mano tra i capelli candidi.
- Arianne... -
- Cosa c'è? È arrivato il momento in cui mi dirai che sono grande, che devo stare attenta e che da un grande potere derivano grandi responsabilità? O per controllare che la mia virtù sia intatta? - ridacchiai per sdrammatizzare.
- Come fai a citare Spiderman e parlare della tua castità nella stessa frase? Solo tu ce la fai, giuro - cercò di trattenere una risata - Ma no, non voglio parlare delle tue attività ricreative, anche se sono tenuto ad avvertirti come fratello maggiore... -
- Ti prego, non oggi - alzai gli occhi al cielo e lui ridacchiò.
- Ah sorellina, anche io ti voglio bene - mi fece l'occhiolino e poi tornò serio.
- Non ci girerò intorno, perciò ascoltami bene: voglio che tu sia l'Alpha sostituto se un giorno io dovessi venire a mancare prematuramente -
Ci misi qualche istante per metabolizzare quello che aveva detto.
Mi aspettai che partisse a ridere urlando 'scherzo!' ma non accadde.
- Sei serio? - chiesi incredula. Non me l'aspettavo davvero.
- Mai stato più serio - e lo era veramente.
- Perché io? Insomma, ho solo quindici anni e non sono neanche la più forte, c'è Elijah e c'è James, poi Jeremiah, Kara... potrei farti un elenco. Per non parlare di Kalar: preferirà mangiare vetri piuttosto che obbedirmi, siamo onesti -
Lo sguardo di Xander era assente, guardava davanti a se come perso nei suoi pensieri.
- Tu sei la persona giusta - sussurrò.
- Perché io?! - sbottai irritata perché non mi dava una risposta.
Xander si mise sulle ginocchia e scivolò davanti a me, appoggiando le mani sulle mie spalle e incollando gli occhi ai miei, nero nel nero.
- Arianne, tu sei mia sorella, sangue del mio sangue. Sei forte e intelligente, sei capace quanto me di guidare un branco. Se dovessi mancare, non penserei altroche a te al mio posto - disse deciso.
- Ma tu non morirai, vero? - sussurrai come se fosse una cosa certa.
- Arianne, sono un Alpha, la mia posizione sarà costantemente minacciata e questo implica l'alone della morte come una cara amica da andare a braccetto -
Emisi un verso strozzato per impedire alle lacrime di scendere, perché per la prima volta pensai a un mondo senza mio fratello, senza la parte più importante del mio cuore.
- Ma ciò non significa che trascurerò il mio compito. Sono tuo fratello e ti proteggero fino al moo ultimo respiro, finché le forze me lo permetteranno. Tu sei più di una sorella, tu sei la mia vita, Arianne, e ti prometto che non ti lascerò. Tu non sarai mai sola -

E invece mi aveva abbandonata.
E anche Simon.
Ero sola.

Mi svegliai lanciando un grido potente. Gli avvenimenti precedenti iniziarono a muoversi nella mia mente come un tornado, facendomi perdere la testa. La faccia di Simon, la ferita sul suo petto, il ghigno di Kalar e poi ancora mio fratello,prima sorridente poi in un mare di sangue. Gridavo per scacciare quei pensieri, per spedirli fuori dalla mia testa e magari addormentarmi per non svegliarmi più.
Se perdere mio fratello era stato come venire pugnalata con mille coltelli, perdere Simon diede il colpo di grazia.
Senza rendermene conto scivolai dal letto e urtai il comodino. Dei passi pesanti corsero super le scale e la porta della stanza si aprì sbattendo.
- Lily! Oddio! -
Chi era Lily? Ah giusto, Cecily. Era il nome che Simon aveva scelto per me.
Davanti a me stava una ragazzina, dal volto dolce deformato da una smorfia di preoccupazione e tristezza.
Riconobbi Sophie dagli occhi azzurri vividi nonostante l'atmosfera drammatica. Venne spostata indietro da un ragazzo biondo, alto e con gli occhi castani coperti da una spessa montatura nera.
- Arianne, sono Chester. Ascoltami, va tutto bene, ti devi calmare. Shh stai tranquilla, ci siamo qui io, Sophie e gli altri -
Prese a cullarmi tra le sue braccia. Ironico come anni prima lo facevo io quando Kara e Xander ci lasciavano per andare in missione. Chester era cresciuto, e così anche io.
Respiravo affannosamente e non riuscivo ad alzarmi. Dietro a Sophie era appena arrivata anche Bella, gli occhi brillanti rossi dal pianto.
- Richard? - chiesi quasi sussurrando. Se fosse morto anche lui...
- Non sta bene ma è vivo - accennó un sorriso e mi si avvicinò prendendo il posto di Chester.
- Ce la faremo Lily, vedrai. Non sarai mai sola -

Dalla porta entrò una bambolina con i capelli rosso fuoco, che riconobbi subito.
- Rox? -
Accennó un sorriso amaro e poi si fece da parte, lasciando entrare Jade dietro di lei. Nonostante la stazza imponente era ricoperto di bene, così come Bella e probabilmente anche io.
Chiusi gli occhi per scacciare altre immagini di sangue e morte.
- Ti avevo detto di rimanere giù. Sei l'ultima persona che deve vedere. Torna giù, dobbiamo ancora discutere cosa fare con voi - ringhiò Bella minacciosamente calma.
- Non posso. Lo so che non mi vorrà vedere, ma ho bisogno di vedere se sta bene. È tutta colpa mia, è il minimo che possa fare -
Quella voce mi entrò fin nelle ossa. Quando trovai il coraggio di aprire gli occhi, incrociai subito i suoi. Quegli occhi così azzurri da ammaliare, le labbra morbide anche se spaccate, gli zigomi alti ricoperti di lividi e numerose fasce che gli coprivano il corpo. Mi si seccò la gola, il tempo si fermò.
- Isaiah -

Curiosità: Nomi!
Da dove derivano i nomi dei personaggi? Qui alcuni! :)
- Arianne da Arianne Martell (Game of Thrones)
- Chester Cooper da Chester Bennington (Linkin Park) e John Cooper (Skillet)
- Isabelle e Morgenstern da Shadowhunters


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