XXXII - Hey Brother

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Inutile dire la canzone che vi consiglio... (Hey Brother - Avicii)

CECILY

Una parte di me non avrebbe mai voluto alzarsi da quell'angolo di mondo che si era creato tra noi due. L'altra non vedeva l'ora di portare a termine la vendetta che mio fratello meritava. Lì, avvolta dal corpo di Isaiah, la battaglia imminente sembrava provenire da un altro mondo. Tre anni prima avevo giurato a me stessa che nessun uomo mi avrebbe mai più toccata, avevo costruito una barriera che Isaiah aveva sfondato senza troppi problemi. E ne era valsa la pena.

- Se mi fissi così mi metti in imbarazzo - sussurrò senza aprire gli occhi ma sorridendo.

Lo schiaffeggiai sul petto ma restituii il sorriso - Sei una visione particolarmente interessante, piccolo Alpha - 

Isaiah ribaltò con una spinta le posizioni e mi portò sotto di lui. Lo sfidai con gli occhi e lui mi sfiorò le labbra con le sue - Ho una cosa per te - disse contro di me.

Si tirò su di colpo e si alzò dal letto. Lo guardai confusa mentre si muoveva concentrato per la camera. Quando finalmente si trovò quello che cercava si girò con un pacco viola e me lo lanciò tra le braccia. 

- Volevo dartelo ieri sera ma la situazione non era... diciamo che mi hai preso alla sprovvista - disse malizioso raggiungendomi verso il letto e baciandomi dolcemente. Mi accarezzò la guancia delicatamente e prese a giocare con una ciocca scura: me l'aveva ripetuto più di una volta quanto stessi meglio con i capelli scuri perché ero tornata la sua Ombra. Incredibile come quel soprannome mi desse fastidio prima. 

- Non riesco ad aprire il pacchetto così - ridacchiai sulle sue labbra. Lui fece una smorfia e si ritirò.

Non fui molto delicata con la carta, ma in compenso quello che c'era dentro non si era rovinato. Era una collana lunga dal ciondolo rotondo che si poteva aprire come i vecchi orologi. Feci scattare il blocco e divisi le due parti: nella prima c'era una foto di mio fratello con un sorriso smagliante, niente a che fare con quella nella lapide, mentre nella seconda c'erano incisi dei nomi... i nomi del branco che io e lui avevamo creato.

- Cecily, Isaiah, Jade, Isabelle, Richard, Chester, Roxanne, Sophie - lessi a voce alta, ma qualcosa mi bloccò - Hai scritto anche Simon - 

- Ho messo tutti, umani o licantropi. Siamo una grande famiglia, ci siamo trovati nel momento peggiore e ci siamo sostenuti fino a questo momento, aiutandoci senza risorse. So quanto significa Simon per te e no, non sono geloso. Ho sempre ammirato Simon, ma prima ero troppo stupido e orgoglioso per ammetterlo. Ha dato ad entrambi qualcosa per cui andare avanti: a te ha dato una nuova famiglia, a me ha dato te. Rimarrà sempre l'Alpha - 

Lo abbracciai appena terminò di parlare. Mi aveva lasciato senza fiato.

- Ti amo - non ebbi paura a dirlo. Per una volta, non avevo paura di amare qualcuno perché terrorizzata all'idea di perderlo. Non avrei perso Isaiah, avrei fatto il possibile per far si che non accadesse.

- Ti amo anche io, più della mia vita - e vidi un paio di occhi rossi a confermarmelo.


Verso le sei di pomeriggio ci trovammo tutti in salotto. Il piano era uscire con il buio e appostarci vicino al roseto. Non avevo dubbi sul posto in cui ci avrebbe aspettato Kalar: voleva finire dove aveva iniziato. Avevo indossato un paio di pantaloni neri e una canottiera allacciata dietro il collo che mi lasciava scoperta la schiena perché volevo che Kalar vedesse la fenice di Xander. Bella aveva passato il pomeriggio con Richard e dagli occhi rossi si capiva che aveva pianto molto, ma la conoscevo abbastanza per dire che quegli occhi avevano una voglia matta di prendere a calci qualcuno. Jade teneva Rox per mano, in un tacito saluto o addio. Sophie mi fece un sorriso timido accanto a Chester e un cenno di incoraggiamento. Risi quando pensai che la piccola fenice stava aiutando me come io avevo fatto il primo giorno di scuola. Dietro di me Isaiah mi infondeva coraggio e mi donava la sua forza. Si aspettavano tutti qualcosa da me, una parola, un cenno e mi resi conto come loro vedessero in me la sicurezza di Simon ma anche la forza di Kalar.

- Non vi dirò che stasera qualcuno potrebbe non tornare a casa. Siete guerrieri, lo sapete. Non perdete la fiducia in voi stessi anche se sarete privati dei vostri poteri, non sarete gli unici. Io non posso promettervi che le cose andranno bene, a posso promettervi che farò del mio meglio per proteggervi tutti, fino all'ultimo respiro. Siamo un branco - guardai Isaiah e ripetei le sue parole - siamo una grande famiglia. Quelli che avremo davanti sono nemici che prima erano amici: non abbiate paura di provare sensi di colpa, ma ricordate che loro hanno fatto la loro scelta e voi la vostra. Mi dispiace avervi trascinato in questa battaglia, ma é diventata più grande di noi senza che potessimo far nulla: combattiamo per le persone a cui vogliamo bene e per la nostra città. Siate forti e abbiate fiducia in voi. Siamo guerrieri e siamo un branco. Non scordatelo mai - 

Non mi accorsi di aver parlato stringendo la collana di Isaiah, né che la sua mano fosse scesa nella mia schiena. 

- Beh, niente male Lily - scherzò Bella applaudendo scatendando una risata generale. 

Quello era ciò di cui avevamo bisogno. Quando tutti uscirono, solo Chester e Isaiah rimasero dentro. Il primo si avvicinò serio e mi abbracciò come quando eravamo piccoli.

- Arianne, qualsiasi cosa succeda sappi che tuo fratello sarebbe orgoglioso di te -

- Lo so Ches. Tua sorella Kara si vantava sempre dell'intelligenza del suo fratellino. Ti voleva bene. Ti vuole bene - 

Chester sorrise e seguì Sophie fuori.

- Sei pronta? - chiese Isaiah. Annuii - Bene, perchè mi rimane solo una cosa da fare -

Mi sarei aspettata un bacio d'addio, un "ti amo" o qualsiasi altra cosa sdolcinata ma non quello. Tutto ma non quello.

Gli occhi di diamante di Isaiah brillarono di rosso cremisi e poi, come una fiamma, scalarono di tonalità fino al giallo brillante. Rimasi a bocca aperta. 

- Hai... - rinunciato al suo ruolo di Alpha. Non era impossibile ma nessuno l'avrebbe mai fatto.

- Ho ancora molta strada da fare - mi sorrise.

Il suo sorriso fu l'ultima cosa che vidi prima di sprofondare nella dimensione bianca di Simon. Aprii gli occhi e vidi una figura che di Simon non aveva nulla però.

Occhi neri uguali ai miei e capelli bianchi che solo noi Morgenstern potevamo avere.

- Xander? - non poteva essere.

- Ciao sorellina - riconobbi la sua voce calda in un istante. Era lui. Mio fratello. Ero talmente felice e sorpresa che non riuscii a versare una lacrima. Xander si avvicinò e mi abbracciò. Non me lo feci ripetere due volta e mi tuffai tra le sue braccia. Era come essere tornata indietro al periodo più bello della mia vita. 

Sarei rimasta là in eterno, ma mio fratello si staccò dolcemente.

- Arianne, ascoltami, non ho molto tempo. Ti sto per chiedere la cosa più difficile che tu possa immaginare, per questo ho bisogno che tu ti fidi di me. Ti chiedo di fidarti ciecamente, piccola. C'è un modo per ritrovarci, per tornare insieme, per vederci ancora. Per fare in modo che possa succedere ti prego, fa ciò che ti chiedo, ok? -

- Mi fido di te, Xander. Sempre. Farò tutto ciò che chiederai - 

- Allora ricorda queste parole: ti voglio un mondo di bene, ti amo più di quanto tu possa immaginare e al posto tuo farei esattamente le stesse cose che hai fatto finora.

Non uccidere Kalar, Arianne, non farlo. Ti prego - 


Angolo Autrice

Mi scuso per l'enorme ritardo, spero di essermi fatta perdonare.

Questo è il primo lavoro dopo i miei 18 anni freschi freschi di tre giorni fa. 

Diciamocelo: non era questo che vi aspettavate da Xander vero?



The Alpha's WarLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora