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CECILY
- Isaiah - sussurrò lui con un sorriso terrificante quanto folle stampato in faccia - ripeti il mio nome, ripetilo! -
Il ragazzo lo fissò spaesato; tremava e sentiva la mancanza di Jade accanto a lui.
- K-Kalar - disse in un sospiro
- Più forte! Urlalo! - sbraitò l'uomo fuori controllo afferrandolo per il collo.
Al ragazzo vennero i brividi: era da un anno che nessuno lo prendeva in quel modo con quelle intenzioni... no, Kalar non l'avrebbe mai picchiato, lui l'aveva salvato.
- Kalar! - si sforzò di alzare la voce più che poteva - Tu sei Kalar, l'Alpha degli Alpha, l'invincibile! -
L'essere a metà tra un uomo e un lupo diabolico che aveva davanti cominciò a prendere pian piano le sembianze originarie.
- Bravo ragazzo mio, ogni tanto sei utile anche tu - ringhiò alzandosi e lasciandolo solo. Solo.
Isaiah si mise seduto di colpo tossendo: nonostante non fosse la prima volta doveva ancora abituarsi alle visioni.
Da quando avevamo scoperto chi, o meglio, cos'era in realtà e cosa era in capace di fare mi aveva chiesto di scavare nel suo passato per trovare qualsiasi informazione su come sviluppare le sue abilità. Per gli ultimi quattro giorni che rimanevano ci eravamo allenati di giorno per me e di notte per lui. Dormivamo poco, approfittavamo di ogni istante per migliorare qualche tecnica o scoprire qualcosa. Jade e Bella si erano occupati di allenare il più possibile Sophie, mentre Rox e Ches avevano letto da cima a fondo il libro della Luna. Richard ogni tanto ci raggiungeva in palestra in spalla a Isaiah o Jade per poi sedersi e dare un'occhiata ai miglioramenti. Sembrava che più di così non potessimo fare, ma c'era ancora qualcosa che mancava, il tassello principale: Xander. Avevo parlato con Simon diverse volte per imparare a controllare il Demone Lupo anche con l'aiuto di Isaiah, ma non avevo la minima idea se avesse in qualche modo contattato mio fratello nella dimensione che condividevano. Mi fidavo di Simon, ma volevo certezze.
- Cazzo - ringhiò Isaiah continuando a darmi le spalle - Domani c'è l'eclissi e io non ho fatto nessun passo avanti -
Non era vero, ma a quanto pare se n'erano accorti tutti tranne lui. Era diventato più forte e le sue strategie a detta di Jade superavano di gran lunga quelle di Peter. Era un leader nato ed era uno dei tanti aspetti per cui mi faceva impazzire.
- Abbiamo dato tutti del nostro meglio, non c'è più nulla da fare - gli dissi appoggiando una mano sulla sua spalla. Subito reagì facendo guizzare i muscoli e voltando la testa fino ad incastrare i suoi occhi di zaffiro con i miei.
- Devo essere forte abbastanza per proteggere te e gli altri -
- Non ho... -
- Non hai bisogno di essere protetta, lo so, sai badare a te stessa, ma ti proteggerò ugualmente perché... - si bloccò di colpo e con lui il mio cuore.
- Perché? - lo invitai a proseguire.
- Perché sono un Alpha - terminò guarando avanti a sé.
Annuii... delusa? Forse per un attimo avevo sperato che dicesse perché mi amava... che stupida, scacciai immediatamente l'idea dalla testa.
- Vado a farmi una doccia - disse alzandosi e piantandomi là in mezzo al tappeto, incantata a fissare la sua schiena imponente.
Corsi in camera e mi buttai sul letto a peso morto. Ma che cavolo mi passava per la testa? Amarmi? Con tutto il carico di problemi che mi portavo dietro? Ma dai.
Eppure... il giorno dopo sarei potuta morire. O lui. O entrambi.
Chiusi gli occhi per scacciare via quei pensieri, ma il terrore si insinuò sotto pelle. Avevo perso Xander e Simon, sarei morta piuttosto che perdere anche lui perché... l'amavo. Non sapevo quanto tutto era iniziato, fatto stava che non volevo e non riuscivo a stare senza di lui. Era stato una sorpresa, un cambio di programma piuttosto piacevole... estremamente piacevole. Mi aveva fatto provare cose che mai avrei pensato di poter provare dopo la morte di mio fratello e gliene ero immensamente grata.
E, se fossi morta domani, l'avrei fatto senza ripianti.
Ma prima dovevo fare una cosa per me stessa.
ISAIAH
Era come la volta del vestito, stavo di nuovo consumando l'intera riserva d'acqua dello stato pensando a lei. Merda, stavo per urlarle contro che l'amavo. Cosa mi passasse per la testa, non ne avevo idea. Ero un coglione. Un coglione innamorato, ma pur sempre un coglione.
Spensi l'acqua e mi avvolsi un asciugamano in vita.
Sarei potuto morire il giorno seguente. Non potevo confessarle cosa provavo, sarei stato solo l'ennesima persona che l'amava andarsene davanti ai suoi occhi. L'ultima cosa che volevo era che soffrisse per me. Indossai un paio di pantaloni come pigiama e mi sdraiai a pancia in su con lo sguardo dritto verso il soffitto; non avrei dormito, poco ma sicuro.
Passarono una ventina di minuti quando qualcuno bussò alla porta. Pensando fosse Jade aprii senza pensarci due volte.
- Disturbo? -
Non riuscii a capire cosa mi avesse lasciato a bocca aperta sulla soglia, se il fatto che fosse coperta da un paio di pantaloncini cortissimi e una canotta o per il fatto che i suoi capelli erano tornati neri come in carbone, esattamente come la prima volta che l'avevo vista.
La mia Ombra era tornata. Era tornata per me.
Entrò senza aspettare la mia risposta e si fermò in mezzo alla stanza dandomi le spalle.
- Non riesci a dormire? - chiesi avvicinandomi.
- No -
- Incubi? -
- No -
Alzai un sopracciglio e la fissai curioso.
- Non fare quella faccia con me, piccolo Alpha - ghignò mettendosi davanti a me, con i piedi nudi praticamente sopra i miei. Era più bassa di me di circa venti centimetri buoni e quella canotta non aiutava per niente.
- È la mia e so per certo che ti piace così - ribattei malizioso.
Lei ridacchiò e si spostò dandomi le spalle. Mi sedetti sul letto e continuai a fissare il suo corpo ondeggiare davanti a me. No, non aiutava decisamente.
- Per caso nascondi un po' di alcol in giro per casa? -
- No, dato che noi non riusciamo a ubriacarci - risposi ovviamente.
- Se è roba abbastanza forte l'effetto si fa sentire, anche se per poco. Me l'ha detto Bella - disse alzando le spalle.
Era nervosa anche se voleva nasconderlo e di certo non sarebbe stato l'alcol ad aiutarla.
- Vieni qui - le dissi. Mi guardò interrogativa ma si avvicinò ugualmente fino a trovarsi con il ventre davanti al mio naso. D'istinto allungai la mano verso le ciocche nere e presi a giocarci.
- Ombra. La mia bellissima Ombra -
La sentii trattenere il fiato; pensai fosse per il modo in cui l'avevo chiamata, invece poi realizzai dove poggiavano i capelli che stavo accarezzando. Feci per ritirare la mano quando lei riprese a respirare e tuffò le mani tra i miei capelli.
- Morirei piuttosto che perderti - sussurrò.
Fui io a smettere di respirare. Alzai gli occhi e rimasi incantato davanti ai due pozzi neri che brillavano illuminati solo dalla luce della luna attraverso la finestra. Abbassai le mani dal suo seno e le spostai sui suoi fianchi per attirarla vicino a me.
- Non morire per me. Vivi con me -
Non aspettai una risposta e non mi interessavano minimamente il momento e la situazione: l'amavo e questo era quanto.
Mi impossessai delle sue labbra come se fosse l'unica cosa giusta da fare, perché lo era. Rispose subito al bacio gettandomi le braccia attorno al collo e sporgendosi per unire i nostri corpi.
Ansimò sulla mia bocca quando strinsi la presa sulla sua vita e la feci sedere tra le mie gambe; le allungò dietro di me e lei chiuse dietro la mia schiena facendomi ringhiare.
Sentii le sue mani scendere verso la schiena nuda, graffiare ed esplorare le cicatrici della mia infanzia, mentre con la bocca mi spostavo verso il suo collo incapace di fermarmi.
All'improvviso si scostò bruscamente interrompendo il contatto e l'atmosfera che si era creata. Dio, se le avevo fatto del male non avrei mai potuto perdonarmelo.
- Lily, io... -
Rimanendo in silenzio si girò fino a darmi le spalle. Mi alzai di riflesso quando iniziò a sollevare la canotta lasciando la schiena scoperta.
Non indossava nulla sotto, solo un'enorme tatuaggio che le partiva dalle scapole fino all'inizio dei pantaloncini.
- Mio fratello Xander aveva un branco composto per tre quarti da Fenici. Aveva una passione per le cose deboli e fragili. Diceva che in realtà nascondono un cuore di fuoco, più forte di chiunque altro. Ci credevo anche io, più di chiunque altro. Quando è morto, sono morta con lui. È stato quando gli altri mi hanno salvata che ho deciso di farlo. Mi era stata data una seconda possibilità. Ero di nuovo viva e forte come... una fenice. Con il cuore di fuoco -
Ed era proprio quello che rappresentava il tatuaggio: un'enorme Fenice avvolta dalle fiamme con un cuore incandescente all'interno.
In silenzio mi alzai e mi misi esattamente dietro di lei. Mi abbassai fino al cuore di fiamme e lasciai un bacio esattamente al cento.
Trovava sempre il modo di lasciarmi senza parole. Ma non in quel momento.
- Ti amo -
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The Alpha's War
WerewolfDue branchi, due storie, due Alpha. Isaiah vuole solo spassarsela con gli amici, godersi la vita come se non ci fosse un domani e imporre il proprio potere nella cittadina di Columbia. Ma quando il branco di Cecily, guidato dall'Alpha Simon com...
