XXXIV - Promise

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CECILY

Bugiardo. Bugiardo. Bugiardo.

- Lily calmati - Stai zitto, Simon. Mi avete mentito entrambi

 Sentivo la mano di Isaiah tenermi il polso e graffiarmi con gli artigli, questa volta non per trattenermi: era furioso, sentivo la sua rabbia e la sua collera nella sua presa di ferro.

Sapevo che non aveva i poteri per fermare Peter ora che era diventato come Kalar... se non peggio. 

- Eddai, perchè quelle facce? Ho fatto un'entrata plateale, mi aspettavo una reazione diversa... tipo "O mio dio perché tu?", " Peter, perché l'hai fatto?" - scherzò con fare melodrammatico - e invece mi trovo quei musi lunghi - 

Per la prima volta nella mia vita credetti che peggio di così non potesse andare. Anche se una parte di me era sollevata di vedere il cadavere di Kalar annegare nel suo stesso sangue, la presenza di Peter e del suo sguardo folle mi annientò ogni speranza. 

Eravamo tutti malconci, Isaiah era ferito, Sophie stremata ed io a corto di forze. E lui era diventato fortissimo, irraggiungibile.

- Da quanto Peter - sibilò Isaiah a denti stretti.

Tremai a sentire quella voce. Non era lui. 

- Irrilevante - disse Peter agitando una mano disinteressato. 

- Figlio di puttana - 

Con la mano libera cercai di bloccarlo ma lui si liberò del mio tocco e fece un passo avanti, mollando la presa sulla mia mano. Sapevo cosa stava provando: prima il senso di colpa per Simon, ora quello per non essersi accorto di chi gli stava accanto.

Si scagliò contro Peter con una furia che non avevo mai visto, ma era comunque troppo poco... aveva rinunciato alla forza per me, ed ora ne pagava il prezzo. Mi gettai in avanti senza pensarci: non potevo perdere anche lui, era tutto ciò che mi rimaneva.

- Isaiah! - Vidi Jade correre verso di noi con gli occhi sgranati.

Come in un film, la scena parve a rallentatore. Isaiah caricò un pugno colmo di rabbia, i denti affilati e lo sguardo di fuoco. 

L'avrei perso. Non sarei arrivata in tempo, neanche questa volta.

- ISAIAH!!! - 

Accadde tutto in un istante. Vidi Isaiah cadere a terra con un tonfo di schiena trattenendo un ghigno. Jade gridò fiondandosi sull'amico mentre le mie ginocchia cedettero e mi trovai accanto alla sua testa.

- No... ti prego guardami - tastai il suo corpo in cerca di ferite con mani tremanti - Isaiah, parlami, ti prego, ti amo, non andartene, guardami! - non riuscivo a trattenere le lacrime. Scoppiai in un pianto disperato aggrappandomi alla sua maglietta lacerata.

- Lily... - sussurrò Jade

- No! Non può andarsene, ha detto che sarebbe rimasto con me! - 

- Lily, ti prego - 

- Io lo uccido, lo ammazzo! - 

- Lily, sono vivo - non era la voce di Jade - non piangere tesoro -

Sgranai gli occhi trovandomi davanti due pozzi azzurri come il cielo - Isaiah? - 

Sentii la sua mano accarezzarmi tremante la guancia - Sono vivo, Lily, mi ha salvato - 

- Salvato? Chi? - 

- Lui - seguii il suo sguardo incrociando quello di Jade. 

Davanti a noi c'era qualcuno che ci impediva di vedere Peter. Emanava una strana luce, quasi eterea, ma aveva una chiara forma umana, tanto che con una mano stava tranquillamente trattenendo il pugno di Peter destinato ad Isaiah.

- E tu chi cazzo sei? Levati di torno - sbraitò Peter cercando di divincolarsi inutilmente. 

- E' finita Peter, arrenditi adesso prima che sia troppo tardi - 

Sobbalzai sentendo quella voce. Era lui, l'avrei riconosciuta tra mille. Sentii una mano appoggiarsi alla mia spalla.

- Tranquilla Arianne, manteniamo le nostre promesse - 

Mi girai di scatto avvertendo una fitta allo stomaco. 

Simon.

- Mi sei mancato - sussurrai tra le lacrime, afferrando la sua mano. Lui mi sorrise rassicurante, poi si incamminò verso l'altra figura davanti a noi.

- Simon?! Ti ho ucciso cazzo, come fai a essere qui! - urlò Peter diventando visibilmente agitato. 

Simon si soffermò su di lui, poi volse lo sguardo verso l'altro uomo - Facciamola finita - 

Pian piano la luce attorno ai due si affievolì, permettendomi di riconoscere i tratti dell'ultimo arrivato. 

Scattai in piedi mentre Isaia riuscì a fatica a mettersi seduto. Strinsi la sua mano così forte che temetti di staccargliela.

Ma non mi importava, perchè...

... quegli occhi neri come il petrolio

... quei capelli candidi come la neve

... quello sguardo così simile al mio

Non avrei mai potuto dimenticarlo. Non potevo e non volevo. L'ultima volta che l'avevo visto in carne ed ossa era coperto del suo stesso sangue. Ora era là, in piedi, davanti a noi. 

Per aiutarci.

Per salvarci.

- Xander - 

Con un colpo netto ruppe il polso di Peter e lo scagliò lontano; subito Angel strisciando cercò di raggiungerlo, mentre Noah se ne stava in disparte a bocca aperta.

Poi si girò verso di noi. 

- Te l'avevo promesso sorellina - 


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