VIII - A Little party never killed nobody

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CECILY

Non ero mai andata a una festa, non sapevo cosa aspettarmi. Quando lo avevo detto a Bella mi aveva quasi sputato l'acqua tonica in faccia. "Ma dove sei cresciuta?" erano state le sue parole gentili e affettuose mentre con la mano faceva finta di misurarmi la febbre. Con un entusiasmo quasi fastidioso, quel sabato pomeriggio Bella mi prese in ostaggio. Mi fece sedere davanti allo specchio con i capelli bagnati e, con sguardo critico, mi studiava per decidere cosa fare, come un archeologo con un reperto da archiviare.

- Lily - Bella alzò una ciocca di capelli scuri e me la mise davanti - guarda -

I miei occhi rimasero immobili su quei tre unici fili bianchi come la neve che spiccavano sopra quella pozza di petrolio. Ogni volta, il passato tornava a perseguitarmi in modi assurdi.

- Ti è rimasta un po' di tinta nera? - chiesi distogliendo lo sguardo. Il volto di Isabelle si addolcì e annuì.

- Fai un giro su te stessa tesoro - mi ordinò Bella. Senza protestare, feci una giravolta nel mio nuovo vestito: mi sembrava ogni volta più bello. Per quanto odiassi ammetterlo, Isaiah aveva visto giusto. La mia migliore amica mi aveva lisciato i capelli che ricadevano ordinati fino alla base della schiena; aveva aggiunto un po' di trucco leggero e una collana con il ciondolo nero a forma di stella, la sua preferita. Bella era magnifica: il vestito viola le lasciava scoperte le gambe, rese ancora più lunghe dalle scarpe col tacco nere simili alle mie, mentre i capelli erano acconciati in una lunga treccia che le cadeva sulla spalla destra. Era raggiante, adorava le feste, soprattutto quando c'era anche Richard.

- Simon sta arrivando con Richard e Noah, faremmo meglio a scendere -

Un po' mi vergognavo. Insomma, davvero stavo andando a una festa a casa del sindaco con tutto quello che stava succedendo? Dio, mi sentivo dannatamente stupida. Almeno ci sarebbe stato Isaiah e questo, non sapevo perché, mi rassicurava. In più c'era l'intero branco, Simon compreso.

- Che faccia pensierosa, tesoro. Pensi al tuo Alpha? - mi sorrise maliziosa Bella.

- Simon? Perché dovrei pensare a lui ora? -

- Non sto parlando di lui, Lily - ooh, Isaiah. Cazzo.

Un rombo di motore interruppe la situazione imbarazzante: i ragazzi erano arrivati.

Richard si lanciò letteralmente addosso a Bella, travolgendola in un bacio dolcissimo. La riempì di complimenti e lei gli saltò in braccio felicissima.

- Inutile che li guardi così, sei stupenda anche tu piccola - Noah mi cinse le spalle con un braccio, elegante nel suo completo nero uguale al fratello. Gli sorrisi e montai in macchina davanti, mentre dietro Bella si mise tra i due Lewis.

- Buonasera - esordì Simon con voce rauca e profonda. Un brivido mi percorse la schiena, mentre i suoi occhi facevano un'analisi completa. Arrossii di scatto e ridacchiai per sdrammatizzare.

- Davvero stiamo andando alla festa di Peter O'Conner? -

- Già, a quanto pare abbiamo fatto un salto di qualità cari compagni - rispose Noah imitando la voce grossa del sindaco. Scoppiammo tutti a ridere e Simon mise in moto: era ora di entrare in scena.

***

Quella non era una villa, era un dannato paese. In quanti abitavano lì? Cinquanta?

- Ragazzi, neanche con i risparmi di una vita potrei comprare anche solo il tappeto d'ingresso - disse Noah ancora vicino a me sulla soglia. Suonammo il campanello e un maggiordomo di colore venne ad aprirci: alto, palestrato e dallo sguardo omicida. Sentii Noah deglutire.
- Tranquillo macho, non morde -
Jade comparve dietro il bodyguard, elegante nella sua camicia bianca e i capelli raccolti in un codino. Ridacchiò e disse qualcosa alla montagna sulla porta; annuendo, l'uomo si fece da parte in modo che potessimo seguire Jade.
- Benvenuti a villa O'Conner. Non sono previsti giri turistici, quindi vi dovrete accontentare - esordì camminando per il corridoio che doveva portare alla sala principale. Il lupo ci lanciò un sorriso prima di proseguire con passo svelto.
Simon mi affiancò e mi porse il braccio. Sorridendo diverita da quell'atteggiamento, mi aggrappai e lo colpii leggermente alla spalla, ottenendo un ghigno divertito in risposta. A metà del corridoio svoltammo verso destra e scendemmo le scale. Dove stavamo andando?
Jade si fermò davanti alla porta chiusa che chiudeva il corridoio.
- Solo io mi aspettavo fiumi di alcol, musica a palla e donne mezze nude? - chiesi non proprio sottovoce. Jade ridacchiò e prima di aprire la porta disse:- infatti è esattamente così -

The Alpha's WarLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora