•Punizione•

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                             Capitolo 6

Amnon Green, il preside, era un uomo molto severo. I suoi ricci capelli bianchi dimostravano che avesse più di 50 anni. Amava la precisione e la puntualità ma non si poteva dire lo stesso nei confronti di sua figlia Zohar.
La donna ideale per mio fratello.
-Mi chiedo cosa penseranno in proposito i vostri genitori.-
-Io non capisco,che cosa abbiamo fatto?-
Il preside mi guardò come se pensasse lo stessi prendendo in giro.

-Hai un'aria così innocente e vulnerabile..Sei molto convincente sai?- mi guardò al di sopra dei suoi occhiali.
-Di che cosa parla?- dissi a bassavoce a Leo, lui mi fece segno di non saperlo.
-Spiegaglielo Leo.-
-Farebbe differenza?- rispose lui.
-Hai un atteggiamento sano,signorino,no in realtà non cambierebbe niente. Andate in classe,ragazzi. Ci resterete fino alle otto di questa sera.-
Cosa? Sarei dovuta stare altre 7 ore a scuola per qualcosa che non sapevo nemmeno di aver fatto?
-Ma cosa è successo?- dissi a Leo, il preside si alzò di scatto dalla sedia e si avvicinò a me.
-La Green School non approva atteggiamenti irrispettosi e compiti falsificati da parte degli studenti.- mi disse, gelandomi con uno sguardo.-Andate in classe ragazzi, in classe!- urlò indicandoci la porta.

[...]

-Ma che ci facciamo qui?-dissi.
L'aula era vuota e l'aria viziata, così decisi di aprire la finestra. Il vento mi soffiò forte sul viso scompigliandomi tutti i capelli.
-La Green school non tollera atteggiamenti riguardosi.- mi rispose Leo, con un tono ironico mentre si appoggiava contro la cattedra.
-E non tollera compiti falsificati.- controbattei,ma poi ritornai di nuovo seria. Odiavo essere accusata di un qualcosa che non sapevo nemmeno di aver fatto e questo mi faceva innervosire
- Non capisco,mi è costato tanto lavoro quella ricerca. Non ho falsificato un bel niente.- sbuffai,incrociando le braccia.
-Lo so, sono stato io.- mi disse con un aria di soddisfazione, poi prese dallo zaino una cartella e me la porse.
-Che cos'è?- dissi prendendola in mano e sfogliandola.
-La tua ricerca.-
-Ma questa non l'ho fatta io.- dissi analizzando ad una ad una le pagine.
-L'ho fatta io.-
-Perché?-
-Non ti piacerà quello che ti devo dire.- sentii l'ansia saltarmi addosso.
-Voglio la verità,dimmi solo perché l'hai fatto.-
-Sei proprio sicura di volerlo sapere?Anche se cambiasse la tua vita?-mi chiese,mentre io mi limitai ad annuire.
-L'ho fatto perché volevo stare con te.Non voglio che tu mi eviti.-
Feci un sospiro di sollievo, non era così grave come pensavo.

-Io non ti evito, e non ho intenzione di farlo.
Voglio conoscerti.-dissi sorridendo e abbassando lo sguardo. Le mie guance sembravano stessero prendendo fuoco.
Impulsività 1 Ariel 0.
-Non devi diventare rossa.- mi disse.-Riguardo al fatto della ricerca..non preoccuparti dirò che è tutta colpa mia.-
-Ma, non capisco, non pensi ai tuoi voti?-
-Se devo scegliere tra i miei voti e stare con te Beh...no,scelgo te.-
A queste sue parole mi addolcii, possibile che d'un tratto era diventato così dolce? Gli interessavo così tanto?
-Ma dove hai trovato il tempo?-chiesi, cercando di abbassare la tensione che si era creata tra noi.
-Quando una cosa ti interessa davvero,il tempo lo trovi sempre.-ci guardammo negli occhi.-Ma non ho fatto tutto da solo.-

Prese la cartella,che intanto giaceva sul banco, e gli versò sopra uno strano liquido trasparente contenuto in un piccolo barattolo.
Assistetti con stupore a ciò che era successo, la mia ricerca era lì, il certificato di nascita,c'era tutto.
-Cos'è? Una magia?-chiesi ingenuamente
-No, è solo scienza.- mi rispose.
Guardai con più attenzione ciò che si trovava davanti ai miei occhi. Il certificato non era il mio, era quello di Guy.
Possibile che io sia stata così stupida da non accorgermene prima? L'avevo persino lasciato allegare alla ricerca a mia madre.

-Qualcuno deve averlo falsificato.- dissi a Leo.
-Forse volevano solo proteggerti.- Leo mi mise una mano sulla spalla,cercando di rassicurarmi.
-Forse volevano nascondermi qualcosa,ma questo è troppo. Anche la fotografia della mia nascita è sparita.-
-Se fossi in te adesso vorrei solamente una cosa, cercherei una risposta e non mi fermerei fino ad averla trovata.
Il certificato,la fotografia..è tutto troppo sospetto. - disse,ma appena vide che il mio sguardo era diventato assente continuò
-Forse la vedo io così,ma ti ho già depresso abbastanza con quel documento.Vado a prendere qualcosa da bere,vuoi qualcosa?-
Non risposi,mi limitai a fare no con la testa,ero davvero troppo confusa.
Era quel che temevo? Ero stata adottata? Cercai di scuotere la testa scacciando via quel brutto pensiero.

[...]

-È questa l'ora di tornare a casa, sorellina?- mi disse Guy appena varcai la soglia di casa.
Mio fratello è il fratello che un po' tutti sognerebbero di avere.
Abbiamo qualche mese di differenza ma lui sembra anni più grande di me. È un ragazzo presuntuoso,forse anche troppo, tant'è che si definisce il maschio alfa della scuola quando in realtà non è nemmeno quello omega.
A volte è troppo invadente ma gli voglio tantissimo bene, non potrei fare a meno di lui.
Mi fermai un attimo a pensare,l'idea che mi balenò in mente era inquietante. Forse lui non era nemmeno mio fratello.
-Ariel,Guy. Io e vostra madre vorremmo parlare con voi.-
Mio padre mandò in frantumi i pensieri che si erano presentati davanti ai miei occhi.
Ecco, ne ero sicura. Di lì a poco mi avrebbero svelato la verità.

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