•Profezia•

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                             Capitolo 22

-INIZIO SECONDA PARTE-

Al mio successivo battito di ciglia mi accorsi di essere nella mia stanza. Avevo la fronte sudata e il cuore sembrava uscire dal mio petto.
Abbassai lo sguardo e notai che tra le mani, stringevo ancora il mio cellulare.
Sembrava proprio che avessi avuto..
-Una visione, ecco quella che hai avuto.- una voce maschile intervenne a chiarire i miei dubbi. Quando alzai lo sguardo per vedere chi fosse, il mio cuore si riempì di gioia.
Era Leo.
Con un salto mi aggrappai a lui, cingendogli la vita con le mie gambe.
-Stai bene?- gli toccai il viso con le mani, cercando di capire se quella fosse finzione o realtà.
- Perché me lo chiedi? Sono qui, davanti a te.-
-Hai incontrato Omer, vero? E Phaton?- chiesi, pronunciando con una leggera esitazione la seconda frase.
-Omer l'ho visto, ma sono dovuto correre qui subito dopo. So quando ti succede qualcosa.- Leo mi fece un'occhiolino, non curandosene del pericolo che poteva correre.
Lo strinsi a me,scaricando in quell'abbraccio tutte le mie preoccupazioni.

Subito dopo,  una fitta all'indice sinistro mi costrinse ad abbassarmi, dando un leggero grido di dolore.
Quando mi alzai per controllare cosa mi fosse successo, mi accorsi che vi era uno strano simbolo mai visto prima.

Quando mi alzai per controllare cosa mi fosse successo, mi accorsi che vi era uno strano simbolo mai visto prima

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Era in miniatura, ma quando Leo lo vide un pizzico di gioia sembrò assalirlo.
-Ariel, tranquilla. È tutto scritto nella profezia, non sarà l'unico simbolo che ti apparirà. Ma sappi che quando finirà, scopriremo dove si trova quella dannata fontana.- Leo mi diede un bacio sulla fronte e poi sparì, lasciandomi sola all'interno della mia stanza.

Dopo qualche minuto mio fratello Guy entrò nella mia camera,in accappatoio.
- Sorellina, c'è qualcosa che non va? È tutto il giorno che sei rinchiusa qui dentro.-
Per un attimo non risposi, ma ero fermamente decisa nel raccontargli tutta la verità.
Stando a quanto aveva detto Leo, io dovevo essere la profetessa. E non avevo alcuna intenzione di lasciare le persone più importanti della mia vita all'oscuro di tutto ciò.
-Guy, devo parlarti. Non ti ho detto tutta la verità.- dissi, facendo un grande sospiro.
-Dimmi sorellina,sono tutt'orecchie.- si distese sul letto.
-Bene tu sai che sono stata adottata, ma non sai che...- Guy mi interruppe
-Cosa stai cercando di dirmi?-
- Sono la prescelta,devo riuscire a trovare un fontana dove scorre un sangue speciale. Io sono il profeta dei vampiri, Guy. Devo trovarlo per loro. Quando troverò quella fontana, berranno il sangue e potranno farsi conoscere al mondo per quello che sono.- dissi tutto d'un fiato. Non essendo per niente sicura di aver collegato le frasi tra loro.
-E noi siamo gli unici umani a saperlo?-
Se c'era una cosa di Guy che adoravo perdutamente, era il non mettere mai in dubbio nulla. Lui mi credeva, e questo non mi fece sentire una completa stupida.

-No, purtroppo no. C'è una parte che sa della loro esistenza ed ha fondato un gruppo, incaricato di trovarli e ucciderli tutti. Devo fermarli. IO,DA SOLA.- Guy mi abbracciò. In quell'abbraccio erano nascoste tutte le parole più belle del mondo, tipo: "sono qui","non ti preoccupare", "tutto passa".
-Ricordi quando,da piccoli, giocavamo a nascondino con i nostri cugini e quando tu scoprivi dove mi ero nascosto, io ti aiutavo a trovare gli altri?- annuii, mentre mi accovacciai accanto a lui.
-Ecco, ti aiuterò anche quì. Puoi contare su di me, siamo una squadra.-

                                ***

Era da poco finito l'inverno,ma ancora pioveva.
In tutto quel tempo passato,non erano apparsi più simboli strani.
Guy si era preso l'unico ombrello decente che avevamo così mi toccò camminare sotto la pioggia.
Avevo oltrepassato il cancello della scuola e stavo quasi per entrare nel portone quando mi sentii afferrare per la maglia.
-Ma cosa fai?- mi girai di scatto e vidi mio fratello accanto ad una ragazza.
-Volevo presentarti la mia fidanzata,Zohar.- disse dandole un bacio sulla guancia.
-Non sono la sua ragazza.
Naturalmente è lui che mi viene dietro, come tutti, d'altronde.-concluse, aggiustandosi la sua chioma bionda.
Zohar era la figlia del preside e l'unica ragazza della squadra di scherma a scuola. La consideravo la ragazza perfetta per mio fratello.

-Meglio così, non ti consiglio di metterti con questo essere.- dissi,entrambe ci mettemmo sotto l'ombrello, senza lasciare spazio a Guy ed entrammo nel portone della scuola.
-Allora,ho sentito che stai uscendo con quel figo in classe nostra,è vero?- mi diede un colpetto con la sua anca incitandomi a darle risposta.
-Ma in questa scuola non si può fare niente che dopo un po' tutti lo vengono a sapere?-
-Quindi è vero. Beh, non avrei mai creduto che sarei arrivata a dirti questo ma.. ti invidio.-
-Non c'è nulla che tu mi debba invidiare. E' un bellissimo ragazzo, lo ammetto, ma credo che non potremmo mai stare insieme.-le dissi, con un velo di tristezza. Da quel giorno, il giorno del bacio non era accaduto più nulla tra di noi, ed in più Leo era tornato più freddo di prima.

-Ti ha già scaricata?Se è così,vado all'attacco.-
In lontananza vidi Leo avvicinarsi a noi, Zohar se ne accorse e iniziò ad aggiustarsi i capelli per apparire ancor più bella di com'era.
-Come non detto, parli del diavolo e spuntano le corna.- dissi abbassando lo sguardo , cercando di individuare una possibile via di fuga.
-Zohar..- si avvicinò a lei.
-Sì? Dimmi.- disse, con gli occhi pieni di gioia.
-Potresti lasciarci un attimo soli? Devo parlare con Ariel di cose private.-
Benché non mi rallegrasse la sua vicinanza, riuscì a farmi scappare una risata.
Zohar se ne andò senza dire una parola,la sua espressione in volto era chiaramente delusa.
-Allora, perchè ridi?- mi chiese Leo, sfoggiando un sorriso.
Era passato molto tempo da quando mi aveva sorriso in quel modo, poi non l'aveva più fatto.
Quel sorriso mi fece battere forte il cuore.

-Zohar si aspettava chissà cosa da te e non ha ricevuto niente.-
-Da un tipo come me bisogna aspettarsi tutto.- mi fece un'occhiolino prima di continuare -Volevo chiederti di uscire,devo dirti un paio di cose. Ora, intendo.-
-Non possiamo fare dopo la scuola?- chiesi facendo il musino.
-No, non possiamo fare più tardi.- mi prese per il braccio e uscimmo dal portone senza farci vedere.
-Dove andiamo?- chiesi, bloccandomi prima di aver raggiunto il cancello.
-Ma proprio non ce la fai a stare zitta eh?- Leo fece un sospiro.
-Voglio sapere dove andiamo.-
-Hai paura?- mi chiese avvicinandosi.
-Di te proprio no.-
-Voglio solo farti vede una cosa,ok?-
-Ok,hai vinto.- gli feci un sorriso ed entrambi varcammo la soglia del cancello.

NOTA AUTRICE

Finalmente eccomi ritornata!
Siete pronti ad immergervi di nuovo
nelle avventure di Ariel?
Spero che il capitolo vi piaccia

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