•Gioco di ruolo•

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                              Capitolo 4

Andai a sistemare i libri dell'ora precedente nell'armadietto per poi prendere quelli dell'ora successiva. Mentre li sistemavo con la coda dell'occhio vidi di colpo il braccio sinistro di Leo che si posava sull'armadietto accanto al mio, sobbalzai per il rumore che fece quando urtò l'armadietto.
-Perché faccio tanto innervosire il tuo amico?-
-Ehm..no è che ha un problema con la gente nuova.-
Quel ragazzo mi stava continuamente addosso ovunque mi giravo lui era lì.
-Sicura? Pensavo sospettasse fossi un killer o roba del genere,non lo so.-
Aveva uno spiccato senso dell'umorismo e forse era proprio quello che lo rendeva attraente oltre al fatto che era incredibilmente affascinante.

-No, la verità è che lui..-
-Lui cosa?-  non mi diede il tempo di finire la frase.
-Il fatto è che tu sei.....lo rendi un po' nervoso,tutto qua.- conclusi velocemente ,impedendogli di bloccarmi il discorso.
Stavo per dirigermi in classe quando di colpo mi prese per il braccio impedendomi di continuare a camminare.
-E tu?-
-Io cosa?- mi fermai di colpo,lui era di fronte a me.
-Perchè sei così nervosa?.-mentre diceva quella frase si avvicinava pian piano a me ed io mi allontanavo facendo dei piccoli passi all'indietro.
-Non è assolutamente vero.-
Ok forse lo era.
Chi non sarebbe stata nervosa al posto mio? Un ragazzo,che conoscevo da 3 giorni,continuava a perseguitarmi e a preoccuparsi di me come se mi conoscesse da una vita.
La mia camminata fu interrotta dal muro dietro di me.

-Allora usciamo insieme domani?-
Io ero attaccata al muro mentre lui aveva un braccio appoggiato alla colonna accanto a me, come se sapeva che volessi scappare e quindi mi aveva bloccato la via di fuga. Il peso era appoggiato sul braccio e la testa era più avanti del corpo quasi vicino alla mia bocca.
-Come? Perchè?-
-Nessuno ti ha mai chiesto di uscire?- accennò un piccolo sorrisetto.
-Certo..- quando parlava non riuscivo a guardare altro al di fuori delle sue labbra che si sfioravano per pronunciare delle parole.
-Quando un ragazzo ti chiede di uscire non devi dire "Perchè?"devi dire: "Wow!". Ti aiuto io. "Domani sera usciamo?" "Sì, certo che esco con te."-
-Mi dispiace ma non posso, ho degli impegni con Omer.- passai al di sotto del braccio che mi bloccava la via di fuga e sgattaiolai in classe.

OMER'S POV

Leo aveva chiesto di vedermi in sala musica, doveva dirmi delle cose e questo mi spaventava ed incuriosiva allo stesso tempo.
Sapevo cos'era. Sapevo che era un mostro.
E non dovevo farlo assolutamente avvicinare ad Ariel.
Avevo provato a parlarne ma non mi aveva creduto così avevo deciso di escogitare un secondo piano.
Avrei fatto finta di fidarmi di Leo. Dovevo trovare prove a sufficienti e finalmente avrei potuto smascherarlo.

[...]

-Stai quindi dicendo che devo farla innamorare di te?-  Io e Leo eravamo nella sala di musica.
-Sì,Omer, bravo hai capito il concetto.-
-E a quale scopo?- non avevo intenzione di lasciare Ariel nelle mani di un perfetto sconosciuto.
-Non credo che debba interessarti, falla venire al Bowling Cafè stasera alle 8.-
-Vuoi che lei ci sia questa sera no? Facciamo un gioco di ruolo: io sono Ariel e tu sei Leo. Vediamo come gestisci il tuo appuntamento.-
-Vuoi una sberla?- Leo si avvicinò a me con uno sguardo minaccioso.
-E comincia col cambiare atteggiamento.-
Sapevo che non dovevo affatto utilizzare quel tono con lui, ma non volevo fargli capire che lo temevo.
-Prendiamo una cosa da bere?-
-Io non bevo ho solo 17 anni.- risposi con una vocina stupida, cercando di imitare Ariel
-Allora andiamo a casa mia.-
-È questo che aveva intenzione di fare con Ariel? Portarsela a casa dopo soli 5 minuti e farle chissà cosa? - scossi la testa cercando di scacciare via quel brutto pensiero
-Non vengo a casa tua,ho solo 17 anni.-
-E allora che cosa vuoi fare?!-  Leo urlò, arrabbiato.

-Quindi se non ti cade subito ai piedi perdi la pazienza?- dissi alzandomi dalla sedia.
-Di cosa vuoi parlare?- riprese il discorso.
-Hmhm..Non lo so, inizia tu.- mi sedetti di nuovo sulla sedia.
-Inizia tu.-
-Inizia tu.-
-Omer ti sto per prendere a calci.-
-C'è Omer?! Oh, mi sta così simpatico.-
subito dopo questa frase Leo mi afferrò e mi  spinse verso il pianoforte, non riuscivo a reagire,era come se fossi paralizzato. Si avvicinò a me tenendomi ancora per la maglia.
-Se non riesci a combinare niente con una cosa fai, la picchi?- finalmente uscirono delle parole dalla mia bocca.
-Non sto per picchiarti, sto per baciarti.-
-Me?Leo,è solo un gioco si fa per finta,non scaldarti.- cercai di liberarmi dalla sua presa ma non mi era possibile.

-Non te ma lei. Un bacio risolve sempre.
-Non risolve niente se poi non le sai parlare.-
-Ti stupirò.-
-No,ti stupirai.-
-No, ti stupirò.-
-Ti stupirai.-
-OMER!- Leo mi lasciò di scatto.
-Okay,okay. Stiamo solo giocando e siamo anche bravi. Ci scambiamo ruolo?- mi aggiustai  la cravatta della divisa allentandomela di poco.
-Hai intenzione di baciarmi?- ci allontanammo tutti e due.
Tirai un respiro di sollievo, girammo un po' nella stanza senza scambiarci una parola.
-Inizia tu.- decisi di interrompere quel silenzio.
-Inizia tu.-
-Inizia tu.-
-Inizia tu.-
-Inizia tu.-
-SMETTILA!- gridò Leo facendomi balzare dalla paura.
-Tranquillo.
Ricominciamo eh, ok?- farlo arrabbiare non era la soluzione giusta, dovevo lasciare che si fidasse di me.
Così mi riavvicinai a lui e mi misi nella sua stessa posizione, cercando di imitarlo.

-Ma che fai?- Leo mi guardò con una faccia stranita.
-Entro nel personaggio.- gli feci un'occhiolino
-Io non sono così.-
-E' il tuo alter ego infatti. Forza,fai Ariel.-
-Non so come si faccia Ariel.-
-Sforzati di immaginare cosa le passa per la mente e lo capirai.- Leo fece un sorriso.
-Accidenti Leo, sei davvero un bel ragazzo.- disse facendo dei piccoli passi verso di me.
-Tu credi che pensi questo di te?-
Feci questa domanda interrompendo il "gioco."

-E' quello che pensano tutte le donne.-
-Di cosa ti piacerebbe parlare?- continuai.
-Continuo a chiedermi la stessa cosa.-
-Mi stai confondendo.-
-Non sei l'unico.-
-Dio quanto sei arrogante.-
Proprio non riuscivamo ad andare d'accordo.
-Per fortuna Omer non è qui,ho cercato di spiegargli che siamo solo amici ma non lo capisce.-
Questo fu un colpo basso per me.
-Ma forse dovresti prima chiarirti le idee se credi di preferire un bullo arrogante.-
-Meglio un bullo arrogante che un nerd che si fa ridere dietro da tutti.-
-Non è vero, chi è che mi ride dietro?- Leo si mise a ridere.
-Ne ho abbastanza, è stata una pessima idea.-
Mi sedetti scocciato sulle scale del palco che usavamo durante le lezioni di musica.
-E' quello che sto cercando di dirti da un pezzo.-
-Dimostramelo ti prego, dimostrami una sola volta che riesci ad essere qualcosa di più di un bulletto presuntuoso.-
-Tu vorresti essere me.-
-Come non detto.-

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