Chapter 17 || Cigarettes

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Ragazzeee eccomi di nuovo! Dopo due settimane di fuoco a scuola adesso ho un po di tempo per pubblicare! Manca solo una settimana e poi è finito!! Non vedo l'ora così mi decido interamente a voi e a Lucy e Louis!!
Ma bando alle ciance, questo è un nuovo capitolo e spero vi piaccia! Buona lettura ❤️❤️

Ero seduta nel punto in cui avevo lasciato Louis, non mi ero mossa da lì, avevo esaurito anche tutte le lacrime. Non stavo capendo più nulla, la persona più importante della mia vita a letto con un'altra, e si aggiungeva anche il dolore della mia malattia. L'unica persona che volevo adesso al mio fianco era mia figlia, mi alzai a fatica da terra e lentamente andai verso il bagno, avevo gli occhi rossi, i capelli scomposti, e il trucco sciolto. Presi la spazzola e pettinai i capelli raccogliendoli in una coda di cavallo, con acqua e sapone lavai il viso, ma gli occhi rossi rimasero è così decisi di non mettere trucco. Dopo di che misi le mie scarpe da ginnastica, presi il giubbotto di pelle e lo indossai, guardai una foto mia e di Louis sul tavolino del salotto e una lacrima solcò il mio volto, l'asciugai in fretta e abbassai la cornice.
Presi le chiavi di casa ed uscii, chiusi la porta e misi le chiavi in tasca. Lentamente mi avviai verso casa di Johannah, ripensando a tutto ciò che mi stava accadendo.
Dopo un po arrivai, mi avvicinai alla porta di ingresso e prima di suonare feci un bel respiro. Suonai il campanello.
Dopo poco mi aprì proprio lui, e non avevo dubbi.
-Ciao.- disse lui con voce tremante.
-Dove è Delia?- chiesi senza degnare di uno sguardo l'uomo.
-È di là, vieni entra.- cercò di fare la voce dolce.
Gli occhi iniziarono a pizzicarmi ma non potevo piangere, così tirai un altro sospiro, ed entrai.
Camminai in avanti, ma fui bloccata per il braccio da Louis, e mi voltai verso di lui di scatto.
-Non toccarmi.- dissi staccandomi immediatamente.
-Parliamo?- chiese alzando le mani in aria.
-No, voglio mia figlia e basta. Dov'è?- urlai quasi.
Una voce da dietro di me parti prima che Louis potesse dire altro.
-Lucy, ciao. Vieni sta qui Delia.- era Johannah, e senza guardare più Louis me ne andai verso la cucina dove stava la donna.
-Mamma!!- urlò la piccolina venendomi incontro e abbracciando le mie gambe.
-Amore..- la presi in braccio e le diedi un bacio fra i capelli -prendi il cappotto che andiamo a casa.- dissi lentamente.
-Va bene, Zia Lottie e Zia Fizzy venite con me.- scese dalle mie braccia e andò con loro.
Quando la bambina fu fuori dalla cucina, poggiai le mani sul tavolo chiusi gli occhi e respirai profondamente.
-Tesoro, tieni.- disse la donna ponendomi un bicchiere d'acqua.
-Grazie.- dissi prendendolo e bevendone un sorso.
-Lucy, mi spiace per tutto quello che mi figlio ti ha fatto, e non starò qui a giustificarlo, ma non credi che per la bambina è meglio che anche lui venga con voi a casa?- chiese la donna carezzandomi le spalle.
-Johannah, non me la sento, almeno questa sera vorrei rimanere sola con mia figlia e magari con mio fratello. Anche a me dispiace, ma non c'è la faccio.- dissi cacciando una lacrima che poi mi fu asciugata subito dalla donna.
-Va bene così, vuoi che Den ti accompagni?- chiese ancora dolcemente.
-No, grazie mille.- le sorrisi, un sorriso finto.
-Mamma sono pronta, andiamo!- disse Delia entrando in braccio al padre.
-Si amore andiamo.- dissi avvicinandomi alla sagoma forte e robusta.
-Papà, tu perché non vieni con noi?- chiese al padre mentre quest'ultimo la posava a terra.
-Domani devo andare a lavoro molto presto, e quindi non posso svegliare né la mamma né tantomeno la mia piccolina.- disse abbassandosi all'altezza della bambina e dandole un bacio sul nasino.
-Va bene. Andiamo adesso.- dissi prendendo la bimba per la mano.
-Ciao nonna, ciao papà.- li salutò.
-Ciao piccola mia.- disse la nonna.
Louis mi guardò.
-Ciao Lucy.- disse con tono pentito.
-Ciao.- dissi in modo acido e freddo.
Ed uscimmo di casa.

***
La bambina ormai dormiva, ed io ero sul divano con Harry, almeno c'era lui.
-Ora che la bambina dorme, voglio sapere cosa è successo e cosa tu stai passando.-Sbottò prendendo la mia schiena e facendola aderire al suo petto.
Fu in quel momento che lasciai che le lacrime uscissero, con una mano strinsi la maglia del riccio, mentre lui cercava di consolarmi con dei piccoli baci fra i capelli e accarezzandomi le spalle.
-È andato a letto con un'altra.- dissi in preda alle lacrime. -Dopo tutto questo tempo insieme.- strinsi i denti e ancora di più il pugno.
-Shh, stai tranquilla piccola mia.- disse baciando ancora i miei capelli. -Tutto si aggiusta, tu lo ami e sono sicuro che nonostante lui sia stato un emerito stronzo ti ama ancora.- mi strinse.
-Harry, io non c'è la faccio, sembra che il mondo mi stia crollando addosso.- dissi scoppiando tra le sue braccia.
-Piccola, sono cose che succedono tutti sbagliamo, anche io ho sbagliato in passato e nonostante tutto sono ancora qui perché tu mi hai accettato e perdonato. Ci vuole un po di tempo e riuscirai a perdonare anche Louis, ma adesso il primo passo da fare è farlo rimanere a casa..- lo interruppi.
-No, no!- mi lamentai come una bambina tra le sue braccia.
-Lucy, non fare la bambina, pensa a vostra figlia! Se non lo vuoi fare per lui, fallo per la bambina, perché o le dici la verità che tu e Louis non state più insieme o almeno cercate di raddrizzare questa situazione.- disse Harry rimproverandomi, ma infondo infondo aveva ragione.
Restai in silenzio per un bel po', rimasi sempre tra le sue braccia e vidi man mano i miei occhi diventare pesanti e si chiusero lentamente.

Pov's Louis
Aspirai la ventesima sigaretta, ero disteso sul letto e pensavo e ripensavo al suo sguardo pieno di odio e di malinconia. Mi faceva male vederla ridotta in quella condizione, soprattutto quando si è presentata con quei occhi rossi e gonfi di pianto. Avrà minimo pianto due ore. Mi alzai dal letto anche quando la ventesima sigaretta finì, andai verso il bagno della mia vecchia camera, e mi guardai. Ero in uno stato orribile, avevo gli occhi rossi e i capelli scomposti, per di più puzzavo da morire. Non mi importò più di tanto, buttai la sigaretta nel water ed uscì fuori, e lo trovai mia sorella Lottie.
-Lottie?!- esclamai guardandola e poi prendendo un'altra sigaretta dal pacchetto e accendendola con l'accendino posto di fianco al pacchetto.
-Louis, fumare non ti aiuta a nulla tanto meno ti fa riparare gli errori commessi.- mi rimproverò la bionda. -Ma ti sei visto? Sembri un drogato. Quanto basta per abbatterti? Un paio d'ore?- continuò ancora, ma ero stanco di ascoltarla.
-Ma se non ti piace vedermi in questo stato perché non te ne esci dalla stanza?- dissi dirigendomi di nuovo verso il letto.
-Sei solo un vigliacco.- disse uscendo dalla stanza e sbattendo la porta.
Già aveva ragione ero solo un vigliacco, avevo bruciato tutto.
Sentii qualcosa di caldo scendere sulle mie guance, erano lacrime. Stavo piangendo, non avrei mai voluto mandare la mia famiglia a puttane, ma davvero non riuscivo a trattenere più quel enorme segreto. Non volevo non restare più accanto alla mia Delia, ma soprattutto non volevo rinunciare al mio amore che provavo per Lucy. Che solo a pensarla mi faceva ritornare in mente tutto il nostro passato, da quando ci siamo conosciuti, quella volta nella cucina di casa sua, alla gravidanza, che è stata molto complicata in quanto Lucy stava per perdere Delia per cause ancora tutt'oggi ignote, fino ad oggi a quello che eravamo è che adesso non siamo più. Aspirai quel poco di sigaretta che era rimasta e la lasciai cadere a terra. Poi non capii più nulla, chiusi gli occhi, ancora bagnati dalle lacrime.

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