Chapter 25 || Live Me

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Eravamo lì, eravamo distesi sul letto, era l'una di notte e nessuno dei due riusciva a dormire. Avevo testa sul suo petto, mentre la sua mano carezzava lentamente la mia spalla facendo movimenti circolari, mi rilassava.
Fino a quel momento, avevo paura di cadere ma adesso che sapevo che c'era lui accanto a me non avevo paura, mi avrebbe aiutata passo dopo passo. Mi sentivo protetta solo se lui era accanto a me, avevo bisogno di lui come quando si è in mezzo ad un deserto e si ha bisogno di una borraccia ricca d'acqua. Era la mia forza, la mia ancora, era solo lui.
Sentivo il suo battito, sentivo il suo respiro, sentivo che mi amava.
La mano dal mio braccio si spostò sui miei capelli, iniziò a giocarci e la cosa era molto rilassante. Sentii poi le sue labbra premere sulla mia fronte, cercava in qualunque modo di farmi capire che lui c'era.
-Amore, sei sveglia?- sussurro lentamente.
-Si.- sussurrai anch'io alzando il volto verso di lui.
-Hai paura?- chiese guardandomi negli occhi.
Sospirai, distolsi il mio sguardo dai suoi occhi che diventarono tristi, avevo quasi le lacrime e un ansia si stava facendo largo nel mio stomaco.
-Lou, potrebbe essere anche l'ultima notte che dormo con te. Il destino è imprevedibile.- dissi abbracciando il suo bacino.
Non disse nulla, sicuramente non si aspettava una risposta del genere, ma purtroppo era la realtà che eravamo costretti a vivere in un modo o nell'altro.
-Tu hai paura?- chiesi sussurrando.
Per tutta risposta sentii dei singhiozzi provenire dalla sua bocca, alzai di nuovo lo sguardo e stava piangendo. Louis, il mio Louis piangeva, aveva una mano sugli occhi per coprirsi ma non serviva a nulla nascondersi.
Mi avvicinai al suo volto, gli tolsi la mano da faccia, aveva lo sguardo afflitto. Non voleva perdermi e io non volevo perdere lui.
-Lou, non fare così.- dissi asciugandogli le lacrime.
Come lui era la mia forza, anche io dovevo essere la sua, ovviamente non illudendolo che tutto si sarebbe aggiustato ma facendogli capire che qualunque cosa che sarebbe accaduto io ci sarei stata, sempre.
-Amore mio, è una situazione difficile, lo so. Ma ricordati sempre che adesso io sono qui, sono qui accanto a te e per me non c'è nulla di migliore.- mi misi a cavalcioni su di lui per guardarlo meglio in faccia.
-Come.. come posso stare calmo, sapendo che domani potresti non esserci?- disse continuando a piangere.
-Vivimi adesso, vivimi ogni istante, ogni secondo è prezioso, vivimi. Ogni giorno, pensa che sia l'ultimo e quindi vivi quel giorno intensamente, senza pensare a quello che accadrà in futuro. Fa sì che quell'ogni giorno sia io e vivilo a pieno. Louis, la mia malattia mi ha fatto capire quanto tu sia importante per me, mi ha fatto capire che non c'è nulla di più importante al di fuori di te e Delia ed io voglio vivervi fino all'ultimo giorno che mi rimane, fino all'ultimo secondo voglio urlare che vi amo. Adesso, fai anche tu la stessa cosa. Proviamoci insieme, poi se andrà male continua a vivermi, continua a vivere la mia anima, continua a vivere il mio pensiero. Fallo Lou.- dissi per poi fiondarsi sulle sue labbra e baciarlo.
Non ebbe difficoltà a continuare quel bacio, anzi mi chiese l'accesso e gli fu consentito. Sentii le nostre lingue muoversi a ritmo, sentii l'adrenalina salire, volevo essere sua, lo volevo ancora una volta.
Mi avvicinai ai bottoni della sua camicia e pian piano ne sbottonai uno ad uno, quando poi arrivai all'ultimo bottone passai le mani sulle sue spalle e gliela sfilai. Le sue mani invece giocavano con la cerniera del vestito che si trovava sul lato sinistro, quando riuscì a sbottonarlo ci staccammo e mi fece togliere quell'indumento. La situazione si capovolse quando fui io sotto di lui, io ero sono in intimo mentre lui aveva ancora i pantaloni, ma glielo tolsi. Sentii le sue labbra passare sul mio collo e in un punto non preciso iniziò a succhiare, gemetti per l'immenso piacere che mi stava provocando.
Mentre continuava a lasciare baci umidi sulla parte scoperta del seno, sentii l'intimità di Louis premere sulla mia gamba, gemetti. Voleva essere liberato. Sentii Louis levarmi il reggiseno, e con una mano iniziò a giocare con il mio seno destro. Gemetti ancora.
Arrivò poi ai miei slip e in poco tempo anche quelli vennero tolti. La sua mano dal mio seno si spostò sulla mia intimità, Louis iniziò a stuzzicarla con le dita. Respiravo a fatica per i movimenti circolari che stava facendo. Non ci mise molto e mi provocò un orgasmo.
-Louis!- urlai.
Smise di far ciò che stava facendo e risalì sopra e mi baciò di nuovo.
Sentii il bisogno di far sì che io e Louis fossimo una sola persona così decisi di togliere anche i suoi boxer. Non ci mise molto, e iniziò a penetrare in me, con movimenti dolci e leggeri come se potessi rompermi dal un momento all'altro.
Non mi importava più di nulla poiché ero sicura solo di una cosa, che quella sera io e Louis c'eravamo vissuti veramente.

***

Guardai la sveglia, erano le dieci di mattina. Ero appena sveglia a causa del campanello che stava suonando ininterrottamente, la bambina e Louis fortunatamente non si erano svegliati. Decisi di alzarmi leggermente dal letto e dato che ero nuda decisi di mettere la camicia di Louis e i suoi boxer.
Uscii dalla camera senza fare rumore e andai verso la porta di casa. L'aprii ed entrò un Harry tutto infuriato.
-Cazzo, finalmente hai aperto questa dannata por..- si bloccò subito dopo vedendo lo stato in cui ero ridotta.
-Buongiorno anche a te Harry.- dissi facendolo entrare.
-Cazzo ci fai seminuda in casa? Chi c'è di la?- chiese stranito.
Già non sapeva che io e Louis avevamo fatto pace.
-Di là c'è Louis.- dissi arrossendo.
Rimase un po' sorpreso.
-Ah, quindi voi fate pace facendo l'amore?- chiese incrociando le braccia a petto e alzando le sopracciglia.
-Da quando sei geloso della tua sorellina.- disse una voce provenire da dietro di me.
Mi girai c'era Louis, aveva indosso solo dei boxer puliti.
-Secondo me, più che fare lo spiritoso dovresti vestirti.- disse Harry.
-Sei una palla Harry.- disse Louis sbuffando e andando in camera.
Sorrisi a quella scena, era buffi.
Dopo che Louis scomparve, Harry mi girò verso di se e fece incontrare i miei occhi nei suoi.
Era preoccupato.
-Cosa significa che devi operarti?- disse incazzato nero.
-Come lo sai?- chiesi stupita.
-Ho sentito Max che ne parlava con Annie, ma adesso rispondimi.- disse incazzato.
-Va bene, ma sediamoci.- dissi.

***

-Un tumore?- chiese sconvolto.
Annuii mentre Louis mi strinse le spalle.
Era distrutto anche lui, stavo facendo soffrire tutti, prima Louis, poi Harry e sicuramente anche la bambina avrei fatto soffrire. La mia piccola di era svegliata da poco, ma era in cucina a vedere la televisione, avevo deciso di non mandarla a scuola poiché volevo stare una giornata con loro. La mia unica famiglia.
-Anche mamma morì per un tumore.- sussurrò Harry.
Respirai profondamente ripensando a mia madre, ma allo stesso momento ripensai anche a mio padre. In tutti questi anni non mi aveva cercata, e da un lato mi mancava.
-Lo so. Harry, ma hai qualche notizia di papà?- chiesi improvvisamente.
-No, non lo sento da quando sono uscito di prigione.- disse in modo amaro -Non ti ha mai cercata, non vuole saperne più nulla né di me né di te.- disse ancora.
Era prevedibile me ne ero andata senza parlargli. Me lo meritavo da un lato, ma dall'altro avrei voluto che anche lui fosse qui con me. Mi mancava.
Louis mi distrasse dai miei pensieri.
-Lucy, beh.. Ecco.. Questo è il tuo anello.. Spero che il tuo si sia sempre valido.- disse Louis facendomi vedere l'anello.
-Ovvio. Si, si e ancora si.- non ci pensai nemmeno un secondo volevo sposarlo.
Volevo essere sua moglie.

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