Chapter 9 || No Control

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Belle eccomi come promesso!!
Questo è un nuovo capitolo dove ne accadono davvero di tutti i colori.. Diciamo che non vi anticipo nulla AHAHAH
Ok! Torno seria!
Allora, voglio sapere cosa ne pensate quindi commentate il capitolo e fatemi sapere cosa vi porta babbo natale.
Ora vi lascio al capitolo ❤️

Eravamo in auto, nessuno apriva parola, era troppo imbarazzante, lei per non pensarci giocava col suo cellulare mentre io mantenevo lo sguardo fisso sull'autostrada.
-Allora, ho il programma per quando arriviamo e per la giornata di domani.- disse lei interrompendo quel silenzio.
-Dimmi.- dissi mantenendo lo sguardo puntato sulla strada.
-Appena arriviamo, salutiamo un certo signor Edward, discutiamo di alcune cose a cena insieme a lui, poi ci ritiriamo e andiamo in albergo. Mentre per domani, alle ore 10 dobbiamo stare al bar di questo Edward, alle 14 pranziamo insieme a lui e insieme al suo aiutante, dopo aver chiuso il contratto prendiamo le cose dall'albergo poiché per le 18 dobbiamo liberare le camere.- continuò la mora.
-Va bene, perfetto. Sai anche in che camera siamo?- chiesi spostando per un attimo lo sguardo sulla donna.
-No.- disse tenendo lo sguardo fisso sul cellulare.
Dopo quella risposta il silenzio si fece largo.
Io ero preso fra i miei pensieri i quali erano rivolti tutti a Lucy, mi chiedevo cosa stesse facendo in quel momento, se mi stesse pensando.
-Ma tu sei fidanzato?- chiese la mora di fianco a me.
-Si, sono fidanzato e ho anche una bellissima bambina.- dissi sorridendo e pensandole. -Tu, invece?- continuai per non far salire quel silenzio.
-No.- mi sorrise e io ricambiai.

Pov's Lucy
Louis mi mancava da impazzire, ma cercavo di non pensarci di fatto avevo invitato Annie a casa per star un po in compagnia.
Ciò non solo per Louis, ma anche perché la bambina oggi si trovava a casa della nonna. Io, invece, ero seduta sul divano a sfogliare una rivista e ad aspettare che venisse la
bionda. Sfogliando le pagine di questa rivista di moda mi accorsi di un volto familiare, era Elly. Dopo tanto tempo il suo volto era ricomparso nelle pagine delle riviste. Con rabbia e rancore per tutto quello che aveva fatto, chiusi la rivista in modo brusco e la gettai lontano da me.
Il campanello suonò.
Di corsa mi alzai per aprire la porta, e vedere se fosse Annie.
Non era lei.
-Ciao.- disse la sagoma difronte a me.
-Ciao.- non riuscivo a parlare, mi sentivo sola senza Louis, ero debole.
-Possiamo parlare, sempre se ti va.- chiese il riccio.
Una lacrima scese dai miei occhi bagnando le guance.
-Entra, Harry.- dissi facendo spazio per farlo entrare.
Avevo paura, però prima o poi l'avrei dovuto affrontare, certo senza Louis non era facile, ma almeno potevo provarci.
Mi seguì verso il salotto, dove mi sedetti sul divano bianco in pelle.
-Accomodati.- dissi asciugando il mio volto.
-Sei sola in casa?- chiese il ragazzo sedendosi molto lontano da me.
Mi limitai, intimorita, ad annuire.
-Lucy, mi dispiace. Forse non mi crederai, ma è così, non avrei dovuto farmi condizionare da quella troia. Io ho sbagliato lo so, non me lo perdono, però ti prego almeno fammi essere qui presente e accanto a te. Accanto anche a mia nipote, che ti somiglia tanto. Lasciami una possibilità, posso ricominciare.- disse piangendo.
Era sincero.
Era distrutto per tutto quello che era accaduto, lo conoscevo, e lo potevo leggere nei suoi occhi così sinceri. Finalmente riconoscevo il mio Harry, quel Harry che faceva di tutto per proteggermi, quel Harry sincero, quel Harry da bambino.
Non esitai ad alzarmi, corsi verso di lui e lo abbracciai. Louis non ne sarebbe stato particolarmente felice ma mi avrebbe capita.
-Ti voglio bene.- dissi stringendolo.
-Anche io.- mi strinse ancora di più, sentivo il suo profumo.
Quel profumo, quanto mi era mancato.
Ci staccammo pochi minuti dopo, quando suonò il campanello.
Guardai il riccio e poi mi recai verso la porta d'ingresso finalmente era Annie. Non ebbi il tempo di salutarla che un dolore si fece largo per tutto lo stomaco e tanto che fu forte che caddi sulle ginocchia.
Sentii Annie urlare il mio nome e i passi di Harry farsi più veloci dietro di me.
-Lucy, che hai?- urlò Harry preoccupato accasciandosi verso di me.
-Chia..- balbettavo a causa del dolore -Chiamate Max è.. è l'unico che può aiutarmi.-
-Chi è Max?- chiese Harry in panico.
-Io lo conosco ora lo chiamo.- urlò la bionda.
Il dolore si faceva largo e mi lacerava tutto, non riuscivo quasi a respirare.
Non capii più nulla quando chiusi gli occhi.
***
Sentivo, un suono acustico, era la macchinetta di fianco a me che calcolava i battiti cardiaci. Aprii gli occhi lentamente non capendo neanche dove fossi. Vidi una sagoma, era rivolta di spalle e non riuscivo a capire bene chi fosse, ma sinceramente non mi fregava di nulla, in quel momento volevo al mio fianco Louis.
Spostai il volto verso sinistra e mi resi conto che avevo una flebo attaccata al braccio, lentamente sentii anche i passi della sagoma.
Si avvicinò a me e li realizzai che era Max.
-Ciao.- sussurrò.
-Ciao.- dissi con fiato spezzato. -Perché sono qui?- chiesi.
-Mhh, non ricordi?- chiese sedendosi senta mente di fianco a me, con le mani allargò un po prima l'occhio destro e ci puntò una luce, poi fece lo stesso con l'occhio sinistro.
-Ricordo di aver avuto quel dolore di cui parlammo tempo fa e poi nulla più.- dissi cercando di sedermi sul letto di ospedale.
-Vedo che allora il cervello ti funziona ancora.- rise.
-Simpatico.- feci un sorriso finto -Ma gli altri dove sono?-
-Sono qui fuori, sono molto ansiosi, ma per ora non li faranno entrare.- spiegò.
-Capito, ma cosa ho avuto?- chiesi.
-Eh.. Non è una bella cosa, non sarà facile da affrontare..- lasciò la frase in sospeso il che mi preoccupò molto.
-Allora?-urlai.
-Shh, non gridare.- mi tappò la bocca con le mani per poi lasciarla libera pochi minuti dopo.
-E allora parla.- dissi seria.
-Forse..- sospirò -Forse hai un tumore.- disse.
Quelle parole mi lasciarono spiazzata, non riuscivo a muovermi, avevo la bocca leggermente aperta.
-Che tipo di tumore?-deglutii senza muovermi.
-Il cancro.-
Il mio volto ai ricoprì di lacrime, non potevo, anzi non riuscivo a crederci, il mondo mi stava crollando per l'ennesima volta addosso, ma questa volta ero sola ad affrontare le mie difficoltà, Louis non era qui con me.
-Tranquilla, è solo un forse, nulla di sicuro.- mi abbracciò.
-Louis dov'è?- chiesi nelle lacrime.
-Louis.. Lui non risponde al telefono.-disse lasciando un bacio fra i miei capelli.
Louis non era qua con me non c'era. Non c'era proprio ora che avevo bisogno di lui.

Pov's Louis
Ero ubriaco, Tara mi aveva fatto bere un po troppo.
Tant'è che era stata proprio lei a portarmi in camera, avevamo anche scoperto che dovevamo dormire insieme, nello stesso letto.
Quel letto dove in quel momento ero sdraiato io, ubriaco e senza aver nemmeno la forza di alzarmi per rispondere al telefono che era l'ennesima volta che suonava.
-Sei ubriaco fradicio.- dissi una figura uscire dalla porta del bagno.
Era Tara, ma era quasi completamente svestita, portava solo un reggiseno e un paio di slip.
Era estremamente sexy.
Non dovevo pensare a ciò, ma era la realtà.
Vidi che si avvicinò a me molto pericolosamente, si mise a cavalcioni su di me, mi iniziò a sbottonare la camicia.
Io la lasciavo fare, anche perché non ero cosciente di quello che stava per accadere, sentii anche qualcosa di caldo premere sulle mie labbra, qualcosa che chiedeva l'accesso e gli fu consentito.
La situazione si ribaltò quando divenni io al comando di tutto, mi spogliai rimanendo in intimo, non avevo più controllo.
La spogliai, lei mi spogliò, e poi solo i suoi gemiti e il mio nome uscire dalla sua bocca.
Non mi rendevo conto di nulla, avevo perso il controllo di tutto.

Us || [L.T.] #wattys2016La tua prossima ossessione. Scoprilo ora