Quindici

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Aveva passato tutto il tempo a lavorare, si sentiva stanca, ma non stanca come le altre volte, stanca nel cuore, pensava ancora a come era andata con Mike.

Non riusciva a smettere di sentire le sue parole risuonarle nella mente, era ancora scossa e le faceva ancora male il cuore, vi poggiò una mano sopra sentendolo ancora battere, sembrava che fosse ancora lì, eppure per lei era come se glielo avessero strappato dal petto.

Si sentiva ancora triste e stranamente, sentiva ancora il bisogno di piangere, un bisogno che non si concesse.

Aveva scoperto che gli esseri umani piangevano come sfogo, be' lei non voleva quel tipo di sfogo e si ripeteva che non né aveva bisogno, come si ripeteva che non aveva bisogno di lui.

In quel momento decise che aveva bisogno di parlare con Eros, doveva capire se c'era il suo zampino e lei era sicura che fosse così.

"Altrimenti perché il cuore le doleva tanto? Perché si sentiva morire?
Se fosse stato così, avrebbe anche potuto decidere di ucciderlo all'istante".

A meno che lui non avesse una cura per il suo mal d'amore, causato da lui e dalle sue frecce.

«Eros, io Atropo, t'invoco» disse lei in tono imperioso.

Sapeva che lui l'avrebbe sentita, dapprima non rispose, quindi pensò che davvero non l'avesse sentita o forse stava solo ignorando il suo richiamo? Si chiese.

"Se fosse stato così lo avrebbe ucciso" pensò lei, d'altronde né aveva il potere.

Lui non arrivò, eppure avrebbe dovuto sapere che era meglio non inimicarsi una Moira, o per lo meno colei che avrebbe potuto ucciderlo.
Sospirò frustrata e stanca.

In quel momento comparve Lachesi, le andò vicino senza dire una parola e l'abbracciò forte.
Era sicura che la sorella avesse intuito che stesse soffrendo, ma né sapeva il motivo?

«Tornerà» affermò lei tranquillamente.

A quanto pareva sapeva più di quello che lei avrebbe voluto.

Lei sapeva che quando Lachesi diceva una cosa non era per dire, evidentemente lo aveva visto, lei sapeva sempre le azioni degli esseri umani e sapeva anche quelle di Mike.

"Mike aveva deciso di tornare?
Impossibile" pensò.
Le aveva detto che non voleva più vederla, che era un mostro e sapeva che lo pensava davvero.

"Aveva cambiato idea? Voleva vederla? E perché? Per insultarla ancora?".

Non né era certa, ma il fatto che lui sarebbe tornato la riempiva di gioia e paura, gioia perché lo avrebbe rivisto dopo che aveva pensato che non sarebbe più successo e paura perché non sapeva cosa aspettarsi.

Rimase lì tra le braccia della sorella, non sapendo bene cosa dire.

«Sta succedendo qualcosa che non riesco a spiegarmi» ammise lei accorgendosi che stava piangendo.

Lachesi le accarezzò i capelli per tranquillizzarla.
«Va tutto bene» le ripeté con dolcezza per calmarla.

«Andrà tutto benissimo» la convinse e lei ci credeva, voleva crederci, anzi doveva crederci.

Rimase lì tra le braccia di Lachesi sperando che lei avesse ragione e che non le stesse mentendo solo per farla stare meglio. Sapeva però che la sorella non l'avrebbe mai fatto.

Dovette ammettere che dopo quello sfogo si sentiva meglio, gli occhi di Lachesi la scrutarono intensamente e fin dentro l'anima.

Lachesi le sorrise.
«Dovresti riposare» le suggerì.
E si aveva ragione, ma non né sentiva il bisogno, non sarebbe riuscita comunque a riposare, lo sapeva bene.
Sarebbe stata solo una perdita di tempo.

Non voleva mettersi a pensare però, perché se si fosse messa a farlo avrebbe pensato a Mike a quello che era successo tra loro, a come si fosse sentita per la prima volta viva e poi a come si era sentita morta, quando se n'era andato dicendole quelle cose orribili.

Lachesi se ne andò lasciandola da sola, mentre lei alla fine si ritrovò ad aspettare che Eros rispondesse alla sua chiamata e che Mike arrivasse come la sorella le aveva preannunciato, sperando che non fosse per darle il colpo di grazia.




Afrodite dall'alto dei cieli, guardava come tutto il mondo stesse andando a rotoli.
Non sapeva più che fare, gli esseri umani non amavano più, o per lo meno non sembravano più in grado di provare quel sentimento.

Guardandosi attorno, si rese conto che gli uomini non sapevano più come si amava una donna, erano tutti così concentrati sulla guerra, sul possesso, l'uomo più potente era colui che aveva più soldi, più fama e più donne.

Nei tempi antichi, l'uomo era potente solo quando aveva la donna che amava accanto, bastava pensare a Paride, aveva scatenato una guerra perché amava Elena, non si era curato di niente e di nessuno, sennonché del suo amore per quella donna bellissima, adesso invece gli uomini pensavano solo a possedere.

Niente per loro aveva importanza, erano ossessionati da donne che desideravano, ma che non amavano, che addirittura si prendevano con la forza.

Non c'era più amore e questa consapevolezza la sconvolse.

Una volta l'amore era tutto per gli esseri umani, si uccidevano tra loro per avere la donna amata, scatenavano guerre, rivoluzionavano la legge, le regole, la società, qualunque cosa pur di ottenere il cuore della donna che si amava.

Adesso invece l'amore sembrava una perdita di tempo che più nessuno voleva avere o a cui nessuno più pensava ed era una cosa davvero triste.
Sospirò.

«Un mondo senza amore è come un terreno sterile» bisbigliò lei.

Infatti gli esseri umani si stavano tutti uccidendo tra loro, era arrivato il momento di fare qualcosa decise.

Schioccò le dita e in un attimo fu sulla terra, indossava un vestito dei tempi moderni per confondersi con loro.

Ovviamente per quanto potesse cercare di confondersi tutti si voltarono a guardarla.

Tutti gli uomini la fissarono vedendo la promessa di passione e amore.
In fin dei conti non era la dea della bellezza e dell'amore? Colei che regalava la passione? Che accendeva la fiamma? Che dispensava amore?
Era arrivato il momento che l'amore tornasse a governare sul pianeta, che gli uomini cominciassero a vedere che cosa stavano perdendo.

Era arrivato il momento per loro di ricominciare ad amare, sorrise maliziosamente.

"L'amore era appena arrivato e ovviamente una volta che metteva radici non se ne andava più".

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1 - Le Guardiane -                                                        AtropoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora