1. Cacciatori

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La sua era una famiglia numerosa, destinata a crescere

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La sua era una famiglia numerosa, destinata a crescere. Ormai era chiaro a tutte le persone che vivevano nel villaggio che loro non erano dei normali esseri umani.
Erano dei cacciatori di demoni, scelti da Dio e resi invincibili dal sangue del Serafino.

Metatron scendeva spesso tra loro, istruiva i bambini, insegnava agli adulti. Era un Angelo del Signore, e diceva che Dio lo aveva incaricato di istruirli e guidarli.

Sua madre, Eva, sembrava adorarlo. Per questo si fidava anche lui.
Aveva quattro fratelli più piccoli, Abele, nato tre anni dopo di lui, Seth, che aveva dieci anni, Hera e Amina, le due gemelle di cinque anni e la sorella o il fratello che presto sarebbe arrivato.

Caino ne era felice. Era il maggiore e si sentiva sempre responsabile di tutti quanti. Adorava le due sorelline, e il piccolo Seth lo seguiva ovunque.

Sapeva che presto sarebbe diventato un cacciatore, i suoi genitori lo avevano addestrato, e quella sera Metatron gli avrebbe consegnato la sua arma. Come quella di sua madre e di suo padre.

Ma non era solo un guerriero. Era anche un agricoltore. Amava lavorare la terra, e suo padre gli aveva assegnato il compito di supervisionare ogni raccolto del villaggio.
Era stato Metatron ad insegnargli come si faceva. E lui lo aveva insegnato agli abitanti del villaggio.

Era tornato da poco dai campi, il sole stava tramontando, e suo fratello Abele, era ancora nei recinti degli animali.
Non poteva andare da lui, quella sera. Di solito, prima di tornare a casa, passava da suo fratello, sgridandolo bonariamente per la sua lentezza.
Ed era veramente lento. Si augurò soltanto che non si perdesse la cerimonia.

A casa trovò sua madre, suo padre stava sicuramente con qualche concubina. Non capiva per quale motivo lei continuasse a stare con lui. E a dargli dei figli. Non che gli dispiacesse, gli piaceva avere dei fratelli e lo adorava.
-Caino.-
-Madre. Sei sempre la più bella di tutte.-

Si avvicinò e la baciò su una guancia. Era davvero bella. Non era invecchiata di un giorno, questo grazie all'incantesimo che li aveva resi cacciatori. Un giorno sarebbero morti, non erano diventati immortali, come i demoni succhiasangue. Solo che vivevano più di un normale essere umano.

-È già arrivato Metatron?-
Sua madre gli sorrise. Vide la luce che le attraversò gli occhi, un guizzo di felicità che durò solo un istante.
-Arriverà tra poco. Tu vatti a lavare al fiume, e mettiti qualcosa di pulito addosso.-
-Si, madre.-
Le diede un altro rapido bacio, e poi corse al fiume.

Mentre percorreva la strada, osservò la sua gente impegnata nella preparazione del banchetto in suo onore. Grosse tavole di legno venivano posizionate sopra a delle rocce, la carne di selvaggina e bestiame arrostiva sul fuoco e alcune donne erano intente a preparare delle focacce di grano e bacche.

Sorrise, pieno di orgoglio al pensiero che la sua gente lavorava in occasione di quella sera. La sua sera. Lo facevano perché erano grati della protezione che ricevevano.
Da quando la porta degli inferi era stata aperta, strani esseri si nascondevano nell'oscurità, non veri e propri demoni, più degli animali che probabilmente abitavano quel posto.

La Stirpe Di Lilith - Il Marchio Di Caino #Wattys2017Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora