7. Dea

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Lilith osservava il suo sposo, Sathaniel, illuminato dal fievole bagliore notturno che colpiva il letto su cui poco prima avevano consumato un'altra notte di passione. Non lo amava, ne era consapevole, così come sapeva che nemmeno lui l'amava, e che ovviamente non era uno stupido. Quello era un matrimonio di comodo, ma andavano d'accordo e si rispettavano, quindi perché non divertirsi ogni tanto?
Ma ogni notte, il suo stupido cuore, cercava sempre quell'Angelo, e sapeva bene che fine aveva fatto. La colpa, lo sapeva, era solo sua.

Quello era l'unico sentimento legato alla sua parte umana che ancora risiedeva in lei. Aveva cercato l'anima di Uriel, ma senza potervi accedere. Sebbene Sathaniel avesse ricevuto l'abilità di entrare in Paradiso, le anime degli Angeli rimanevano inaccessibili per lui. Quindi anche le anime degli Angeli ribelli morti erano fuori dalla loro portata, soprattutto perché si erano reincarnate in corpi umani. E rintracciarne il marchio non era semplice. Ci avevano provato, ma era complicato. Metatron aveva legato a quelle anime un potente sigillo, che le rendeva introvabili per chiunque che non fosse lui.

Riusciva a malapena a sentire le anime di Castiel e Lucifero, ma solo perché non erano state incantate da nessun sigillo. E sapeva che per un certo periodo di tempo erano rimaste accanto a Lilith. Anche la sua anima era ben riconoscibile per lei, come quella di sua figlia. No, non di sua figlia, la figlia della Lilith vampira. Aveva avvertito le loro anime tutte insieme per un brevissimo periodo, poi quella di Lilith era scomparsa. Non sapeva cosa fosse successo, ma avrebbe dovuto sentire qualsiasi cosa accadesse, visto che le loro anime erano parte di un'unica anima.

Ormai erano passati anni dall'ultima volta che l'aveva percepita. E in fin dei conti, non aveva più pensato agli altri, se non distrattamente. Solo lui, Uriel, tornava più frequentemente degli altri nei suoi pensieri. Ma si affrettava a ricacciarlo indietro, come quella sera. Era ancora nuda, Sathaniel si era appena addormentato, e lei aveva dovuto fare i conti con il passato. Si era alzata, senza preoccuparsi di rivestirsi, ed era uscita all'aria aperta, per respirare, nella sicurezza del piccolo cortile protetto che dava fuori dalla loro stanza, all'interno del Palazzo reale.

Il cielo negli inferi aveva un solo colore in qualsiasi periodo dell'anno, a qualsiasi ora del giorno lo si guardasse. Ogni tanto sentiva la mancanza dell'azzurro, delle nuvole, dei prati della terra. Così, ogni tanto e solo per brevi periodi, apriva il portale in un punto qualsiasi della Terra e camminava sull'erba a piedi nudi, nuotava nei fiumi, osservava le stelle o il Sole, oppure la Luna. Avrebbe voluto farlo anche in quel momento, ma non poteva.

Non a poche ore dalla partenza delle truppe demoniache per il mondo umano, di cui suo figlio era il comandante. Il suo primogenito, nato dal matrimonio con Sathaniel, Naamah, aveva poco più di 18 anni, ma l'Inferno lo aveva fatto crescere più forte e più in fretta dei suoi coetanei umani. Sarebbe partito insieme a decine di demoni, tutti ragazzi come lui, che avrebbero abbandonato l'Inferno per vivere e mescolarsi in mezzo agli umani. Il loro obiettivo, era quello di combattere Metatron, senza armi.

La Stirpe Di Lilith - Il Marchio Di Caino #Wattys2017Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora