11. Dubbi

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Caino aveva la testa pesante, mentre si sciacquava il viso nel ruscello che scorreva accanto alla radura in cui si erano accampati

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Caino aveva la testa pesante, mentre si sciacquava il viso nel ruscello che scorreva accanto alla radura in cui si erano accampati. Era sicuro che se ne sarebbero andati quella mattina, ma la bevanda che gli aveva dato la Sacerdotessa l'aveva stordito. Non ricordava molto della notte precedente, se non che si era perso tra le gambe di Xandra. Se chiudeva gli occhi, frammenti di immagini si susseguivano nella sua mente. I seni, i gemiti, le mani di lei tra i suoi capelli. E i lupi. Ricordava di aver sentito moltissimi lupi ululare. Forse aveva avuto paura, ma se anche fosse, non se lo ricordava.

Suo fratello dormiva ancora. Quando si era risvegliato, ancora dentro la tenda di pelle, tinta di rosso, il colore ricavato dalla pianta sacra Al Hanna, Xandra riposava appoggiata al suo torace, così piccola e delicata in confronto alla sua muscolatura. Accanto al loro giaciglio, pochi metri più a sinistra, Abele dormiva, semiscoperto, e Deana riposava nuda, appoggiata quasi completamente sopra di lui. Il profumo all'interno della tenda era dolciastro e pesante, e non faceva proprio al caso suo, in quel momento. 

Così aveva deciso di uscire all'aria aperta, indossando solo i calzoni di cuoio leggero, a piedi nudi, assaporando il fresco della rugiada che ancora bagnava l'erba. Non immaginava di trovarsi di fronte lo spettacolo che vide. Se di spettacolo si poteva parlare. Tutto il villaggio di Yama era li, erano tutti nudi e dormivano sull'erba senza alcuna tenda che li protegesse dall'umidità della notte. Lasciò correre lo sguardo sui corpi nudi e ammassati, col cuore pesante, quando intravide anche la pelle nuda di Iris, sdraiata accanto al capo dei Nomadi.

Eppure, si chiese, era stato proprio Yama a spingerlo tra le braccia di lei. Per quale motivo lo aveva fatto se ora giaceva nudo accanto a lei? Scosse la testa, cercando di non pensarci. In fondo, anche lui aveva giaciuto con Xandra no? I suoi pensieri iniziarono a correre, uno dietro l'altro, mentre a passo sostenuto si diriggeva verso il torrente. Nemmeno l'acqua fredda sul viso li aveva cancellati. Non conosceva niente di quelle usanze, e magari era normale per il loro popolo, ma per lui no.

Non c'erano riti del genere nel suo villaggio. Il suo Dio non veniva venerato tramite cerimonie legate al sesso. Veniva adorato con offerte e preghiere, sacrifici animali, doni. Ma non col sesso. Anzi, una volta che una donna era andata in sposa ad un uomo, rimaneva sua fino alla fine delle loro vite. Gli uomini potevano avere altre mogli, o concubine, come suo padre, ma non le donne. Perchè le donne erano inferiori agli uomini, anche se lui non le aveva mai trattate come tali. Però, dagli insegnamenti di Metatron, era questo quello che si capiva. 

Tra i nomadi invece, adoravano la Dea Madre, una Dea strana, che veniva adorata attraverso la natura, con le piante e le bevande sacre, con il corpo e le danze. No, non capiva. E lui si era prestato per uno di quei loro riti. Che Dio lo avrebbe punito, forse? Forse. E forse, per quella gente, era normale celebrare i riti in quel modo. Si diceva che non doveva essere geloso di Iris. Prima di tutto, perchè dall'ultima discussione che avevano avuto era chiaro che lei non voleva legarsi a lui; e poi, perchè se quelle erano le loro usanze, lui non era nessuno per opporsi. Non poteva cambiare quello che per lei era la normalità, e che lo era da tutta la sua vita.

La Stirpe Di Lilith - Il Marchio Di Caino #Wattys2017Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora