Liam si chiude la porta alle spalle e resto sola. La casa è vuota e mi sento sola. Spesso ultimamente mi capita di sentirmi così; sarà Matty sempre lontano, sarà che mi mancano Matt e Ariana, sarà che nonostante tutto il bene che gli voglio Liam è un lupo solitario e fa fatica a mostrare i suoi sentimenti.
Mi guardo allo specchio... tanto affanno per un fidanzato che non verrà. Per un istante la mia mente torna all'ultima volta in cui non mi sentivo così, sei anni fa con il mio ex professore di filosofia; per un istante mi passa per la testa di chiamarlo, ma scaccio li pensiero.
Soppeso le conseguenze che invece potrebbe comportare invitare George a passare la notte con me; sicuro potrei contare sul suo silenzio, è un bel ragazzo, anche lui come Matty giocava a football al liceo, son sicura con verrebbe... forse renderebbe strano uscire con la compagnia ma non mi sembra troppo pesante come conseguenza. Allora deciso.
Tiro fuori il cellulare, scorro la rubrica, seleziono il contatto George Wood e inizio a scrivergli. Sto digitando il "sono a casa da Liam da sola" quando il campanello della porta suona ricordandomi che dovevo finire il quadro e dovevano venirselo a prendere. Iniziando a inventarmi scuse plausibili per il ritardo percorro a larghi passi il corridoio, arrivo davanti la porta ed apro al misterioso commissionatore.
-Elizabeth?- sembra confuso quanto me di vedermi qui, ma presto la sorpresa lascia posto ad un sorriso. -Son sorpreso di trovarti qui.-
-Anche io... entra pure.- borbotto facendomi da parte per far entrare Avan nel piccolo ma accogliente ingresso della casa di Liam.
-Ho incontrato Liam salendo le scale, mi ha detto che il quadro non era ancora pronto e che lo stava finendo qualcun'altro, ma non sospettavo fossi tu... ultimamente il destino sembra farci incontrare un po' troppo spesso.- continua guardando sorpreso il vestito che indosso.
-Si emh... che strano.- commento, restiamo a fissarci ancora un bel po' prima che io riesca a elaborare qualcosa di sensato che non sia "prendi il posto di George e resta qui con me per questa notte". -Vieni... vieni al laboratorio, manca ancora un pochino al quadro.- sbiascico facendogli strada verso la camera nel fondo del corridoio, la porta è chiusa e appena la apro mi sento sprofondare. Le parti bianche son le stesse di prima e, non essendo abile come Liam, mi servirà almeno una mezz'oretta per finirle decentemente e poi altro tempo che si asciughi... l'idea di dover dipingere con Avan che mi guarda mi innervosisce ed eccita allo stesso istante. Chi sa quanto mi ci vorrebbe a convincerlo a restare.
-Quanto ci vorrà?-alzo lo sguardo dal quadro. -Per finirlo dico, quanto ci vorrà?-
-Penso una mezz'oretta e poi beh, il tempo che si asciughi.- lui annuisce, mi siedo sullo sgabello di Liam e lo regolo all'altezza giusta.
-Intanto correggo un paio di compiti.- dice Avan sistemandosi sulla scrivania al mio fianco, mi limito ad annuire e prendere in mano il pennello.
I colori sono sulla tavolozza poggiata accanto a me, la prendo e inizio a dipingere. Non mi è mai piaciuto dipingere e in questo istante mi piace ancor meno. Sarà passata una decina di minuti quando mi giro a prendere uno straccio per pulire una sbavatura e mi accorgo che Avan mi fissa; distoglie subito lo sguardo fingendo di correggere il compito che ha davanti dall'inizio. Con un sorrisino mi chino a cercare lo straccio. Lo ammetto, resto giù un po' più del necessario e lo scopro nuovamente a fissarmi.
-Stai correggendo con la penna chiusa.- ridacchio, lui abbassa lo sguardo e sembra notare solo ora il tappo rosso.
-Si io... lo sapevo.- borbotta passando una mano tra i capelli arrossendo, apre la penna e torna chino sul foglio.
-Per chi è il quadro? Non ci sei nella fotografia.- domando per sciogliere l'imbarazzo.
-È per Daniel, ho chiesto a Liam se fosse possibile aggiungerlo accanto a suo padre e la sorella. Per il diciottesimo penso sia un bel regalo.- risponde alzandosi per guardare meglio il lavoro quasi ultimato.
-Cerchi di attirarti la sua benedizione?- lui alza le spalle e si avvicina alla finestra guardando fuori.
-Non capisco più cosa stia facendo della mia vita.- sollevo lo sguardo su di lui, quest'uscita mi spiazza un pochino.
-Cosa vuoi dire?- scuote la testa e si volta.
-Sono in confusione.-mi alzo per raggiungerlo alla finestra. Resta in silenzio ed evita il mio sguardo.
-Dovresti farti la barba, sembri un vecchio...- mormoro accarezzandogli la guancia, lui fa una smorfia strana e sposta la mia mano. Non riesco a capire cosa gli stia passando per la testa... tutto così all'improvviso.
-Perché fai così? Perché MI fai questo, ancora?- sbuffa, serro le labbra, che dovrei dire? Si morde il labbro inferiore e scuote la testa. -Torno domani quando c'è Liam.- sbotta.
-Cosa? Perché? No!- dico impulsivamente trattenendo il suo braccio, lentamente si gira.
-Elizabeth, non capisco cosa vuoi da me... non capisci? Mi sembra di essere tornato alle medie, mi piace ma non può scoprirlo.- un sorriso solca le sue labbra, sposta un ciuffo dalla mia fronte e lo porta dietro l'orecchio. -Ma non posso permettermi queste cose ora.-
-Avan io... non so che dire.-
-Non devi dire niente, lo so che per te ora c'è solo Matty e lo accetto. Mi va bene, davvero...- la continuazione della frase mi arriva come un sussurro che mi fa tremare le gambe. -Posso accettare che tu sia di un altro uomo, ma non posso smettere di amarti.-
-Dopo tutto quello che è successo? Dopo tutto il tempo passato?-
-Non riesco a dimenticarti cazzo.- lascia la mia treccia che si stava passando tra le dita per evitare il mio sguardo.
-Ma Chantal... voi vi state sposando.-
-Ed ero sicuro di amarla... fino a mo una settimana fa.- il suo sguardo si posa sulle mie labbra.
-Fino a una settimana fa?- ripeto, annuisce senza distogliere lo sguardo.
-Fino a quando non ti ho rivista, ero convinto di averti dimenticata dopo sei anni ma evidentemente non è così. Chantal non è neanche la metà di quello che sei te.- ripenso a quello che ho sentito io la prima volta che lo ho rivisto al fianco di quella biondina francese del cazzo... gelosia?
-Quindi cosa vuoi fare?- sussurro, le sue intenzioni sembrano abbastanza chiare, ma voglio una certezza.
-Baciarti sarebbe scontato?- domanda con un sorriso, gli circondo il collo con le braccia e subito le sue mani si posano sui miei fianchi come se il tempo non fosse mai passato.
-Forse un po'.- rispondo con un ampio sorriso, china la testa e fa sfiorare le nostre labbra; una, due, tre, infinite volte fino a quando trattengo tra i denti il suo labbro inferiore e mi bacia. Con gli occhi chiusi tutto sembra amplificato e semplificato; non c'è Matty o Chantal che regga, noi ci apparteniamo.
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SEQUEL: Skinny jeans, health cigarettes, forbidden love
FanfictionDopo sei anni la vita di Elizabeth è totalmente cambiata... frequenta l'università con voti soddisfacenti (grazie alle brevi lezioncine del suo migliore amico Liam), ha un fidanzato che ama, una compagnia vivace di amici e la serenità di chi ha una...
