-Allora?- sbuffa spazientito, io alzo lo sguardo sul suo viso e incrocio i suoi occhi, potrei perdermici dentro e non trovare più la strada per il mondo reale.
-Io... è una follia.- lui aggrotta le sopracciglia e serra le labbra, le mie mani incontrano le sue sul tessuto d'oro della coperta e si stringono.
-Forse.- risponde abbassando lo sguardo sulle nostre mani.
-E sai cos'è ancora più folle?- chiedo, lui sembra ancora più confuso di prima e cerca di capire dove voglio andare a finire.
-Cosa?-
-Che io ti dica di si.- un sorriso solca le sue labbra, posa una mano sulla mia guancia e delicatamente mi avvicina al suo viso.
-Quanto posso amarti?- sussurra sulle mie labbra prima di baciarmi. I suoi baci mi scivolano lungo il collo e mi ricoprono tutta. Lentamente le sue mani scendono alle mie cosce e le accompagna facendomi sedere a cavalcioni sul suo bacino. Mi sfila le decoltè, le lascia cadere in terra ai piedi del letto.
-Mh, vuoi davvero farlo qui?- fremo, le sue mani si posano sulla mia vita e salgono lungo la zip del mio vestito.
-C'è qualcosa di male in due che si amano?- domanda iniziando a far scorrere la cerniera del mio vestito.
-Avan... le regole dovrebbero essere uguali per tutti, a Matty ho detto niente sesso fino al matrimonio.-
-Questo perché Matty è un idiota.- mormora sfilandomi le spalline del vestito, prende l'orlo della gonna e mi spoglia lasciandomi con i soli slip addosso. Abbassa lo sguardo soddisfatto. -Possiamo vivere così?-
-Mh, direi di no.- gli apro il nodo della cravatta e inizio a sbottonare la sua camicia sotto il suo sguardo attento, gliela sfilo dalle spalle e la lascio cadere sul letto alle sue spalle. Gli accarezzo il torso nudo e seguo con l'indice la linea del suo petto fino ad arrivare all'ostacolo dei pantaloni.
Inizio a slacciare la cintura quando il mio cellulare inizia a suonare, Avan mugugna qualcosa mentre mi alzo e rispondo.
-È Matty...- lo avviso, tento di rendere normale la mia voce e rispondo. -Dimmi amore.-
-Dove sei?-
-Sto... sto facendo la coda per il bagno, perché?- mento, Avan si alza dal letto e con un sorrisino si avvicina a me.
-Dobbiamo andare, a Janette le si sono rotte le acque. Nathan la sta portando in ospedale e ci ha chiesto di passare da casa loro, prendere la borsa e raggiungerli.- spiega velocemente, inizio a rivestirmi mentre Avan mi squadra indispettito.
-Si, arrivo, ci vediamo alla macchina.- rispondo affannata, chiudo la chiamata e mi volto verso Avan affinché mi chiuda la zip sulla schiena.
-Cos'ha adesso quel minorato?- sbuffa, prendo le decoltè in mano e infilo il cellulare nello scollo del vestito.
-Non è lui, a Jeanette le si sono rotte le acque. Devo andare.- dico velocemente, lui alza lo sguardo al cielo.
-Va bene, ci sentiamo.- sospira lasciandomi un bacio sulle labbra, annuisco e lascio la stanza.
Cerco di ricordarmi la strada per il salone; cucine, corridoio, destra... sbatto contro qualcuno e finisco in terra.
-Scusi.- dico velocemente alzandomi, André Harris mi porge una mano aiutandomi.
-Ragazza delle rose... dove vai così di fretta?- indaga, io alzo le spalle.
-C'è stato un problema, ci dispiace lasciare la sua festa così presto.-
-Oh, ti prego, dammi del tu.- sospira, mi mordicchio il labbro inferiore non potendo evitare di pensare a quando me lo diceva Avan.
STAI LEGGENDO
SEQUEL: Skinny jeans, health cigarettes, forbidden love
FanfictionDopo sei anni la vita di Elizabeth è totalmente cambiata... frequenta l'università con voti soddisfacenti (grazie alle brevi lezioncine del suo migliore amico Liam), ha un fidanzato che ama, una compagnia vivace di amici e la serenità di chi ha una...
