La riunione con Marcello dura ancora un po' ed io sento gli occhi di Leonardo piantati nella schiena. Digito un messaggio sul cellulare ad Oscar "Aiuto, aiuto, aiuto" lui mi risponde con un punto interrogativo. Continuo "Leonardo ci ha provato oggi. Lingua in bocca."
'Gliel'hai morsa spero.'
'Non potevo. Lavoro. Ora è qui che mi puntella.'
'chiama Giorgio'
'Non posso. Siamo in incognito qui.'
'E chi se ne frega.'
'Perché non c'è Filippo?'
'Arriva più tardi.'
'MALEDIZIONE!'
"Caterina puoi venire un attimo?"
'Mi chiama il capo. A dopo.' Chiudo lo schermo.
"Dimmi Marcello" ostento naturalezza ma mi sale un conato di vomito.
"Per favore puoi estrapolarmi questi dati mettili su una penna usb e darli a loro?"
Preferirei baciare in bocca un cobra reale, invece rispondo, "Sì certo."
"Noi siamo nel nostro ufficio ti spettiamo lì" mi comunica Mister simpatia Danese.
"Va bene." Cerco di essere il più disinvolta possibile, ma mi tremano le mani dal nervoso. Marcello se ne accorge e mi si avvicina "Tutto bene?"
"Non proprio capo." Ammetto mortificata e gli spiego il mio disagio per un comportamento genericamente inopportuno.
"Va bene la penna usb gliela porterà Enrico allora." Dice sorridendo. Grazie Karma che mi vuoi un po' di bene.
I dati sono sulla cartella della collega in maternità, tale Vanessa, mentre cerco le informazioni richieste noto degli appunti lasciati da una terza persona, tale CC, domando ad Enrico.
"Ah sì Claudia Casini, una ex collega, ha lavorato per un po' qui con noi poi è andata sai quelle aziende di pubblicità era in gamba infatti, un po' particolare ma faceva dei fumetti spassosi. E' amica di Vanessa."
Allora le toccherà la Gestapo, penso e solidarizzo con lei mentalmente. Ma non mi tornano le note, sostanzialmente sono solo segna pagine.
"Scusa Enrico, ma perché ci sono i segna pagine su questi files? Non sono bozze di prova?"
"Sì, infatti, magari mentre Vanessa ci lavorava li segnava per ritrovarli."
"Quello di sicuro, ma se apri la nota, non mi sembra che il commento combaci con il contenuto della pagina. Forse c'è un altro file."
"Mhmmm, forse, guarda anche l'altra cartella."
Apro i vari documenti infatti ci sono riassunti e schemi con rimando ai segna pagine di prima. Scarico tutto sulla usb e la consegno ad Enrico il quale mi fa un sorriso complice e mi dice "Ti racconterò la faccia di quei simpaticoni appena mi vedranno." E se ne va col suo passo flemmatico.
Vorrei essere una moschina per vedere la faccia di Leonardo appena entrerà Enrico in ufficio, ma in quel momento vengo distratta da Filippo che, invece, arriva a passo svelto.
"Ciao Cate, buongiorno!" si guarda intorno.
"Buongiorno Filippo, sono già in ufficio Enrico gli sta portando dei files." Dico maliziosa mentre lui prende quella direzione.
Ci provo a lavorare ma il mio cervello è sottosopra ha un vortice di pensieri, immagini ed emozioni che mi turbinano in testa, credo che il mio povero cervello sia sul punto di esplodere e il mio cellulare prende a suonare.
"Pronto Cate!" una voce fresca mi illumina.
"Ciao cuggina!"
"Allora devo saperlo da tua mamma che hai un lavoro nuovo?? Fetente che non sei altro!"
Giada Cappello, ovvero mia cugina, più grande di me di tanto, ma sempre presente nei momenti cruciali, anzi riesce sempre ad arrivare quando ne ho bisogno.
"Mica solo il lavoro – rispondo entusiasta – ci sono altre novità che devi ASSOLUTAMENTE sapere."
"Perfetto, allora ci vediamo stasera, aperitivo o cena o quello che ti pare."
"Sì, ecco, devo prima parlare con qualcuno – se sapesse che lo hai chiamato qualcuno – e ti confermo."
"Perfetto a dopo bacio!""
E adesso andiamo da colui che sarà il mio argomento principale di stasera con mia cugina.
"Oh ci sei?" il suo tono è sarcastico, "Non sei col tuo amico investigatore?" non ci posso credere.
" Ma che stai dicendo? Sei impazzito?" Giorgio ha un'espressione tesa e dura, gli occhi sono ancora più blu, sta davvero male. "Giorgio ascoltami, non pensarlo neanche per un secondo che mi possa interessare quel tipo, per me ci sei solo te e nessun altro. E non me ne frega nulla se siamo in ufficio e se mi sentono tutti, io sono onesta." Non ho respirato mentre lo dicevo, ho il fiato corto, le tempie mi pulsano ed il cuore credo mi stia per esplodere. Per tutta risposta Giorgio mi si avvicina, mi guarda per un tempo interminabile, posa le sue labbra sulla mia fronte stringendomi a sé.
"Scusa sono momenti pesanti e te non c'entri nulla." Mi dice piano, poi stacca la bocca e struscia il suo viso contro il mio. Non mi interessa se ci guardano mi interessa sentire il suo cuore che batte sotto il mio orecchio.
"Stasera vedo mia cugina per un aperitivo." Sto parlando al suo maglione.
"Ah già – piccola risata – devi fare il resoconto. Fammi fare bella figura mi raccomando." Il mio viso tra le sue mani, i suoi occhi luminosi dentro i miei.
"Certamente. Potrei passare da te dopo."
"No non voglio che tu faccia come molte ragazze che mollano tutti quando trovano il ragazzo. Goditi la serata con tua cugina." Non faccio in tempo a replicare che la sua bocca fuga ogni mio dubbio concedendomi un bacio dolce e appassionato.
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Quel non so che di unico
ContoCaterina è giovane, entusiasta, piena di vita ed appena entrata nel mondo del lavoro dove incontra, tra gli altri, Giorgio bello, intelligente e dannatamente affascinante. Tra i due sono subito scintille e tra un lavoro da imparare ed un enigma da...
